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IL VIOLINO DI DIO di Salvo Zappulla

giugno 25, 2019

IL VIOLINO DI DIO di Salvo Zappulla (Scritturapura)

Salvo Zappulla è nato il primo marzo 1961 a Sortino (SR) dove vive.
È critico letterario per la pagina culturale del quotidiano “La Sicilia”. Prima di Il Violino di Dio a pubblicato Lo sciopero dei pesci, vincitore del premio Prata, Il pollaio dice No!, Kafka e il mistero del processo e I ladri di sogni, finalista del premio Massimo Troisi.

Attualmente è tra i redattori di “Notabilis”. Il suo nuovo romanzo si intitola “Il violino di Dio” e lo pubblica Scritturapura edizioni. Un romanzo in cui si affrontano tante tematiche della nostra contemporaneità in una storia distopica caratterizzata dall’ironia amara e grottesca che ha contraddistinto la penna di Salvo Zappulla in altre sue precedenti opere.

Abbiamo chiesto a Salvo Zappulla di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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Salvo Zappulla«Caro Massimo, con grande piacere, invitato da te, presento “Il violino di Dio” su Letteratitudine. Considero il tuo sito la mia seconda casa, una pietra miliare per la mia crescita letteraria. Come dimenticare le innumerevoli serate trascorse a dibattere di libri, di cultura e di altre cose belle? E i cazzeggi, le battute da caserma con gli amici Francesco Di Domenico, Sergio Sozi, il compianto Enrico Gregori? E tanti altri che non cito perché faremmo notte. Tutto questo detto senza voler fare “sviolinate”, lo penso di cuore. “Il violino di Dio” è un romanzo distopico, pubblicato da Scritturapura, una casa editrice cui sono fiero di appartenere, gente bella che ho avuto modo di conoscere al Salone del Libro di Torino. Un romanzo nato quasi per caso, quando il sindaco del mio paese, per punirmi della mia attività sindacale troppo accesa, mi “schiaffò” a lavorare al cimitero (io lavoro al Comune). Da lì nacque l’idea di raccontare la mia morte, in maniera ironica e beffarda. Trascorrevo intere ore a parlare con i defunti, immaginavo dialoghi improbabili, persone dietro le lapidi smaniose di raccontare la loro storia, di uscire dall’anonimato; una struttura clandestina organizzata, un’esistenza alternativa a quella dei viventi. “Mi hanno rinchiuso al cimitero” mi dicevo, “in fondo anch’io faccio parte del gruppo anche se sono vivo, o mezzo vivo, o mezzo morto”. Il protagonista del romanzo, il ragionier Alfredo Morelli è un eroe del nostro tempo, caparbio, determinato, leale; un Don Chisciotte disposto a sfidare la collera del Padreterno pur di ottenere giustizia. Lo hanno fatto morire anzitempo, a causa dell’unico errore commesso da Dio ma lui non ci sta. Lo mandano in Paradiso ma lui vuole tornare sulla Terra e riabbracciare la propria famiglia. Litiga con tutti, con San Pietro, con Mosè, con Gesù, con il più alto in carica e alla fine vince, anche se troverà una brutta sorpresa ad attenderlo, un pianeta invivibile, senza più ossigeno, popolato da robot. Ho voluto affrontare temi a me cari quali la fragilità dell’esistenza umana, l’ipocrisia, la smania di apparire, l’incoerenza e soprattutto il poco rispetto che gli esseri umani hanno dell’ambiente, del nostro pianeta ridotto in uno stato di degrado quasi irreversibile. Tutto questo con levità, tra un sorriso amaro e l’altro, senza avere la pretesa di dare lezioni di moralità, invitando semplicemente il lettore a riflettere, a considerare se vale veramente la pena di porre il proprio egocentrismo al centro di tutto. Siamo meteore, granelli di sabbia in un universo sconfinato e nessuno ha il diritto di devastare la terra che momentaneamente calpestiamo, ci sono generazioni future che attendono dopo di noi».

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Estratto da “Il violino di Dio” di Salvo Zappulla

“Dio ha abbandonato gli uomini. Non ne vuole più sapere di questo pianeta. Ha deciso che gli esseri umani possono continuare nella loro opera di devastazione: la manipolazione genetica, le coltivazioni in vitro di nuovi organismi viventi, il saccheggio sistematico delle risorse, le emissioni di carbonio dalle centrali elettriche: tutto è diventato incontrollato, nessun governante ha cercato di porvi rimedio; nessuno ha pensato a utilizzare su vasta scala energia pulita per salvare il pianeta. Il cambiamento climatico è arrivato a un punto di non ritorno. Si sono scatenate tempeste sempre più violente, incendi sempre più devastanti. La morfologia della Terra è cambiata drasticamente. Sai che i ghiacciai del Polo Nord si sono sciolti definitivamente causando effetti irreversbili sul clima? Molte città sono state sommerse, non esistono più. Gli uomini pensavano di rimediare con il loro sapere. Ma la loro scienza è corrotta, al servizio del potere, delle grandi multinazionali, interessata solo ai profitti”.
“Cosa c’entro io con tutto questo?”
“Noi angeli viviamo sulla Terra, non potevamo assistere inerti a tale scempio e allora abbiamo elaborato un piano per convincere il Creatore a reagire. Noi abbiamo organizzato il tuo viaggio in Paradiso; ti conoscevo bene, sapevo quanto sei caparbio, speravo riuscissi a fargli cambiare idea, convincerlo a intervenire. La tua presenza stessa, in carne e ossa, speravo potesse servire a farlo ravvedere, a fargli capire che sulla Terra esistevano ancora uomini per cui valeva la pena salvarla. Tu sei un esempio di onestà e laboriosità, speravo che conoscendoti tornasse sulle sue decisioni. Ma è stato inutile. Anche il mio sacrificio è stato inutile”.
“Non era vera la storia del lumino?”
“Noi l’avevamo manomesso affinché si accendesse la spia. Di ciò ti chiedo perdono”.
Non me la sentivo di perdonarlo, ripensavo a tutto quello che avevo dovuto passare per causa sua.
“Guardami Alfredo, sto morendo. Io stesso ho dovuto sacrificarmi per tentare di salvare la Terra. Ho rinunciato alla mia immortalità, alla divinità. Credi davvero che l’abbia fatto per le donne? Ho sposato quella ragazza, ho avuto dei figli da lei ma tutto faceva parte di un disegno molto più nobile. Dovevo diventare uno di loro, un uomo in carne e ossa, come aveva fatto a suo tempo Gesù, per cercare di convertirli. Ma anche questo non è servito a nulla. Sono diventato un dio dei loro tempi, un idolo da emulare: un portiere di calcio, campione del mondo. Sono questi gli idoli della società moderna: i campioni di calcio, i cantanti, le star dello spettacolo, le ballerine del varietà. Vige il culto dell’apparire, i giovani farebbero di tutto pur di avere un ruolo, anche insignificante, in un film o in televisione. Io sono diventato il più grande portiere del mondo. Il massimo per loro. Tutti mi acclamavano, mi invitavano a parlare in televisione, i giornali pubblicavano le mie interviste e io ne approfittavo per lanciare crociate in difesa dell’ambiente, organizzavo conferenze, cercavo di smuovere i politici, mi mettevo a capo di cortei per manifestare, sensibilizzare gli animi. Ma anche questo non è bastato. Molta gente era disposta a seguirmi, ma chi teneva le redini della finanza aveva altri interessi da difendere. Alla fine sono stato crocifisso come nostro Signore. Mi hanno distrutto, giornalisti di regime hanno condotto una campagna diffamatoria senza precedenti contro di me, mi hanno scatenato contro l’opinione pubblica, mi hanno fatto passare per un arrivista senza scrupoli che coltivava chissà quali interessi personali. Mi hanno fatto passare persino per pazzo! Le folle che mi seguivano mi hanno allontanato e, alla fine, rinnegato. La Storia si ripete, caro amico mio, gli uomini condannano il loro salvatore e lo mettono in croce; e io non avrò la possibilità di risorgere dopo tre giorni, morirò come ogni comune mortale e non so nemmeno dove andrà a finire la mia anima, dopo ciò che sta accadendo. Non c’è più speranza, Alfredo”.
Una fitta violenta allo stomaco lo fece contorcere dal dolore.
“Non essere così pessimista, io ho assistito alla Partita lassù, il Bene ha vinto, forse non tutto è perduto”.
“Ah. Quella partita è una farsa, il Bene non si regge in piedi, lo fanno vincere per alimentare la speranza ma non serve a niente, solo a prolungare la sua agonia”.
“Cosa succederà ora?”
“Si sta preparando il grande esodo, gli angeli lasceranno la Terra, non ha più senso la loro permanenza qui, stanno solo aspettando che io muoia, per darmi l’ultimo saluto. I miei fratelli desiderano starmi vicino fino all’ultimo ma ogni giorno che passa è sempre più rischioso anche per loro”. Bevve un altro sorso d’acqua e si passò un panno sulla fronte sudata. “Questo pianeta è destinato a scomparire. Puoi andare con loro se vuoi. Qui l’esistenza è destinata a finire. Dio è intenzionato ad azzerare tutto, a ripartire da capo, si ripristinerà la vita su un altro pianeta, il nuovo uomo ricomincerà dalla clava e dalle caverne, come il primo giorno”.
“Non è possibile che in così poco tempo si sia verificato un tale disastro”
Bevve altra acqua, la sete continuava a tormentarlo. “Non hai la più pallida idea di quante cose siano mutate in questi settant’anni, caro Alfredo; siamo nella società dell’informatica, il progresso è corso come un forsennato, gli umani interagiscono tra di loro attraverso uno schermo del computer o con il cellulare. Non ci sono più barriere, non ci sono più distanze, si parlano da un capo all’altro del mondo e ignorano il vicino di casa”.
“Cos’è il cellulare?”
“Li vedrai, quando uscirai da qui, tutti a parlare dentro un apparecchio attaccato all’orecchio, li vedrai smanettare mentre vanno a sbattere contro il palo della luce. Ancora per poco, purtroppo, ormai siamo al limite”.
Fuori mi attendeva un mondo sconosciuto, molto più avanzato delle mie conoscenze, rimaste indietro di settant’anni. “Aspetta! Ho questo con me!” Tirai fuori il violino. “Potrebbe esserci utile”.
Angelo lo osservò ammirato. “Il violino di Dio! Gesù ti ha donato il violino ricevuto da suo padre! È un grande regalo. Sei riuscito a conquistarlo. Mitico Alfredo! È un attestato di grande stima nei tuoi confronti”.
“Pensi che possa essere utile?”
Angelo scosse la testa. “L’avessi avuto io quello strumento, quando conducevo le mie battaglie, probabilmente l’esito sarebbe stato diverso. Ora è troppo tardi, i danni causati al pianeta sono irreversibili, gli esseri più deboli sono morti o dispersi in cerca di riparo. Il violino di Dio funziona solo quando c’è ancora amore che possa recepirne il richiamo celestiale, altrimenti le sue note sono destinate a disperdersi nel vento. È un suono struggente, il suo, che penetra nei cuori sensibili. Si racconta che Dio lo suonasse prima di creare l’universo, quando si sentiva solo e quella melodia si spandeva inascoltata. Per questo inventò gli uomini, per trasmettere loro tutto il suo amore. Ma ora… ora anche l’amore sta finendo e il violino di Dio è destinato a spegnersi, a rimanere uno strumento inutilizzabile”.
“Pensavo che il violino fosse un’invenzione degli uomini”.
“Gli uomini non sono in grado di inventare nulla, evolvendosi assimilano le conoscenze del loro creatore e le mettono in pratica, spesso a sproposito”.
Tenni il violino dentro la sua custodia.
“Vai con i miei angeli, Alfredo. Salvati”.
“No, preferisco rimanere, accada quel che accada”.
“Testardo come sempre. Prendi questi, ti saranno utili”. Mi porse un mazzetto di banconote.
“Che soldi sono? Non li conosco”.
“Sono euro, la nuova moneta unica europea, anche la vecchia lira è stata relegata in soffitta”.
Sconsolato conservai in tasca le banconote, mi sarebbero state utili per affrontare questo nuovo mondo sconosciuto. La voce di Angelo diveniva sempre più fievole e io non resistevo a vederlo in quelle condizioni. “Vado”.
“Mi hai perdonato?”
“Ti ho perdonato”.
Lo strinsi forte a me non riuscendo a trattenere le lacrime.
Mi avviai camminando come un automa, non sapevo bene cosa fare e dove andare esattamente, non riuscivo ancora a comprendere dove mi trovassi. La città era avvolta dalla nebbia. Non si vedeva nulla. Faticavo a respirare. Mi sentivo circondato da un’atmosfera irreale, pareva quasi che il destino si divertisse a rimbalzarmi da una situazione anomala all’altra. E Dio solo sapeva quanto bisogno avessi di normalità.
Sapevo di essere stato scaricato poco lontano da Milano, in una zona periferica, una zona da incubo a giudicare dal silenzio che regnava. Sembrava che tutti fossero andati a nascondersi, le strade erano completamente deserte e non c’era più vita. Guardai lassù, verso il posto da cui provenivo, come a chiedere spiegazioni, mi tornarono in mente le ultime frasi del figlio di colui che aveva creato il mondo ed ebbi la certezza che l’Apocalisse fosse già arrivata.
Mi colpì l’enorme numero di cartelli situati agli angoli delle strade. Ce n’erano di tutti i tipi, alcuni veramente astrusi: “Tasso di anidride carbonica al 90%. Obbligo di respiratore automatico per i non normalizzati”. Bah, chissà cosa voleva dire, sembrava uno scherzo.
Mi stropicciai gli occhi, c’era nell’aria un bagliore fastidioso, mi girava un po’ la testa. Abbassai le palpebre e mi lasciai scivolare su una panchina per riprendermi, respirai lentamente fino a quando non ritrovai un ritmo che mi sembrò accettabile. Riaprii gli occhi: di nuovo il bagliore intenso, fastidiosissimo. Mi sforzai di abituarmi a quella luminosità così anomala. Poi trovai la forza di sollevare lo sguardo e assistetti a uno spettacolo grandioso.

(Riproduzione riservata)

© Scritturapura

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Il violino di Dio - Salvo Zappulla - copertinaLa scheda del libro

Il Paradiso può attendere per il ragionier Morelli. Chiamato anzitempo a miglior vita eccolo lì, a discutere con tutta la schiera dei santi, con Gesù Cristo e addirittura col Padre Eterno in persona che sta perdendo il controllo di un mondo sempre più inquietante. In uno scenario distopico in stile Opera Buffa si profilano i grandi temi che minacciano la Terra: dalle guerre ai disastri ambientali, alle manipolazioni genetiche per adattarsi a un futuro senza ossigeno e senza emozioni.

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