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I VINCITORI DEL PREMIO MONDELLO 2019

maggio 10, 2019

Il Premio Letterario Internazionale Mondello: proclamati i vincitori della XLV edizione

Sono stati proclamati i vincitori della quarantacinquesima edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello: sono Giulia Corsalini con La lettrice di Čechov (Nottetempo), Marco Franzoso con L’innocente (Mondadori), Andrea Gentile con I vivi e i morti (minimumfax), per la sezione Opera ItalianaRaffaele Manica con Praz (Italo Svevo), per la sezione Mondello Critica.

I vincitori del Premio Opera Italiana e del Premio Mondello Critica sono stati scelti dal Comitato di Selezione, composto dal critico letterarioe saggista Massimo Onofri, dal docente e saggista Gianluigi Simonetti e dalla scrittrice e giornalista Bianca Stancanelli.

I tre romanzi vincitori del Premio Opera Italiana, saranno sottoposti al voto di centoventi lettori
“forti”, indicati da ventiquattro librerie di tutta Italia, scelte in partenariato con l’inserto Domenica
de Il Sole 24 Ore. Le loro preferenze saranno espresse tramite votazione online, da giugno a
ottobre, e decreteranno il vincitore del Premio SuperMondello, riconoscimento che sarà consegnato a novembre a Palermo.
In parallelo, una giuria di centottanta studenti di diciotto scuole secondarie di secondo grado,
decreterà il vincitore del Premio Mondello Giovani. Gli studenti leggeranno i tre romanzi in gara e
voteranno il loro preferito, motivando la scelta con un giudizio critico. Ai migliori tre giudizi scritti
dagli studenti, il Comitato di Selezione assegnerà il Premio alla Migliore Motivazione. Tutti i
riconoscimenti saranno consegnati a novembre a Palermo.

I vincitori si aggiungono al Premio Autore Straniero, conquistato da Colum McCann,che sarà premiato sabato 11 maggio 2019 al Salone Internazionale del Libro di Torino (ore 14.30, in Sala Azzurra, Lingotto Fiere) in un incontro aperto al pubblico condotto dallo scrittore Giorgio Fontana, giudice monocratico, e presieduto da Giovanni Puglisi, presidente del Premio.

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APPROFONDIMENTI E MOTIVAZIONI

Premio Opera Italiana – Giulia Corsalini

Premio Opera Italiana - Giulia Corsalini

Giulia Corsalini, La lettrice di Čechov, nottetempo

Giulia Corsalini vive a Recanati con un marito e due figli. Ha conseguito una laurea in Lettere e un dottorato in Italianistica. Insegna al liceo classico Leopardi di Recanati e all’Università degli Studi di Macerata. È anche autrice di saggi di critica letteraria: ha pubblicato, tra gli altri, Il silenzio poetico leopardiano(1998) eLa notte consumata indarno. Leopardi e i traduttori dell’Eneide (2014).

La lettrice di Čechovè il suo primo romanzo.

La lettrice di Čechov, nottetempo.

Nina ha quarant’anni, è una donna ucraina di lingua russa. Arriva in Italia per accudire una signora anziana. Nel suo paese ha lasciato il marito malato e l’amata figlia Katja, a cui spera di poter assicurare un futuro brillante, la laurea in medicina, il matrimonio. La sua solitudine si divide tra le faccende domestiche e il risveglio di una passione per gli studi umanistici. Nel tempo libero frequenta la biblioteca dell’Università della cittadina in cui si è trasferita: legge Čechov in particolare, che la spinge a frequentare l’istituto di slavistica dell’Università. Lì conosce il professore di Lingua e Letteratura russa, Giulio De Felice, che le offre un contratto temporaneo di docenza. La loro relazione, in gran parte inespressa e fatta di piccole occasioni mancate, finisce tuttavia per trattenerla in Italia, compromettendo il rapporto con la figlia. Intanto, l’arrivo di un nuovo ricercatore offre a De Felice l’occasione di lasciare che Nina torni nel proprio paese. Seguono anni di vuoto e silenzio, improvvisamente interrotti da un invito di De Felice che reclama la sua presenza a un convegno su Čechov. Corsalini, al suo esordio nella narrativa, mette in scena una storia esemplare, un teatro privato fatto di passioni silenziose, di coraggio senza testimoni, di stoicismo e dignità.

 

Motivazione: “La lettrice di Čechovè un meccanismo perfetto di grande semplicità ed eleganza, in cui la stratificazione letteraria non appesantisce la pagina ma la rafforza nella direzione di una scrittura ‘malinconica e interiore’ di notevole spessore introspettivo. È un inno alla vita composto con garbo e mai urlato, un esordio notevolmente riuscito”.

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Premio Opera Italiana – Marco Franzoso

Premio Opera Italiana - Marco Franzoso

Marco Franzoso, L’innocente, Mondadori

Marco Franzoso nasce a Dolo nel 1965. Laureato all’Università di Padova con una tesi sui Duran Duran, ha conseguito un Master all’Università Ca’ Foscari Venezia. Esordisce alla scrittura con un racconto apparso nell’antologia 6.000 raudi, 2.000 paranoie, per poi pubblicare il suo primo romanzo, Westwood dee-jay: il miracolo del Nord-Est (Baldini & Castoldi, 1998), curandone anche l’adattamento per il teatro. Tra le altre pubblicazioni ricordiamo una raccolta di storie-inchieste con Romolo Bugaro e sei romanzi, dei quali Tu non sai cos’è l’amore (Marsilio, 2006) ha vinto il Premio Castiglioncello e Il bambino indaco (Einaudi, 2012) ha fornito il soggetto per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo. L’innocente è il suo primo romanzo pubblicato con Mondadori.

L’innocente, Mondadori.

È l’estate più torrida del secolo. Matteo, un ragazzino di dodici anni orfano di padre, è seduto in auto a fianco della madre nel breve viaggio alla città vicina, dove sarà interrogato dal Giudice per un presunto abuso subito due anni prima. All’arrivo, giudice e Psicologa svolgeranno il loro compito, trattandolo però come un dettaglio marginale di una storia tra adulti. Il viaggio di ritorno sarà breve, e segnerà per Matteo il vero spartiacque tra il mondo dell’infanzia e il suo trovarsi “grande” troppo presto. Con questo strappo il ragazzo troverà dentro di sé la capacità di reagire e di riconoscere finalmente l’ambivalenza delle parole, come della vita.

L’innocente è una storia portatrice di una delicatezza senza pelle, che pone domande, più che azzardare risposte. Un romanzo che tocca uno tra i temi più dolorosi e attuali della contemporaneità, raccontato dal punto di vista di un bambino. Un viaggio che accompagna il lettore dietro al velo fumoso delle parole, con lo stesso stupore con cui l’infanzia scopre il volto della realtà adulta dietro le apparenze.

 

Motivazione: “L’innocente si configura come un racconto lungo più che un romanzo. È una partitura narrativamente fluida, chiara e lineare, in cui la trasparenza della lingua esalta gli elementi di ambiguità psicologica e conoscitiva. Affronta con stile sobrio ma incisivo un tema di grande attualità”.

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Premio Opera Italiana – Andrea Gentile

Premio Opera Italiana - Andrea Gentile

Andrea Gentile, I vivi e i morti, minimumfax

Andrea Gentile nasce nel 1985 a Isernia.

La sua prima prova narrativa è un libro per ragazzi, Volevo nascere vento(Mondadori 2012, Premio Il gigante delle Langhe e finalista Bancarellino). Successivamente scrive il suo primo romanzo, L’impero familiare delle tenebre future(il Saggiatore, 2012). Nel 2014, per Rizzoli, esce Volevo tutto: la Vita nuovae nel 2018 per minimumfax pubblica I vivi e i morti.

Dal 2014 è il direttore editoriale della casa editrice Il Saggiatore.

I vivi e i morti, minimumfax

A Masserie di Cristo, nel cuore di un Sud viscerale, fantasmagorico e magico, i vivi e i morti s’incontrano, talvolta senza riconoscersi. In questo luogo inesistente e remoto, la giovane Assuntina è scomparsa e tutto il villaggio non si dà pace. Tebaldo costringe la figlia Italia a ucciderlo e la madre la punisce rinchiudendola in una cantina. In un infernale carcere sotterraneo un Custode meticoloso assegna punizioni terribili a rei e innocenti e scrive lettere amareggiate a se stesso. Il tempo ricomincerà ancora una volta – ma si tratta di Genesi o Apocalisse? – e un Noi collettivo, transitorio e ipnotico, potrà narrare finalmente la follia degli uomini. Esiste solo il movimento infinito, il racconto che si racconta sempre di nuovo, per i vivi e per i morti. In questa storia ogni luce danza con le ombre, ogni spiegazione semplice e razionale dei fatti precipita in uno strapiombo di colpe oscure che ci interrogano profondamente e ci scherniscono. Andrea Gentile incanta, stupisce e scuote il lettore e, con sicurezza di sciamano, disgregando lo spazio-tempo narrativo, sposta il confine di quello che è possibile fare con la forma romanzo.

 

Motivazione: “I vivi e i mortiè un romanzo aperto a esiti sperimentali e di ricerca, con ambizioni di opera-mondo – un mondo rurale e fantasmagorico -, in fuga da forme più pacificate di narrativa di consumo. Possiede un impianto poderoso e monumentale, sorretto da una lingua straripante e dirompente”.

 

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Premio Mondello Critica – Raffaele Manica

Premio Mondello Critica - Raffaele Manica

Raffaele Manica, Praz, Italo Svevo

Raffaele Manica (1958), ha pubblicato varie raccolte di saggi – Discorsi interminabili, La prosa nascosta,Exit Novecento(premio Napoli per la saggistica), Qualcosa del passato– in cui ha analizzato i più significativi scrittori e poeti italiani del Novecento. Autore di una monografia su Moravia, ha curato per i Meridiani Mondadori i due volumi di Romanzi e raccontidi Alberto Arbasino (per la cui introduzione ha vinto il premio De Sanctis) e le Opere sceltedi Enzo Siciliano. Nel 2018 ha vinto il premio Bonura per la critica militante. Dirige “Nuovi Argomenti” e collabora con «Alias-il manifesto» e con «Paragone».È professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea nell’Università di Roma Tor Vergata. Il suo libro più recente è Praz(Italosvevo).

Praz, Italo Svevo. 

Mario Praz è stato uno scrittore, saggista, giornalista e critico letterario tra i più autorevoli dell’Italia del Novecento, nonché un lettore dalla sterminata curiosità. Pietro Citati lo definì “il più bizzarro ed eclettico dei critici novecenteschi”, e non a torto: Mario Praz ha in effetti costruito gran parte della sua fama intorno a un metodo individualissimo e irreplicabile. Il suo stile empirico, giocato su approssimazioni e ossessioni, è la quintessenza di un metodo critico irregolare e capriccioso. La sua prosa è un modo conoscitivo in sé che va oltre la vastità delle esperienze accumulate nel corso di una vita e consegnate a tanti libri: ha tratti spiccati, perfino abnormi, e dunque tali da farsi identificare a vista: Praz è uno stile, oltre che un conoscitore capace di variare dagli oggetti alla storia delle idee.

Di tale vastità, questo libro affronta gli aspetti sostanziali: la forma saggistica, il resoconto di viaggio, la vicenda di La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica e, ovviamente, la lunga storia con la sua città: Roma.

 

Motivazione: “Prazè un’opera completa. Elegante nello stile, ha il merito di rievocare una figura chiave della letteratura per squarci, che non mancano di profondità storico-critica ma presentano qualità di scrittura e filologiche indubitabili. Tra i libri proposti in questa XLV edizione del Premio letterario Internazionale Mondello, ha il merito di essere il volume più riconoscibile e ascrivibile al genere della critica letteraria”.

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