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ADDIO FANTASMI di Nadia Terranova (recensione)

marzo 16, 2019

ADDIO FANTASMI di Nadia Terranova (Einaudi Stile Libero)

Libro proposto all’edizione 2019 del Premio Strega

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di Fabrizio Palmieri

Perdere un padre in età preadolescenziale è terribile.
Perderlo perché ha deciso di lasciare casa è drammatico.
Una dura lezione che Ida ha dovuto apprendere in fretta: ha dovuto imparare a convivere, a fare a meno di una figura così importante, a negarne l’utilità.
Ma digerire la perdita è ben diverso dal semplice convivere.
Perché è già difficile metabolizzare la morte di un genitore, ma è da titani vincere un abbandono. Ida convive con l’abbandono, si ribella a modo suo, stenta a capirlo ma deve crederci, quasi fosse un atto di fede.
Fede nei fantasmi.
I fantasmi aleggiano nella tua vita come un vento impazzito e proprio come il vento arrivano quando dicono loro e con l’intensità che loro decidono. Sono evanescenti: ci sono e non ci sono, un vedo e non vedo di un macabro spogliarello. Ed è proprio quando la vita sembra denudarsi per apparire ‘così-com’è’ agli occhi di Ida, è proprio in quel momento che i fantasmi tornano a intonare brani di passato, infestando la mente e stendendo un sudario sul futuro, utilizzando le figure a te più vicine per ripescare ferite rimosse e mai sanate.
Su questa altalena Ida volteggia comoda, a volte: le è lieve adagiarsi sui ricordi. Le sono propizi gli inganni della mente che le suggeriscono che, in fin dei conti, così è meglio. Ma quando a quarant’anni si trova a dover scavare nuovamente nella sua infanzia, Ida scopre che tutta la sua esistenza è stata infestata dai fantasmi dei ricordi chiusi – mai sigillati – in una scatola rossa. E, questa volta, dovrà fare i conti con la scomparsa, quella vera, definitiva, chiamata morte. E proprio la morte sarà per lei una severa insegnante, una linea di demarcazione con la sua passata esistenza.
Una presa di coscienza, un nuovo inizio del quale la sua terra, il suo mare sono giudici attenti e misericordiosi.
Nadia Terranova, abile a scuotere i cuori degli adulti e carezzare quelli dei bambini, esprime in ‘Addio Fantasmi’ tutte le doti di un’Anima acuta, giovane e tenera, sopravvissuta e potente. Nadia va oltre le parole: i suoi concetti sono universali, immediatamente percepibili come sensazioni. Arrivano dritti al bersaglio, a volte come carezze a volte come schiaffi.
Mai scontati.
La recente candidatura di ‘Addio Fantasmi’ al Premio Strega non è una sorpresa, e voi che divorerete il romanzo (come ho fatto io) non potrete che essere d’accordo.

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La scheda del libro

Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l’ha richiamata in vista della ristrutturazione dell’appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l’ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è piú tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un’identità fondata sull’anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell’assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d’infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.

“Fra il tramonto e la cena, l’assenza di mio padre tornava a visitarmi. Aprivo il balcone sperando che il temporale filtrasse dai soffitti e squarciasse le crepe sul muro, supplicavo la tramontana di trasformarsi in uragano e rovesciare in terra l’orologio e le sedie, all’aria il letto, i cuscini, le lenzuola. Non vuoi sapere che sono diventata grande, non ti interessa?, chiedevo, e nessuno rispondeva”.

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Nadia Terranova (Messina, 1978) vive a Roma. Per Einaudi Stile Libero ha scritto il romanzo Gli anni al contrario (2015, vincitore di numerosi premi tra cui il Bagutta Opera Prima, il Brancati e l’americano The Bridge Book Award) e Addio fantasmi (2018). Ha scritto anche diversi libri per ragazzi, tra cui Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo 2012) e Casca il mondo (Mondadori 2016), È tradotta in francese, spagnolo, polacco, lituano. Collabora con «la Repubblica» e altre testate.

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