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LA SICILIA NEL CUORE di Milena Privitera

giugno 19, 2019

LA SICILIA NEL CUORE di Milena Privitera (Algra editore): intervista all’autrice

Il nuovo libro di Milena Privitera, edito da Algra, si intitola “La Sicilia nel cuore“, e contiene pagine intense dedicate alle viaggiatrici che hanno attraversato la terra di Sicilia tra il Settecento e l’Ottocento. In epigrafe troviamo questa citazione di Isabelle Eberhardt. “Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo.
Bellezza e coraggio, dunque. Gioia e libertà.
Chi sono queste donne? Il lettore avrà modo di conoscere le storie di (per quanto concerne il Settecento) Charlotte Mary Nelson Bridport, Emelia Russell Gurney, Emily Lowe, Frances Minto Elliot, Julia Kavanagh, Lucinda Darby Griffith, Marianne North, Speranza Von Schwarz; e di Emma Mandell Rice, Ethel Brilliana Tweedie, Mabel Frances Hill, Margareth Elizabeth Fountaine, Nevil Jackson, Norma Octavia Lorimer, Renate Kuerschner (con riferimento al Novecento).

Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Milena, raccontaci qualcosa sulla genesi di questo tuo nuovo libro “La Sicilia nel cuore”. Cos’è che ti ha spinto a scriverlo?
Per anni ho sentito parlare e ho letto di un Grand Tour maschile e mi sono sempre chiesta se non ci fosse anche un Grand Tour femminile. È iniziata così una ricerca in tal senso. Ho trovato diari, epistole, storie che hanno protagoniste delle viaggiatrici. Una volta trovato il materiale mi sono soffermata sulle viaggiatrici che hanno scelto la Sicilia come loro metà preferita.

– La leggenda legata al nome che deriverebbe dalla giovane figlia di un re del Libano è molto suggestiva. Ti andrebbe di raccontarla a beneficio dei nostri lettori?
La leggenda narra la storia di una bellissima fanciulla figlia di Libano che si chiamava Sicilia. Quando è nata un oracolo le ha svelato la profezia che al compimento dei quindici anni d’età avrebbe dovuto abbandonare la propria terra da sola su una barca e che se non lo avesse fatto sarebbe stata divorata dal Greco-Levante, che le sarebbe apparso sotto le mostruose forme di un gatto mammone.
All’età di quindici anni Sicilia, in lacrime, fu messa su una barca che lasciò il Libano. Dopo tre mesi di navigazione, quando la principessa stava ormai morendo di fame e di serie, perché le sue provviste erano finite, giunse una spiaggia meravigliosa trascinata dalle onde in un luogo caldo, rigoglioso pieno di odori, fiori e frutti totalmente desolato.
Scoraggiata, Sicilia scoppiò in lacrime; dopo un lungo pianto, però, apparve accanto a lei un bellissimo e aitante ragazzo che le raccontò che tutti gli abitanti dell’isola erano morti a causa di una peste e che il destino voleva che fossero proprio loro due a ripopolare quella terra così ricca con una nuova razza forte come lui e gentile come lei. Così le offrì ospitalità e amore dicendole che quella terra avrebbe preso il nome della donna che l’avrebbe ripopolata.

– Ho già fatto cenno alla citazione di Isabelle Eberhardt scelta come epigrafe del libro. Ti andrebbe di commentarla?
Credo che il viaggiare abbia perso il suo primario significato. Oggi si viaggia per un onnivoro bisogno di divertimento o di visitare mordi e fuggi un luogo. Per me viaggiare è appunto la più coraggiosa di tutte le azioni si viaggia per scoprire, capire, conoscere …

– Che tipo di donne sono le viaggiatrici che ci presenti in questo libro? Da cosa sono legate?
Sono tutte donne estremamente coraggiose e libere. E hanno amato a loro modo la Sicilia.

– Il libro è suddiviso in due parti. La prima è dedicata all’Ottocento, la seconda al Novecento. Quali sono, a tuo avviso, gli elementi caratterizzanti e distintivi di questi due secoli, in relazione alle donne che racconti?
L’Ottocento è stato un secolo difficile e pericoloso. Nel Novecento le donne in particolar modo sono state facilitate. Il viaggio per loro comunque è stato epifanico sia in positivo sia in negativo.

– Le tue “viaggiatrici” sono in tutto quindici, suddivise nei due secoli a cui abbiamo fatto riferimento. Se, tra loro, dovessi scegliere la più rappresentativa dell’Ottocento e la più rappresentativa del Novecento… chi sceglieresti? E perché?
Sicuramente per la mia indole sceglierei Margaret Elisabeth Fountaine.

– Se avesi la possibilità di incontrare una di queste quindici donne, chi sceglieresti? E cosa le diresti?
Mi piacerebbe molto incontrare Miss Mabell Frances Hill mi farei raccontare la Taormina di un tempo.

– Il libro è arricchito da un corredo iconografico. Cosa puoi dirci da questo punto di vista?
Ho creduto fosse più efficace unire alla storia un volto e il luogo dove quel volto era stato.

– Che cosa significa, oggi, avere “La Sicilia nel cuore”?
Significa amarla sempre anche in tutte le sue contraddizioni e avere sempre il coraggio di lottare per il suo riscatto.

 

La scheda del libro: La Sicilia nel cuore

La Sicilia è donna. Donna come la leggenda che narra abbia preso il nome da una giovinetta figlia di un re del Libano al quale era stato predetto che, compiuti sedici anni, sarebbe stata divorata da un terribile mostro. Per salvarla, il padre la mise in una barca e la lasciò andare in balìa delle onde che la portarono in un’isola meravigliosa. La Sicilia è donna, come la testa della Gorgone che è il simbolo della sua bandiera e come le tante donne che ogni giorno in silenzio, con grande dignità, studiano, lavorano, accudiscono i propri figli e portano avanti la cultura dell’eguaglianza, del rispetto delle diversità e delle reciprocità.

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Milena Privitera vive a Taormina dove è nata. Laureata in Lingue e letterature moderne, insegna inglese e tedesco. Giornalista dal 1993, lavora per l’ufficio stampa della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Collabora con http://www.sololibri.net e http://www.recensionelibro.it. Da sempre vorace lettrice di gialli, romanzi storici e diari di viaggio. Da alcuni anni scrive racconti pubblicati in diverse antologie. Finalista del premio “Racconti tricolore”, “Oceano di carta” e “Racconti siciliani”.

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