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SAN GIUDA di Marcella Argento

settembre 4, 2019

Marcella Argento, scrittrice e medico, torna con una nuova opera che unisce narrativa, versi e fumetto. Si intitola “San Giuda” ed è pubblicata a puntate su Lunarionuovo

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di Massimo Maugeri

Marcella Argento è nata e vive a Catania, dove esercita la professione di medico. Da tanti anni affianca alla sua professione un’intensa attività artistica a partire dal suo esordio come narratrice con il romanzo “Victimae” (Prova d’Autore, 2002), seguito dal volume “Visite domiciliari. Incontri/interviste” (Prova d’Autore, 2003) e dal romanzo “Chimaira”  (Prova d’Autore, 2005).

In questi anni Marcella Argento ha concentrato la sua attività artistica in un grande progetto poliedrico che unisce prosa, versi e illustrazioni. L’opera si intitola “San Giuda” è sta uscendo a puntate sulla storica rivista letteraria “Lunarionuovo” fondata e diretta dal poeta, scrittore e saggista Mario Grasso (le prime due puntate sono disponibili qui e qui).

Ho avuto modo di discuterne con l’autrice…

– Cara Marcella, questa tua nuova opera è una vera e propria commistione artistica. Cosa puoi dirci a riguardo?
Ammettiamolo, l’abbiamo visto tutti! Ormai persino i libri di studio usano questa tecnica; non sono solo gli e-book, o film come Kill Bill, oppure post su internet… È la nuova forma di civilizzazione, la supercomunicazione. E io ho semplicemente bisogno di esprimermi in quanti più modi possibile. Così ho inventato questa cosa che, sì, è un romanzo, ma raccontato in tre forme diverse: narrativa, versi e fumetto senza ritmo preciso, ma seguendo l’esigenza del mio umore. L’ho chiamato “chimerismo”, dall’ultimo romanzo pubblicato dalla Casa Editrice “Prova D’Autore”, Chimaira, che dava esordio al mio folle stile.

– Come descriveresti il tuo rapporto con i personaggi da te creati?
Ci sono i personaggi, sì, perché io ho un problema, e il problema è che non sono io stessa a crearli, ma loro mi chiedono di venir fuori, vorticandomi dentro in ogni momento e chiedendomi di raccontarli nelle loro forti storie. Ed io sono semplicemente qui. Non faccio altro che accontentarli.

– Quando hai iniziato a lavorare a “San Giuda”?
San Giuda è stato un lungo percorso cominciato nel 2005 e finito nel 2016, quando poi ho detto a me stessa che no, in realtà non poteva essere finito e allora mi sono cimentata nel prequel e già sto pensando alla continuazione. San Giuda è la mia vita, parallela alla vita dove posso parlare col prossimo, e allora non so più quale sia quella vera, se questa dove ci siete anche voi, o l’altra dove ci sono loro, i miei compagni che vengono fuori attraverso disegni su una carta che parla, mentre io dico grazie a loro e a me.

– Con riferimento alla narrativa, in che genere letterario potrebbe essere inquadrato “San Giuda”?
Non è romanzo di chiesa, sia ben chiaro. Non è romanzo di mafia, né di vita, né psicologico, né di medicina o di fantascienza. È tutto insieme, nessun genere preciso. È se stesso. Chimera una volta ancora. Potrei dirvi che parla di un prete agnostico che viene reclutato per salvare il santo impazzito; oppure che è il percorso verso la capacità di amare; potrei proporre definizioni come: “Lotta per il potere”, “Ricerca mistica”… Ma non si può definire un uomo con un unico appellativo e io non posso farlo per un mondo come quello di San Giuda, perché per me è infinito.

– Grazie, Marcella. Complimenti e in bocca al lupo per le nuove puntate di “San Giuda”…

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