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Archive for Mag 2019

PREMIO CAMPIELLO 2019: i cinque libri finalisti

PREMIO CAMPIELLO 2019: i cinque libri finalisti della 57^ edizione

Laura Pariani, Paolo Colagrande, Giulio Cavalli, Francesco Pecoraro, Andrea Tarabbia sono i vincitori del Premio Selezione Campiello. Il 14 settembre a Venezia, avverà la proclamazione del vincitore che si aggiudicherà il cosiddetto SuperCampiello.

Lo speciale di Letteratitudine dedicato al vincitore del Premio Campiello 2019 è disponibile qui

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Venezia, 31 maggio 2019 – È stata selezionata la cinquina della 57^ edizione del Premio Campiello.

Dopo una panoramica sulla letteratura italiana dell’anno e dei libri presentati i giurati hanno proceduto alle votazioni giungendo a definire i seguenti cinque libri finalisti:

– “Il gioco di Santa Oca” Laura Pariani, La Nave di Teseo
– “La vita dispari” Paolo Colagrande, Einaudi editore
– “Carnaio” Giulio Cavalli, Fandango Editore
– “Lo stradone” Francesco Pecoraro, Ponte alle Grazie
– “Madrigale senza suono” Andrea Tarabbia, Bollati Boringhieri editore
 
Il libro vincitore del Premio Opera Prima è Hamburg” Marco Lupo, il Saggiatore.

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MARCO POLO di Gianluca Barbera (un estratto)

Pubblichiamo un estratto di MARCO POLO di Gianluca Barbera (Castelvecchi)

In libreria da oggi, 30 maggio 2019

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Un paio di giorni dopo aver lasciato Trebisonda…

Un paio di giorni dopo aver lasciato Trebisonda, ripresi a raccontare tra sguardi estasiati, ci trovammo ad attraversare i monti Calamita. Volevo a tutti i costi vedere l’Arca, se mai fosse esistita, a dispetto di una profezia che prometteva morte istantanea a chiunque vi avesse posato gli occhi sopra. All’epoca ero così giovane da non temere quel genere di storielle: mi sbagliavo.
«Perché hanno questo nome?» chiesi a Ibn, il capocarovaniere, alludendo ai monti che ci sovrastavano.
«Perché hanno il potere di attrarre i metalli».
Lo guardai sbalordito.
«Molti eserciti» aggiunse lui «sono stati sbaragliati. I monti catturano le armi e spogliano i soldati delle armature».
Lo fissai perplesso, senza dire nulla. Ogni terra ha le sue leggende. Scesa la sera montammo il bivacco. Raccolti attorno al fuoco ci accingevamo a consumare il pasto, quando si sentì un rumore. Erano due uomini in groppa a smunti cammelli. Venivano avanti tranquilli, come fossero di casa. Smontarono di sella e affidarono le bestie ai cammellieri. Ibn li salutò con un cenno della mano e li invitò a sedere accanto al fuoco, che crepitava in lingue rossastre.
Ci presentammo. Quando seppero che venivo da Venezia mi chiesero dove fossi diretto. Leggi tutto…

PREMIO CALVINO 2019: vince Gennaro Serio

Gennaro Serio è il vincitore della XXXII edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI

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Gennaro Serio è il vincitore della XXXII edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI. Una prima menzione speciale della Giuria va a Cristina Gregorin, per il romanzo L’ultima testimone, e una seconda a Daniela Gambaro, per la raccolta di racconti Dieci storie quasi vere.

La “menzione speciale Treccani” è stata attribuita a Sergio La Chiusa per il romanzo I Pellicani.

 

Il romanzo vincitore e le menzioni speciali sono stati proclamati martedì 28 maggio al Circolo dei lettori di Torino dai giurati Peppe Fiore, Giuseppe Lupo, Rossella Milone, Davide Orecchio e Sandra Petrignani.

La Giuria ha deciso di assegnare il Premio a L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI di Gennaro Serio «per il coraggioso esperimento metaletterario condotto nel testo con lingua poliedrica, sulla scia dei modelli cosmopoliti di Vila-Matas e Bolaño. Un giallo sofisticato dal gusto ironico e parodistico che vede i protagonisti in viaggio per l’Europa dei luoghi di culto della scrittura terminando nella Gibilterra dell’immortale Molly Bloom.» Leggi tutto…

LA GRANDE INVASIONE 2019

Dal 31 maggio al 2 giugno La Grande Invasione, il Festival di  Ivrea

Il programma è disponibile qui

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Tra gli ospiti Concita De Gregorio, Gianni Mura, Darwin Pastorin, Matteo Nucci, Ferruccio De Bortoli, i finalisti del Premio Strega, gli stranieri Damon Krukowski, Stefan Merrill Block e Ottessa Moshfegh e per La piccola invasione Chiara Carminati e Franco Lorenzoni.

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«È una parola!» Non solo la parola scritta ma quella letta, detta, data, pesata, la parola del giorno e quella tolta di bocca: sarà la parola il filo conduttore della settima edizione de La grande invasione, il festival della lettura che torna a Ivrea dal 31 maggio al 2 giugno.

Curato da Marco Cassini e Gianmario Pilo, con Lucia Panzieri e Silvia Trabalza per la sezione Piccola invasione, il festival è ormai considerato un appuntamento letterario di rilievo nazionale.

La grande invasione è il festival della lettura, in tutte le sue declinazioni: narrativa e saggistica, racconto e giornalismo, illustrazione e poesia, musica e teatro, fotografia e cinema.

Palcoscenico della manifestazione è Ivrea, capoluogo del Canavese, che per tre giorni sarà capitale italiana della lettura. L’intera città accoglierà scrittori, giornalisti e artisti, animatori di un programma davvero fitto, accanto al pubblico di appassionati e curiosi che potranno prender parte ai tanti appuntamenti in tutta la cittadina: dalla Chiesa di Santa Marta al Museo Civico Garda, dal Teatro Giacosa allo Zac!, e ancora in librerie, locali e ristoranti. Ma non solo: anche quest’anno è riproposta la tappa fuoriporta in collaborazione con il Castello di Parella, sede di Vistaterra, che ospiterà alcuni degli incontri in calendario. Leggi tutto…

AMMAGATRICI di Marinella Fiume

AMMAGATRICI di Marinella Fiume (A & B): intervista all’autrice

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di Massimo Maugeri

Marinella Fiume, nata a Noto (Sr), laureata in Lettere classiche presso l’Università di Catania, dottore di ricerca in Lingua e Letteratura italiana, ha pubblicato saggi, biografie, canzoni, racconti, romanzi, tra i quali Sicilia esoterica (2013), giunto alla sesta edizione, e La bolgia delle eretiche (2017); collabora con riviste e quotidiani e ha curato trasmissioni televisive. Ha esplorato e divulgato il ricchissimo patrimonio simbolico della Sicilia, l’universo femminile e i saperi tradizionali delle sue donne, contribuendo a sottrarle all’oblio della memoria. È curatrice del Dizionario Siciliane (2006). È stato scritto che “il suo linguaggio è quello di una sciamana siciliana e possiede la cifra dell’affabulazione evocatrice e magica”.

Il nuovo libro di Marinella Fiume si intitola “Ammagatrìci” ed è un viaggio visionario guidato da arcane incantatrici di Sicilia: dal Museo di Morgantina ad Aidone, alla casa di Lucio Dalla alle falde dell’Etna, a Catania, Scicli, Noto, Acireale, Taormina.

Ho chiesto a Marinella di parlarcene…

-Ci racconteresti qualcosa sulla raccolta e sul titolo che hai scelto?
Ammagatrìci (A&B Acireale – Roma, 2019), titolo che è un mio conio che ricorda l’Ammaliatrice di Teocrito,  è una raccolta di 11 racconti, altrettanti incontri surreali e folgoranti con arcane figure femminili di Sicilia: sirene e dee greche, sibille e grandi madri, medichesse ebree, trovatrici di tesori e streghe erboriste, schiave di corsari e castellane, assaggiatrici di raffinate pietanze, dive hollywoodiane e viaggiatrici straniere, accomunate da un rapporto esclusivo con il magico e la luna, e tutte, reali e fantastiche, trasfigurate letterariamente.

Quale è l’ambientazione? Leggi tutto…

IL NUOVO RUOLO DEL LIBRAIO INDIPENDENTE: il caso della libreria Bonanzinga

La libreria indipendente nel 2019: un luogo carico di emozioni. Il caso della libreria Bonanzinga di Messina.

La libreria Bonanzinga di Messina apre una nuova sede con nuove idee. Abbiamo chiesto alla libraia Daniela Bonanzinga di raccontarci qualcosa su questa nuova fase della sua attività

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di Daniela Bonanzinga

Essere librai indipendenti da quarant’anni, avere partecipato alla storia del paese, all’evoluzione del settore e alla grande catarsi in atto dal 2008 in poi, segna profondamente coscienza ed esperienza. Avere riposto i sogni da giovane, avere avuto un progetto di vita e averlo riccamente realizzato è un privilegio.
Semplice immaginare quando l’asticella galleggia verso nord, un po’ più complesso quando l’asticella inizia a scendere verso sud, senza stabilizzarsi.
Il famigerato pubblico dei lettori forti che sosteneva il mercato
cambia le abitudini di acquisto e sposta l’attenzione dai luoghi fisici ai luoghi virtuali.
Le regole si modificano velocemente e a soffrirne sono tutti: le librerie indipendenti, le librerie di catena, le librerie in franchising, la grande distribuzione.
Traghettare dal vecchio modello ad un nuovo modello che possa intercettare bisogni e tendenze del lettore è un’ardua sfida.
E’ impossibile creare luoghi fisici accoglienti se non si comprende come oggi la gente comunica e quali siano gli ingredienti sociali esistenziali. Leggi tutto…

SIMONA LO IACONO racconta L’ALBATRO

SIMONA LO IACONO racconta il suo romanzo L’ALBATRO (Neri Pozza)

[ascolta la puntata radiofonica di Letteratitudine dedicata a “L’albatro”: Simona Lo Iacono in conversazione con Massimo Maugeri]

di Simona Lo Iacono

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Cercavo un libro di commedie di Nino Martoglio.
Come sempre, la ricerca nella mia libreria durava ore. Non appena aprivo un testo, mi immergevo nella lettura e dimenticavo ciò che mi interessava. Non sono mai riuscita a resistere al richiamo dei libri. Troppo implorante per essere trascurato.
Il volume de “Il gattopardo” saltò fuori dalla terza mensola. Un’edizione vecchissima, appartenuta a mia madre. Le pagine erano ingiallite. Tra l’una e l’altra sbucavano fuori resti di petali essiccati, vecchie cartoline, una foto tagliata a metà che ritraeva i miei genitori in viaggio di nozze.
Non ho mai voluto che i libri restassero integri. Li ho sempre sottolineati. Li ho riempiti di resti, di carte, di oggetti.
Mi fa piacere che, quando li apro, dalle pagine affiorino anche residui e antiche nostalgie. Qualche rimasuglio di un momento, qualche spasmo di felicità.
In questo modo mi pare che siano vivi, sempre in procinto di dirmi che hanno un’anima, oltre che mani capaci di consegnarmi frattaglie, cose lacere, inutili, che altri avrebbero buttato.
Avevo letto “Il gattopardo” decine di volte. Non solo perché amavo la fierezza di don Fabrizio, la sua malinconia di scrutatore di stelle. Ma anche perché ero una sostenitrice del ruolo degli animali in letteratura. E spasimavo per il suo cane, Bendicò. Leggi tutto…