Home > Recensioni > ISOLITUDINI di Massimo Onofri (recensione)

ISOLITUDINI di Massimo Onofri (recensione)

settembre 6, 2019

ISOLITUDINI di Massimo Onofri (La nave di Teseo)

di Gianni Bonina

Se non avesse diviso la sua vita tra due grandi isole, lui che alla terraferma deve anagrafe e formazione, questo libro dal titolo così bufaliniano – ma mutuato dal senso sciasciano della “particolarità delle vicissitudini storiche e della particolarità degli istituti” di un luogo, che può essere anche un’isola – non sarebbe potuto nascere. Reduce da due baedeker odeporici dedicati alla Sardegna e alla Sicilia, il viterbese Massimo Onofri, educato alla scuola civile di Sciascia e oggi docente di tenace contatto a Sassari, con Isolitudini (La nave di Teseo, pp. 492, euro 23) ha esteso l’orizzonte di una coscienza che deve sentire anche di tipo insulare fino a comprendere nel suo immaginario letterario un arcipelago di isole di ogni latitudine, ricostruendo un orbe terracqueo nel quale i continenti s’inabissano per lasciare in superficie solo aree di isolitudine e redigendo dunque un isolario che è anche una guida per turisti sedentari e un manuale per curiosi e letterati sognatori.
Ma non è che un pretesto e forse anche un gioco d’inganni quello che Onofri intrama: sapendo bene che anche il più grande continente della Terra è un’isola, persino la placca euro-afro-asiatica se si richiude Suez, il viaggio che compie non è “di mare in mare, di isola in isola”, ma di libro in libro e di epoca in epoca: così da restituire un controcanto della letteratura di tutti i tempi e di ogni luogo, integrato di sguardi nella pittura e nel cinema, che appare misurato sulla porta stretta di un aggancio con un’isola, sia essa pure il Giappone della cui letteratura rifà infatti la storia. Ma il salto dalla ricognizione fatta sulle due sue isole della vita, prima con Passaggio in Sardegna e poi con Passaggio in Sicilia, all’esplorazione di tutte le isole del mondo, o meglio delle biblioteche di ognuna di esse, sottende un traitment che da un ésprit de finesse si muta in ésprit de géométrie, un pascaliano rivolgimento che alle illecebre del cuore sostituisce le seduzioni della ragione.
Non poteva del resto essere diversamente: Onofri scrive di Sardegna e Sicilia col sentimento di chi è a casa, mentre delle isole di ogni continente lo fa con la dovizia dello studioso e del letterato. Se ne potrebbe dunque temere un andamento arido e cattedratico, assunto col tono dottrinale dell’accademico, quando invece (oltre all’incipit e al desinit che da soli valgono invero il prezzo del libro per la carica poetica che possiedono) l’adozione di strumenti più diegetici che esegetici quale per esempio l’aneddotica, la crestomazia, lo spunto evenemenziale, la ricerca della curiosità, fa di Isolitudini non solo una enciclopedica effemeride ma anche un gustoso almanacco che prende prestiti dall’esplorazione geografica, dalla ricostruzione storica, dai report ambientalisti, dagli studi di settore come il turismo – tale da farne pressappoco un seguito non tanto dei due diari sentimentali e testimoniali ma del recente Benedetti toscani, del quale testo, un libro d’ore, echeggia la struttura a brani scuciti, quadri dialogici, paragrafi brevi e fulminanti, concatenati in una sequenza che segue il fil rouge segnato dall’occasione di un libro, di un autore o di un luogo. Per suggestioni insomma. E siccome le isole sono tali perché circondate dal mare, Onofri trova anche motivo per parlare di letteratura marinara (e non a caso il sottotitolo del libro è “Atlante letterario delle isole e dei mari”), di terreferme perciò che nel mare hanno bagnato i loro panni e battezzato i loro autori.
Tuttavia, anche se la prima persona è tenuta qui a un grado pressoché zero, qui e là emerge per rivelare la spinta intima di Onofri, innata e mai dismessa, a instaurare con il lettore un rapporto conviviale anziché convenzionale: una vena che lo fa conoscere anche nella sfera dei suoi legami di amicizia, di conoscenze nel mondo della cultura, com’è l’insistito ritorno che fa sul caso di Torquato Anselmi, pittore suo amico morto suicida, e soprattutto dei propri gusti letterari non tanto in veste di docente quanto di lettore. La compenetrazione che mostra nel percorrere il suo atlante letterario da un polo all’altro è così sentita da far pensare, quando dà conto anche delle distanze e descrive di isole remote o rinomate anche le bellezze naturalistiche, che non abbia girato il mondo di isola in isola alla maniera di Salgari, rimanendo cioè seduto al suo scrittoio, ma che ci sia stato davvero, come nel caso delle Isole egee. Probabilmente ha voluto farlo supporre, continuando a giocare, ma è un fatto che non certamente al gioco ha voluto affidare la scelta dell’itinerario da seguire.
In linea con l’idea di una controstoria letteraria dell’emisfero insulare (una novità assoluta nel campo della ricerca), la sua Palos è stata infatti una delle decine di isole greche sparse nel mare che ha cullato i miti fondativi dell’Occidente e da qui ha intrapreso le rotte del mondo dirigendosi a sud, prima in Madagascar, poi nel continente indicano, quindi in Giappone, Russia e attraversando il Pacifico arrivando nelle Americhe e passando poi nell’Europa del Nord, al contrario di ogni portolano e con una curiosità: arrivando nel Mediterraneo entrando da Gibilterra per poi approdare in Italia, tra Capri, Elba e Procida, ma dimenticando le Eolie e gli altri arcipelaghi siciliani, forse perché letterariamente meno significativi.
Sennonché più che un viaggio, quello dell’autore di Storia di Sciascia è una rassegna o una galleria di autori o personaggi noti colti nei loro legami con un’isola dell’anima, con l’obiettivo implicito di stabilirne la natura, quasi che l’opera di molti essi sia stata ispirata da quell’isola. E impressiona la quantità di tali scrittori, come anche di artisti, fotografi e attori: a indicare un mitologema – l’isola di per sé – posto alla base di una cosmogonia culturale alla quale molto deve la letteratura. Dimodoché sorge il dubbio se un tale interesse per l’insularità – l’isolitudine che è uno speciale modo d’essere e di vedere il mondo – sia sorto in Onofri perché legato sentimentalmente e professionalmente alle nostre più grandi isole o magari per elicere le possibilità più profonde di cui la letteratura è capace al di là di ogni latitudine e dimensione temporale. Certamente costituisce una sorpresa avere prova di quanto le isole abbiano corroborato la narrativa, plasmato autori, creato personaggi come Sandokan. Un lavoro quello di Onofri che sta di rigore su due scaffali: quello degli studi accademici di tipo filologico e quello dei viaggi mentali per emozioni e sussulti nei mondi dell’invenzione letteraria.

 * * *

La scheda del libro: “Isolitudini” di Massimo Onofri (La nave di Teseo)

Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari - Massimo Onofri - copertinaUn atlante sconfinato di isole reali e immaginarie, scritto con curiosità e leggerezza da un viaggiatore che ama i libri e le storie che essi raccontano.

Tra critica, saggio e narrazione, un atlante da tenere a portata di mano, e da consultare ogni volta che si è incalzati da un desiderio, una nostalgia e una fantasia, da gustare a poco a poco o approfondire in lunghe ore di lettura sognante. Sempre sollecitati e guidati da scrittori, artisti, protagonisti della storia culturale di ogni tempo e di ogni luogo. Si parte dalla Grecia, nel nome di Lord Byron e di Leonard Cohen, per un lungo viaggio sulla rotta di Magellano e oltre: dagli estremi poli narrati da Edgar Allan Poe agli euforici e tristi tropici, dai mari del Nord e quelli del Sud. Attraversando gli oceani dei cinque continenti e la storia del Mediterraneo, toccando l’India di Tagore come le isole immaginarie di Swift e Verne, in compagnia di Houellebecq, Defoe, Douglas, Sebald, Melville, Le Clézio, Saramago, Salgari, Pirandello, Walcott, Mansfield, Aleramo e molti altri grandi e sconosciuti avventurieri di mare e di scrittura.

 * * *

imageMassimo Onofri insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Collabora con “Avvenire”, “Il Sole 24 Ore”, “L’Indice dei Libri del Mese”, “Nuovi Argomenti”. È nella redazione di “Paragone-Letteratura”. Ha pubblicato, tra l’altro, Storia di Sciascia (1994-2004), La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo (2007, Premio Brancati per la saggistica), Recensire. Istruzioni per l’uso (2008), Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo (2009), L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi (2011, Premio De Sanctis per l’Unità d’Italia), Passaggio in Sardegna (2015), Passaggio in Sicilia (2016, Premio letterario Porta d’Oriente); Benedetti Toscani. Pensieri in fumo (2017); Fughe e rincorse. Ancora sul Novecento (2019).

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Iscriviti alla nostra mailing list cliccando qui: scrivi il tuo indirizzo email e poi clicca sul tasto “subscrive”. Riceverai informazioni a cadenza mensile sulle attività di Letteratitudine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: