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COSE CHE SO di Stefano Tettamanti

luglio 10, 2019

Stefano Tettamanti, “COSE CHE SO. Libri, pesci combattenti, scaloppine al limone, ancora libri e poco altro” (L’Amico Ritrovato)

 di Elvira Siringo

Il sottotitolo si cura di disorientare subito il lettore e annuncia enigmatico: Libri, pesci combattenti, scaloppine al limone, ancora libri e poco altro. A voler scomodare Palazzeschi si potrebbe dire che qui “Lo scrittore si diverte, pazzamente, smisuratamente!”.  E dato che certa allegria è contagiosa, di tanto in tanto ci si ritrova a ridere da soli per l’irresistibile umorismo di cui sono intessute le Cose che so di Stefano Tettamanti. La raccolta dei post pubblicati dal 2014 al 2015 sul blog letterario Ho un libro in testa di Chicca Gagliardo si è trasformata in un libro brioso, pubblicato dalla casa editrice genovese L’Amico Ritrovato. Un libro singolare che racconta frammenti di una vita in equilibrio instabile fra autori bislacchi ed editori ignoranti, librai del passato, scrittori del presente e lettori del futuro.
Fondatore dell’agenzia Grandi e Associati dal vissuto eclettico e creativo, traduttore e autore, Tettamanti si autodefinisce “più fiero dei libri che ha letto, di quelli che ha scritto” ed è oggi uno dei più noti e solidi agenti letterari italiani, la guida austera che assiste, sprona e promuove centinaia di scrittori.
Dopo “aver saputo di non sapere” dai tempi di Socrate, dopo aver lavorato all’ombra dei libri degli altri per altrettanti anni, all’improvviso l’entità noumenica del mercato editoriale italiano decide di manifestarsi e getta tutti nel panico perché sulla quarta di copertina annuncia clamorosamente di essere stufo “di storie … storielle, storiacce e storytelling”.
Dopo però ripara, fulmineo: “solo per le storione continuo a provare tenerezza, in particolare per le varietà beluga e per le loro uova divine”. (E per questa volta tiriamo un sospiro di sollievo!)
In un mix di aplomb britannico e riservatezza genovese da cui traspare un’erudizione garbata, agitata-non ostentata, quasi a voler giustificare la sua irruzione fra gli scaffali spiega: “adesso so anche che non so di sapere… ho pensato di scrivere di alcune cose che so. Prima di dimenticarmele tutte.
Inizia così un percorso in cinquantaquattro spassosissime tappe che ripercorrono le memorie d’infanzia, la charlotte di pere della mamma, l’amore per il Genoa, le tabelline e le classifiche delle più belle attrici del mondo che sembra uscita dal diario di un adolescente, la ricetta per le scaloppine al limone alla Tognazzi, per NON frullare lo champagne e per il Bloody Mary, il consiglio semiserio di leggere piuttosto che annusare i libri (e ancor meno gli ebook) fino alla dichiarata necessità che i romanzi si impegnino oggi a costruire geografie, invece di limitarsi a raccontare storie.
Accanto a riflessioni assennate, dall’odio per la comunicazione contrapposta alla conoscenza, all’Odio gli Indifferenti di Antonio Gramsci, fino alle imperfezioni di Mr. Hitchens, trova spazio un condensato di recensioni nitide e stringate, come solo di chi abbia avuto un passato da vero coraggioso, insopportabile, libraio.
Soprattutto, tante bacchettate sulle dita a tutti i temerari sedicenti autori che si avventurino a scrivere prima ancora di aver imparato a leggere.
Insomma, c’è davvero di tutto, dal Salone di Torino alla rivoluzione digitale, dai calabroni che volano perché non sanno di non poterlo fare alla cucina paleolitica, dal pò con l’accento al dottor Jekyll e mister Heidegger, un prontuario per tutti i gusti che non risparmia nessuno. Ne ha perfino per Lui, l’autore della Bibbia il cui nome ci è stato di recente rivelato da Amazon, ed essendosi fatto uomo per compiere l’impresa evidentemente non costituisce eccezione e magari “essendo immortale e ancora in diritti” potrebbe pure trovar comodo di avvalersi dei servizi d’agenzia per il suo longseller.
Dalla retrovia di lettore onnivoro, attentissimo osservatore della fluidità umana, in uno specchio di disincantata consapevolezza che riesce a divertirci perché non scivola mai nell’amarezza del cinismo estremo, Stefano Tettamanti ci regala il piacere raro di una lettura che in ultima analisi riflette proprio su tutti noi, universo di semplici lettori o critici, scrittori neofiti o affermati, editori grandi o piccoli, giornalisti o librai.
Commovente, in conclusione, il breve ricordo dello storico guru, Erich Linder, colui che gli ha insegnato l’ottimismo e l’amore viscerale per un lavoro da condurre come una missione cavalleresca: la tenace difesa dei diritti dei più deboli, gli autori.
Un libro lieve e prezioso da tenere bene in vista, a portata di mano sullo scaffale degli antidepressivi nella farmacia dei libri terapeutici, specificando sul bugiardino: nessuna controindicazione è nota – effetti collaterali: transitori attacchi di singhiozzo per eccesso di ridarella.

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La scheda del libro: “Cose che so. Libri, pesci combattenti, scaloppine al limone, ancora libri e poco altro

Per Socrate tutto ciò che l’uomo saggio sa è di non sapere. Lo abbiamo imparato al liceo e da allora non lo abbiamo più dimenticato. Ma si arriva a un’età in cui ci si accorge che ci sono anche tante cose che non sapevamo di sapere. E che per non dimenticarle può essere utile – utile solo a se stessi e forse alle persone più care – scriverle. Le cose che sa Stefano Tettamanti sono state pubblicate per la prima volta nel blog letterario di Chicca Gagliardo “Ho un libro in testa” nel corso del 2014 o del 2015, e questa è una cosa che nessuno sa più.

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