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IANCURA di Paolo Casuscelli

luglio 9, 2019

Pubblichiamo un racconto del volume “Iancura. Brevi racconti dall’isola di Salina” di Paolo Casuscelli (Mucchi editore)

§ 12. Violino

A Santa Marina vive un uomo che tutti chiamano Violino. Non ho mai saputo il perché del soprannome strano. So che è nero, è sporco, e raramente qualcuno lo avvicina. Vive da solo, vagando per le strade. Cammina, ogni tanto si ferma e punta il suo bastone contro il sole. «Violino, Violino», gli gridano i ragazzi, gli ridono addosso, ma restano alla larga. Bofonchia, bestemmia, ma poi torna a fregarsene. Continua a camminare, così abbandona tutti. Dorme per terra, sulla montagna, chi dice ai bordi della strada, chi dentro al riparo di una grotta, sopra un giaciglio di carboni accesi. È come i santi, dolore non ne sente: carboni per dormirci e cucinare. Coi soldi di una piccola pensione, ci compra il vino, oppure li regala. A volte li arrotola a una pietra e la lancia come un dono in mezzo al mare.
Il Comune, una volta, tentò di sistemarlo. Gli offrirono una roulotte e abiti puliti. La sua vita agiata durò una settimana, poi tornò sui monti, tutto nero.
Il suo destino di solitudine mi ha sempre colpito: scorgevo nella sua anima santità ed eroismo; e quando mi soffermo a pensarlo, sento ancora, con “timore e tremore”, tutta la sua nascosta grandezza umana.
Sembra che, all’origine del suo travaglio esistenziale, ci sia il tradimento di una donna.
Quando lo incontravo per strada, lo salutavo gentilmente e, al massimo della socialità, gli veniva in risposta un suono gutturale.
Una volta fu lui a fermarmi. Mi guardò fisso e mi disse: «Non ti fidare mai delle donne del paese di…». Evidentemente, era il paese della traditrice. Gli risposi: «Non mi fido delle donne di nessun paese». Mentii, per non farlo sentire in difetto. Poi mi chiese una sigaretta. E mentre gli porgevo la fiamma dell’accendino ha avvicinato alle mie le sue mani. E le ha trattenute, sospendendole, per non sporcarmi. Come Glenn Gould, quando sospende la mano sulla tastiera, e pare che il mondo, per un attimo, si fermi.
Un alunno mi raccontava che un giorno suo padre incontrò Violino, che aveva in mano un pesce cotto e glielo offrì. Suo padre rifiutò l’offerta, anche perché quelle mani erano troppo sporche. Allora Violino scrollò le spalle e scese sulla spiaggia. Continuò a camminare e, tutto vestito, con gli abiti cosparsi di cenere, entrò in acqua. Rideva Violino, e si faceva il bagno.
Quando Danilo venne a Salina per un seminario di studi, entrammo in un bar. Lì c’era Violino, che guardò Danilo. Poi uscimmo dal bar e Danilo non mi chiese niente di quell’uomo. Da quel momento, i miei rapporti con Danilo s’incrinarono.

(Riproduzione riservata)

© Mucchi editore

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La scheda del libro
Nel dialetto delle Eolie, iancura definisce quella speciale atmosfera in cui un mare calmo e immoto si fonde con il cielo in un biancore indistinto e talvolta perturbante. È un’esperienza immemorabile che già Ulisse sperimentò approssimandosi all’isola delle Sirene e che Goethe riscoprì nei paesaggi siciliani del suo Viaggio in Italia. Con una scrittura volutamente “leggera” (su cui la Postfazione di Giovanni Lombardo propone preziose e suggestive riflessioni), Paolo Casuscelli rievoca alcuni episodi della sua esperienza di insegnante in una scuola media dell’isola e trasferisce alle sue pagine quell’arioso senso di libertà e di solitudine, quel ritmo esistenziale più rallentato che – spesso in bilico tra reale e onirico – dall’isola soltanto possono generarsi.
Ne sono investiti, in diversa misura, tutti i personaggi del libro: gli alunni, che condividono con il loro insegnante anche gli spazi e i tempi esterni alla scuola, e tutta una galleria di figure emblematiche, vagabondi, ormeggiatori, ristoratori, imprenditori del vino, parroci, meccanici. Sullo sfondo, sempre il mare: che l’insegnante con la passione per la pesca subacquea conosce non solo nella candescente maestà della iancura ma anche nella segreta intimità dei suoi misteriosi fondali.

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Paolo Casuscelli insegnante, ha scritto sulla pagina culturale della “Gazzetta del Sud”, ha pubblicato saggi di filosofia teoretica e di Estetica, ha tradotto saggi di René Girard e di Baldine Saint Girons. Di prossima pubblicazione, una serie di testi narrativi: Senza cuore. Diario di un professore infame; Racconti da Scilla; Racconti dalla sala-biliardo; Conti filosofici. Per Mucchi ha pubblicato Iancura. Brevi racconti dall’isola di Salina (2019).

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