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LIPARI NOIR 2019: incontro con Cristina Marra

luglio 29, 2019

LIPARI NOIR 2019: il Festival Letterario diretto da Cristina Marra

di Eliana Camaioni

“Ci vediamo lì alle diciannove”.
Cristina Marra mi dà appuntamento per l’intervista mezz’ora prima dell’inaugurazione ufficiale del Festival, giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
E alle diciannove arriva puntualissima, radiosa, con un look total black impreziosito dai coralli verde acqua di una splendida collana che le riempie la scollatura.
E’ in gran forma, e tradisce una certa emozione: la accompagnano fotografi e giornalisti, assieme agli ospiti che da qui a breve taglieranno il nastro della prima serata.
“Ci sono tante novità, e non vedo l’ora di parlartene”: ci riserviamo un attimo solo per noi, su una panchina all’ombra di un grande banano, nel giardino che circonda la piscina del Residence La Giara, luogo prescelto per la prima del Festival.
Attorno a noi c’è un viavai di tecnici, collaboratori, musicisti che fanno check sound; le sillabe scandite – “ssà, ssà, prova, prova” – ai microfoni si mescolano al tintinnio dei calici con cui due camerieri stanno allestendo il buffet e agli accordi di una chitarra, musica tradizionale siciliana cantata e suonata da una giovane donna seduta sul palco, una sedia sulla destra, giusto accanto al mixer.
Mi sento emozionata anch’io, e ringrazio questo mio lavoro che mi dà il privilegio di scoprire in anteprima i retroscena di un Festival così seguito e atteso.
“La prima novità la stai ascoltando già: è la musica di Roberta Vitagliano, la musicista alla cui voce è affidata l’apertura della serata. La seconda novità è data dal numero delle serate, che quest’anno saranno quattro”. Cristina lo dice con orgoglio, sorridendo.
“Addirittura! Vuoi dirmi che da un anno all’altro il numero degli incontri è raddoppiato?”.
“Sì, è proprio così”. Le brillano gli occhi, mentre annuisce compiaciuta.
Seguo con lo sguardo il viavai degli spettatori che man mano cominciano ad arrivare e a prendere posto nel parterre allestito sul prato dinnanzi al gazebo che farà da palcoscenico. Noto in prima fila un uomo in uniforme, un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri.
“E’ qui in rappresentanza, porta il saluto del Comando di Lipari a Roberto Riccardi, uno dei due scrittori che inaugureranno questa serata, che nella vita è Generale dell’Arma. Che è stato anche vincitore qualche anno fa del Premio Romiti, esattamente come il secondo ospite di stasera, Lorenzo Beccati, autore televisivo, famoso per aver dato la sua voce al Gabibbo”.
Sto per domandarle di più a proposito degli ospiti, quando una donna alta, in abito lungo, viene verso di noi, con qualcosa in mano che non capisco cosa sia; Cristina le dà il benvenuto, me la presenta:
“Lei è Loredana Salzano, l’artista che ha firmato la copertina del Festival e che lo accompagna con la sua arte sin dalla prima edizione. E questa è una sorpresa che ha preparato per l’occasione”.
Loredana le porge l’oggetto che tiene in mano: è un pesce stilizzato, pennarello nero su cartoncino bianco, con un cordoncino rosso a mo’ di collana.
“Alice attonita” leggo sul davanti: “Questo è il pescetto che dà il nome all’atelier di Loredana, e che è diventato il simbolo di Lipari Noir. E in questa edizione è il badge-gadget d’autore, una piccola sorpresa con la quale omaggeremo i nostri ospiti”.
Loredana mi consegna il pesciolino, e sul retro, a pennarello rosso, vedo scritto il mio nome. Mi commuovo, mentre sollevo i capelli e Cristina mi insignisce dell’Alice, facendomi diventare all’improvviso figlia adottiva del Festival. E’ un grande onore, sentirmi anch’io, per questa sera, parte di tutto questo.
Ho bisogno di sapere di più, di conoscere del Festival tutto ciò che solo il suo Direttore Artistico può raccontare; voglio immergermi totalmente in questa realtà che amorevolmente mi ha accolta nel suo ventre.
“Sono due le caratteristiche principali, quasi identitarie, di Lipari Noir” risponde Cristina, quando le chiedo di raccontarmi non ciò che a Lipari Noir accadrà, ma ciò che Lipari Noir è .
“La prima caratteristica è la sua capacità di crescere a ogni edizione, sia per il numero di serate, sia in termini di complessità; la seconda, è il suo voler mixare libri, musica, arte, sapori, natura. Animali, anche, che amo tanto. E proprio da questo mio desiderio di creare quante più contaminazioni artistiche e territoriali possibili, hanno origine le novità di questa edizione, quelle di cui ti accennavo poco fa. Non a caso, il Festival è inserito all’interno di “Un mare di cinema”, organizzato dal Centro Studi Eoliano presieduto da Antonino Saltalamacchia.

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Vorrei chiederle di più: come si sente oggi, lei che si è dedicata al giallo sin dall’adolescenza, continuando con la tesi di laurea e con lo scrivere racconti la cui protagonista, Alice Belvedere, ha guarda caso lo stesso nome dell’Alice che abbiamo sui badge – sarà un caso?; vorrei che mi raccontasse meglio il lungo percorso che, anno dopo anno, ha visto crescere il suo Festival; vorrei che mi raccontasse la sua esperienza di curatrice di antologie, iniziata nel 2012, e del suo far parte del Premio Romiti… ma un uomo che non conosco, con grande garbo, ci si avvicina, indicando l’orologio: “Cristina, dobbiamo cominciare”.
Ci alziamo in piedi, mi congedo da lei e prendo posto in prima fila, uno degli ultimi rimasti di una platea gremitissima.
Gli ospiti prendono posto al tavolo sotto il gazebo, Cristina seduta fra loro; le corde della chitarra di Roberta Vitagliano cominciano a vibrare, e con lei la mia gratitudine, per essere parte anch’io di questo momento magico, traboccante di arte e Bellezza.

Nella location dell’Hotel “La Giara” sono stati presentati i volumi “I dective dell’arte” del generale Roberto Riccardi e “Il resuscitatore” di Lorenzo Beccati.

Prestigiosi gli ospiti in calendario: Cristina Cassar Scàlia con “La logica della lampara” edito da Einaudi, il giornalista siciliano Salvo Toscano con “Joe Petrosino. Il mistero del cadavere nel barile” (Newton Compton Editori) dedicato alla storia dell’investigatore di origini siciliane che sfida la mafia a Little Italy; Letizia Vicidomini, presenterà il suo thriller “Lei era nessuno” (Homo Scrivens) saranno protagonisti dell’incontro di giorno 27 al Giardino di Lipari. Giorno 28 alla Tenuta Castellaro – Quattropani presenterà il suo bestseller “Leoni di Sicilia” Stefania Auci (Nord Edizioni) dedicato alla famiglia dei Florio, assieme a Barbara Bellomo col suo terzo giallo archeologico “Il peso dell’oro”(Salani) e con il secondo episodio della sua Isabella De Clio “Il terzo relitto” (TEA) ambientato alle Eolie. Ai giardini del Centro Studi il 30 luglio ci sarà Mario Falcone, noirista e sceneggiatore che a Lipari presenterà “Nero di Siena” (Ianieri edizioni) assieme a messinese Antonello Piccione (regista del film “Giostra”).

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