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ROSELLA POSTORINO vince il Premio Jean-Monnet 2019

settembre 3, 2019

Ulteriore riconoscimento letterario per Rosella Postorino e il suo romanzo “Le assaggiatrici”

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Ascolta la puntata radiofonica di Letteratitudine dedicata a “Le assaggiatrici” (Feltrinelli), con Rosella Postorino in conversazione con Massimo Maugeri, cliccando qui

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Il romanzo di Rosella Postorino, “Le assaggiatrici” (Feltrinelli), vincitore del Premio Campiello 2018 e di tanti altri premi letterari segna un successo importante anche in Francia aggiudicandosi il prestigioso Premio Jean-Monnet nell’anno della sua 25a edizione.

In Francia, il romanzo della Postorino si intitola “La goûteuse d’Hitler” ed è pubblicato da Albin Michel (traduzione di Dominique Vittoz).
Il premio Jean-Monnet per la letteratura europea è un premio letterario francese, assegnato dal 1995, durante il Festival “European Literature Cognac” che premia un autore europeo per un libro, scritto o tradotto in francese.
In passato sono stati premiati, tra gli altri: Antonio Tabucchi, Arturo Pérez Reverte, Patrick Modiano, Rosetta Loy, Claudio Magris, Erri De Luca.

Sponsorizzata dal consiglio dipartimentale della Charente, la selezione è affidata a una giuria composta da scrittori, critici letterari e giornalisti.
La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 16 novembre 2019 presso il centro congressi La Salamandre a Cognac.

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“Le assaggiatrici” di Rosella Postorino

Le assaggiatrici - Rosella Postorino - copertinaLa prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.

 

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