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IL CONGIUNTIVO: QUESTO SCONOSCIUTO di Vincenzo Vitale

febbraio 18, 2019

IL CONGIUNTIVO: QUESTO SCONOSCIUTO. Piccola apologia di un modo di pensare e di parlare” di Vincenzo Vitale (Algra editore)

Il volume sarà presentato venerdì 22 febbraio 2019, alle h. 18, presso la libreria Mondadori Bookstore di Piazza Roma, Catania. Con l’autore dialogherà Massimo Maugeri. Di seguito pubblichiamo l’introduzione.

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Introduzione

Questo volumetto nasce per puro caso, dalla curiosità dilettevole di chi scrive per i problemi posti dalla lingua e dal suo uso, per un verso, e dalla scienza linguistica di un raffinato studioso – come Salvatore Claudio Sgroi – per altro verso.
Sia chiaro. Sgroi non ha scritto una sola sillaba di questo testo, per cui ogni errore o mancanza va imputata soltanto a me.
Tuttavia, è innegabile che le mie brevi, e certo per nulla esaustive, riflessioni sul congiuntivo qui presentate, nascono da un confronto con le tesi che proprio sul congiuntivo sono state avanzate e promosse da questo studioso.
Non ho inteso – e non avrei potuto, stante il fatto che manco di qualunque competenza in senso strettamente linguistico – misurarmi con le tesi da lui propugnate sul suo terreno, quello cioè della scienza linguistica.
Ho semplicemente cercato, a partire dalla prospettiva di un normale parlante la propria lingua – e tuttavia all’uso di questa appassionato – di tematizzare alcuni problemi che mi pare nascano dalle principali tesi di Sgroi circa il congiuntivo e che forse possono tutti coagularsi nella tesi di fondo.
Secondo Sgroi – e secondo ovviamente una serie di altri scienziati del linguaggio – il congiuntivo non gode di alcuna funzione semantica, attinente cioè alla significazione del mondo nel modo della possibilità, in barba a quanto tramandato per decenni dalla grammatica ortodossa, trovando invece la propria ragion d’essere in motivazioni soggettive del parlante di ordine puramente stilistico e formale.
Una tesi certo suggestiva, tale da non poter essere facilmente archiviata come una delle tante speculazioni teoriche destinate a tramontare, secondo il noto detto di Francois de Malherbe, nell’espace d’un matin.
Una tesi dunque con la quale ho cercato di misurarmi utilizzando – è bene dirlo subito – un armamentario concettuale in larga misura extralingustico, estraneo cioè alla scienza del linguaggio in senso proprio.
Ma ciò facendo, non credo di aver corso il rischio di incorrere in scomuniche o in anatemi da parte dei cultori di quella scienza. Anzi, convinto come sono che ogni sapere – compreso quello linguistico – esibisca le proprie credenziali in modo più visibile e completo quando venga interrogato, per dir così, dall’esterno, cioè da altri saperi contigui, ma diversi, ho inteso sottoporre le tesi di Sgroi – pur nella sua personale assenza da questo volumetto – a una critica dal punto di vista filosofico.
Non certo perché la filosofia possa soppiantare la linguistica, ma perché una tesi di quel tipo esige di essere presa molto sul serio e perciò quasi reclama una prova di resistenza come soltanto il sapere filosofico può assicurare.
Un sapere, quello filosofico, il quale – come Bergson nota a proposito di Socrate in relazione ai filosofi successivi – non si sostituisce mai ad altre forme di sapere, ma ne costituisce la premessa indispensabile, preparando la via che tutte le altre – lo sappiano o no – saranno chiamate a percorrere.

(Riproduzione riservata)

© Algra editore

 

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Interim è una raccolta organizzata di idee che oppone ordine e ragione a quel rimasuglio mistico che abbina il non conosciuto alle assurde venerazioni.

Vincenzo Vitale, svolge la professione di Magistrato per diversi anni, dal 2000 esercita la libera professione. È stato docente presso le università di Milano, Piacenza, Roma e Catania. Ha pubblicato oltre duemila editoriali sulle principali testate nazionali, circa ottanta saggi su riviste giuridiche, alcuni volumi per Sugarco e un racconto presso Sellerio (In questa notte del tempo). Per Algra editore ha già pubblicato Guardatevi dai prudenti. Piccolo manueale per sopravvivere ai guidatori “prudenti” (2017).

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