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I FRUTTI DEL GIARDINO DI ARMIDA

luglio 29, 2019

“I FRUTTI DEL GIARDINO DI ARMIDA. L’itinerario letterario di Sarah Zappulla Muscarà” a cura di Maria Valeria Sanfilippo (Thule)

di Massimo Maugeri

Nata a Torino, Maria Valeria Sanfilippo vive e insegna a Firenze. È laureata in Lettere, in Filologia, in Scienze della Comunicazione. È dottore di ricerca in Filologia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche nell’Università di Catania. Ha conseguito, tra gli altri, il Premio Nazionale Luigi Capuana.
Coniuga la ricerca universitaria con l’attività di giornalista pubblicista e l’insegnamento da abilitata e vincitrice di concorso nella scuola secondaria. Ricopre attualmente il ruolo di vicepreside nell’Istituto Internazionale Kindergarten di Firenze. Ha all’attivo i volumi: La fortuna scenica di Luigi Capuana (ed. Sciascia, 2015), Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene (ed. Aracne, 2016), Il giardino di Armida (ed. Thule, 2018), Sebastiano Addamo. Il silenzio, il pensiero, la parola, (ed. Aracne, 2018), svariate pubblicazioni su autori dell’Otto-Novecento, convegni in Italia e all’estero.

Ho incontrato Maria Valeria per porgerle qualche domanda sul volume I frutti del giardino di Armida dedicato (come recita il sottotitolo) all’itinenario letterario di Sarah Zappulla Muscarà.

– Cara Maria Valeria, partiamo dall’inizio. Come nasce questo libro?
Il progetto risale a quasi 10 anni fa e si deve a Tommaso Romano. In occasione del Premio Al-Cantàra”, promosso da Pucci Giuffrida, ebbi l’occasione di conoscere Romano che, tra il serio e il faceto, mi propose una stimolante quanto ardua sfida intellettuale alla presenza di Sarah Zappulla Muscarà, di cui avrei dovuto ripercorrere l’intero itinerario letterario. Avendo instaurato da lunga data un sodalizio umano e culturale con l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano fondato da Enzo Zappulla e dal mio maestro Sarah Zappulla Muscarà, costituivo il naturale ’humus fertile per raccogliere questi sparsi e impervi (per l’imponente ed eterogenea mole) “frutti del giardino di Armida”. Onorata di essere stata scelta per quest’avventura edita per la collana “Tempi d’inventario”, per i tipi di Thule, diretta da Tommaso Romano.

– Perché questo titolo (I frutti del giardino di Armida)? Cosa simboleggia?
Il giardino incantato di Armida è rigoglioso e lussureggiante. Custodisce primizie e pomi d’oro. Una gioia per i cinque sensi. Armida l’incantatrice è la vestale Sarah Zappulla Muscarà, che ha ricercato, piantato, coltivato, protetto, diffuso i germi della cultura, ora offerti come schiusi scrigni alle future generazioni. Una vita, la sua, vissuta instancabilmente all’insegna della cultura, con l’intento di approfondire la conoscenza del ricco patrimonio culturale della Sicilia. A lei e al marito Enzo Zappulla si deve un’incessante attività di recupero, la tutela e la promozione della cultura isolana in ambito internazionale. Della sua prestigiosa attività all’estero voglio ricordare almeno l’istituzione con Enzo Zappulla della “Cattedra Sicilia”, nell’Università di Salamanca, in Spagna, diretta da Vicente González Martín, decano della Facoltà di Filologia.
(Nella foto qui accanto: Maria Valeria Sanfilippo con Sarah Zappulla Muscarà. n.d.r.)

– Le epigrafi che hai scelto fanno tutte riferimento alla memoria (citi la “memoria” anche nella dedica). Perché hai scelto di dare particolare risalto proprio alla “memoria”? 
In questa curatela è contenuto un patrimonio da tramandare e da ereditare. V’è racchiusa la coscienza letteraria siciliana che ha condizionato, tra Otto e Novecento, gli orizzonti delle compagini letterarie nazionali e inter-nazionali. Scrittori o critici dei nostri tempi non possono inseguire le mode letterarie del momento senza sapere da dove siamo venuti…la memoria è passepartout obbligato per il presente e per il futuro.
Il volume rappresenta una fonte preziosa per gli addetti ai lavori e per le nuove generazioni di studiosi.
In un unico tomo si ritrovano le disamine di tutte le pubblicazioni di Sarah Zappulla Muscarà (contributi di critica letteraria, teatrale e cinematografica), corredate da una bibliografia completa. A rendere l’idea della febbrile attività della studiosa concorre il ricco album foto-grafico, per il quale si è reso necessario un drastico ridimensionamento nella scelta degli scatti e che testimonia, inoltre, i copiosi contatti tra Sarah Zappulla Muscarà e il gota della cultura. In ultimo i giudizi della stampa, una sezione riservata alla fortuna dei volumi pubblicati dalla studiosa.

– Qual è, a tuo avviso, anche con riferimento a questo tuo libro, il contributo che Sarah Zappulla Muscarà ha dato e continua a dare alla “memoria” (culturale e non solo culturale)?
Gli studi di Sarah Zappulla Muscarà hanno avuto, fra gli altri, il merito di sovvertire consolidate prospettive critiche, mettendo a fuoco figure di primo piano e insieme altre ingiustamente obliate del panorama culturale a cavallo fra Otto e Novecento. È grazie alle sue scoperte relative a numerosi carteggi inediti che abbiamo potuto conoscere anche il profilo umano dei nostri scrittori siciliani, scoprire o riscoprire opere inedite e aspetti insoliti del loro operato. Chi poteva immaginare che Martoglio fosse un vero e proprio talent scout, che Verga e Capuana fossero dei burloni, o che De Roberto fosse un uomo così romantico e passionale? E che dire dei contributi sui Pirandello… il teatro di Stefano Landi, così moderno e così diverso da quello di Luigi, venuto finalmente alla luce col nome di Stefano Pirandello. Si pensi poi alle traduzioni che l’opera di Bonaviri ha conosciuto nel mondo grazie alle trasferte all’estero promosse dalla studiosa… ed ancora al recupero di autori raffinati e di nicchia come Sebastiano Addamo. Soltanto per citare qualche esempio.
E deve anche far riflettere il fatto che Sarah Zappulla Muscarà abbia scardinato lo stereotipo del docente universitario perennemente rintanato come un topo in biblioteca. Ciò ha il suo peso per far sì che la cultura arrivi alla gente, favorendo in tal modo il riscatto sociale.

– Di recente, per i tipi de La nave di Teseo, è uscito un volume “monumentale” dedicato a Ercole Patti curato da Sarah Zappulla Muscarà e da Enzo Zappulla. Offriresti un tuo pensiero in proposito?
Sono riusciti nell’ennesima titanica impresa! Finalmente l’opera omnia di Ercole Patti, per di più edita per La nave di Teseo, casa editrice di primo piano che vanta un catalogo teso alla valorizzazione dei classici. Al Salone del Libro di Torino, il volume è stato presentato da Mario Andreose ed Elisabetta Sgarbi. E con ciò ho detto tutto. Patti è figura poliedrica: narratore, giornalista, commediografo, sceneggiatore, critico cinematografico. La ripubblicazione della sua opera darà la possibilità anche ai lettori di oggi di conoscerlo e apprezzarlo.

– La parte centrale del libro ospita una ricca sezione iconografica con tante foto che ritraggono Sarah Zappulla Muscarà insieme a vari giganti della cultura e della letteratura degli ultimi decenni. Se tra le varie foto dovessi sceglierne una particolarmente significativa, quale sceglieresti? E perché?
imageNello scatto del 2012 che ritrae al centro Leo Gullotta e ai lati Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla, a Catania, nell’ex cinema Concordia, c’è un “che” di vezzoso… La foto esprime un po’ della nostra innata teatralità siculo-greca e testimonia il rapporto amicale di grande complicità tra i tre, che in comune hanno la capacità di saper interloquire, con empatia e disinvoltura, tanto con la persona colta, altolocata e famosa quanto con quella più umile.

– Ci regaleresti, in chiusura, un tuo personale ricordo o aneddoto che ti lega a Sarah Zappulla Muscarà? 
Ne ho moltissimi.
Sarah Zappulla Muscarà è un vulcano perennemente attivo, che ti travolge, che riesce a trasmetterti tutto il suo afflato per la letteratura e per l’arte, unitamente al desiderio di intessere relazioni umane di qualità e di portare il sapere ad un pubblico trasversale. Ottimista per natura, con lei non esistono progetti irrealizzabili! Ogni qualvolta è chiamata a moderare o coordinare un incontro o i lavori di un convegno, riesce a mettere in luce le qualità positive di tutti i relatori, valorizzandoli. Ciò è molto raro nel mondo accademico!
Ricordo le sue lezioni universitarie, gremite. Molto più che semplici lezioni. Veri atti teatrali durante i quali i giovani studenti universitari erano totalmente rapiti dai suoi voli pindarici, quelli dell’intelletto e quelli del gesto.
Nel corso degli anni, in occasione di svariati progetti editoriali, ho visto i coniugi Zappulla Muscarà lavorare senza sosta per intere giornate, settimane, mesi, dimenticando talora perfino i bisogni primari come il nutrirsi e il bere. Dei veri stakanovisti, totalmente immersi tra le carte, non sembravano accusare stanchezza. Mi chiedevo se fossero bionici… Vedere rapito qualcuno da una vera passione è inusuale al giorno d’oggi.
Tra i ricordi più teneri, invece, il rito che Sarah Zappulla Muscarà soleva ripetere ogni qualvolta le manifestazioni culturali volgevano alla conclusione: era solita selezionare dai fiori ricevuti in dono, alcuni, tra i più belli, per donarli a sua volta alle sue collaboratrici o a qualche donna del pubblico protrattasi sino a tarda ora.
Gli altri flash-back, quelli più personali, si ritrovano nelle dediche dei suoi libri a me rivolte, tra le parole da lei disseminate nei messaggi di recente data. E lì mi commuovo… perché il mio maestro ha lavorato sodo, senza dare nulla per scontato nella sua carriera e quindi ha educato allo stesso modo: studio severo, scrupolosa ricerca scientifica, capacità di misurarsi con le difficoltà incontrate, umiltà e testa bassa: una grande palestra! Perciò, quando giungono al mio indirizzo particolari suoi apprezzamenti (professionali e umani), ho la certezza che siano davvero ponderati e sentiti.

– Grazie mille, cara Maria Valeria…

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