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UOMINI IN FIAMME di Mirko Servetti e Carlo di Francescantonio

aprile 17, 2019

Uomini in fiamme: le poesie scritte a quattro mani da Carlo di Francescantonio e Mirko Servetti

Ensemble edizioni ha pubblicato di recente una raccolta poetica scritta a quattro mani da Mirko Servetti e Carlo Di Francescantonio, già autori di svariate opere.

La silloge si intitola “Uomini in fiamme” e raccoglie – come scrive Antonio Bux nella prefazione – “testi, così diversi ma così paralleli, di Mirko Servetti e Carlo Di Francescantonio, due uomini che si fanno uno, e non uno contro uno − anche se ognuno da sé muove la propria lotta − ma un uno che si rigenera nell’altro (…)”.
 
Abbiamo chiesto ai due autori di raccontarci qualcosa su “Uomini in fiamme”…

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«Uomini in fiamme è un ideale proseguimento della raccolta precedente, Memorabilia. Poesie 2000-2015. Indagare l’animo umano, l’idea che impegna il mio percorso da poeta», ha detto  Carlo di Francescantonio a Letteratitudine. «L’opportunità di coinvolgere Mirko Servetti è nata spontaneamente, attraverso una serie di circostanze per nulla studiate a tavolino. Con Mirko abbiamo avuto lo stesso editore, Matisklo Edizioni, per una serie di anni. Lui aveva appena pubblicato una raccolta strepitosa, Terra bruciata di mezzo, mentre io con Roberto Keller Veirana e il contributo di Serena Zaiacometti, l’esperimento poetico Il verso dei lupi. Fino a quel momento conoscevo Mirko solo per il suo nome e così è iniziato un reciproco approfondimento fatto di interesse per i testi scritti e stima per la persona. Nel tempo, ti parlo dal 2014 in poi, abbiamo più di una volta pensato di fare qualcosa insieme, tentando di avvicinare due modi, o se preferisci due voci, così diverse come stile ma così identiche nei contenuti espressi. Ci sono stati recensori che hanno scherzato sul fatto che Uomini in fiamme sia riuscito ad avvicinare i due poli opposti della Liguria (Riviera di Levante/Riviera di Ponente), proprio per la nostra collocazione geografica, ma noi a questo non abbiamo mai pensato. Alla base del nostro libro c’è solo la volontà di proseguire con l’approfondimento dei nostri punti di vista, formalmente diversi, nella sostanza identici.»

«In aggiunta alle già esaustive parole di Carlo vorrei confermare il dato di una sostanziale “diversità” degli stilemi e dei moduli espressivi di ciascuna sezione», ha detto Mirko Servetti, «pur avendo, i rispettivi dettati, una comune scaturigine sul piano di una realtà legata al ‘quotidiano’ con “pretese” (spero riuscite) di una sostanziale sua metaforizzazione (nel caso di Carlo) o di uno sfioramento, da parte mia, di aspetti metalinguistici. Ma è in primo luogo sulla diversità dei rispettivi dettati e scansioni che critica e fuitori si trovano d’accordo.
Concludo riportando quanto ebbe a scrivere-confermare Davide Puccini in proposito di analogie e differenze: “In ultima istanza la prosaicità del reale viene riscattata in Servetti da un dettato algido e puro, in qualche caso duro come l’acciaio, e in di Francescantonio, al contrario, da un calore che credo si possa definire elegiaco“».

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Carlo Di Francescantonio è nato a S. Margherita Ligure nel 1976, collabora con festival letterari e associazioni culturali. Ha scritto i libri di poesia: Tracks for MiraLa dipendenzaL’amore scade come il latteIl verso dei lupi, con Roberto Keller Veirana, Anni luceCinque stanze in affittoMemorabilia. Poesie 2000 – 2015. Ha curato il libro A collection of great dance words di Roberto Keller Veirana. È presente nell’antologia Umana, troppo umana. Poesie per Marilyn Monroe a cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo. Altre poesie sono state pubblicate sulle riviste letterarie «Poeti e Poesia», «Atelier Poesia» e «Satisction».

Mirko Servetti nato ad Alassio nel 1953, è presente in numerose riviste e antologie di letteratura con poesie e interventi critici. Ha pubblicato le raccolte: Frammenti in fuga (scritto in coppia con Teresio Zaninetti), Quasi sicuramente un’ombraCanti tolemaici (poema, edito in due volumi), L’amor fluidoQuotidiane seduzioniCanzoni di cortese villaniaTerra bruciata di mezzo (a Vespero e Lucifero), Indefinito Canone.

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