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MUSICA SULL’ABISSO di Marilù Oliva (intervista)

settembre 9, 2019

MUSICA SULL’ABISSO di Marilù Oliva (HarperCollins Italia): conversazione con l’autrice

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di Massimo Maugeri

Chiunque ami le storie investigative ad alta tensione non può non fare conoscenza con Micol Medici, potente personaggio letterario nato dalla prolifica e virtuosa penna di Marilù Oliva. Molti lettori hanno già incontrato Micol in occasione dell’uscita del primo romanzo della serie intitolato “Le spose sepolte”, edito da HarperCollins Italia (qui la puntata radiofonica dedicata al romanzo, in conversazione con l’autrice). Colgo l’occasione per evidenziare che Il romanzo “Le spose sepolte” sarà in edicola, in allegato a Repubblica, nel gennaio 2020, nell’ambito della collana “Emozione Noir”.
Di recente Micol Medici, ispettore della Sezione Omicidi di Bologna, è stata coinvolta in una nuova inquietante vicenda. È stata trovata morta una giovane impenditrice bolognese e il caso è stato archiviato pensando che si trattasse di un suicidio. La situazione, tuttavia, è ben diversa, come avrà modo di scoprire Micol. E il caso verrà dipanato in un crescendo di tensione emotiva a… sfondo musicale. Del resto il titolo di questo nuovo romanzo di Marilù Oliva, con protagonista Micol Medici (pubblicato, come il precedente, da HarperCollins Italia), ha un titolo molto significativo: “Musica sull’abisso“. Ed è un abisso profondo, condotto su legami che rimandano agli ex studenti di una classe di un istituto scolastico (riferimento temporale a quindici anni prima) e all’avvincendarsi delle strofe di una canzone in latino.
Ho avuto modo di discuterne con l’autrice…

– Cara Marilù, bentornata con questo secondo romanzo che vede come protagonista Micol Medici. Partirei proprio da Micol, chiedendoti di descriverla ai lettori che non hanno avuto modo di incontrarla nel primo libro. Che tipo di donna è?
Micol è una giovane donna attenta al mondo che la circonda. È decisa ma non aggressiva, determinata ma si sa imporre senza violenza, non abbassa mai la testa sebbene ogni tanto cerchino di imporglielo. Libera dal fardello della bellezza, non si cura dello specchio e non vuole piacere a tutti i costi, per lei il fisico è solo uno strumento attraverso cui far passare la vita. Ha un’indole razionale che le fa abbracciare un metodo rigorosamente scientifico nelle indagini, così come nella vita, ma siccome le figure monocromatiche non mi convincono, l’ho macchiata con sogni inquietanti che le turbano le notti: si tratta di sogni che qualcuno potrebbe classificare come rivelatori, perché svelano qualcosa. Ma Micol preferisce dare loro una spiegazione scientifica: i suoi incubi sono semplicemente un’ulteriore lettura di ciò che ha visto e, da sveglia, ignorato. Dietro la sua scorza che a volta sembra insesibile si cela un grande rispetto per l’altro e per il diverso.

–  In epigrafe del libro hai scelto citazioni di Amoà Fatuiva, Tiffany McDaniel e Mariangela Gualtieri. La prima riguarda la morte, la seconda lo sbocciare (metaforico) di una rosa, la seconda la dolcezza e il tempo. Perché hai scelto queste citazioni? Da cosa sono legate? E che chiave di lettura forniscono con riferimento al romanzo?
Questo vorrei che lo capisse il lettore. Posso però anticipare che riguardano tutte e tre le fasi della vita, anche se simbolicamente accostata a un fiore. Le fasi dell’esistenza, dicevo, e l’accoglienza della stessa. Credo che il messaggio di fondo sia: c’è bellezza attorno a noi, oltre alla ferocia, e l’unica cosa che dobbiamo e possiamo fare è fidarci ed essere gentili.

– Citazione da pag. 18 del romanzo: “Micol comunque era guardinga con tutti. Il più simpatico le sembrava un agente scelto, Ivo Tiberio Ginevra, un ventottenne palermitano dalle spalle larghe e dalla battuta pronta con gli altri sodali”. Ho letto e ho sorriso (e sorrido ancora). Urge un tuo commento…
Sorridi perché lo conosci e sai che persona grande sia. Ivo è un caro amico, un uomo generoso e leale. Di lui apprezzo diverse cose, oltre alla sua bella famiglia: le battute sempre pronte che rubano grandi risate, il progetto carbonaro della casa editrice I Buoni Cugini Editori, diretta dalla moglie Anna Squattrito. Ha anche un aspetto normanno che ben si presta a essere rappresentato in un romanzo: come potevo non immortalarlo in un libro? L’ho fatto togliendogli soltanto qualche anno e catapultandolo in una realtà, quella della centrale di polizia, in cui sono certa si divertirebbe molto.

– Il 21 febbraio è una data fondamentale all’interno del romanzo. C’è un motivo particolare per cui hai scelto proprio questa data?
Perchè è una data che, nel calendario romano antico, ha una forte valenza simbolica e rituale, come spiego verso metà del romanzo. Ma non anticipiamo altro…

– La scrittura dei tuoi romanzi richiede – tra le altre cose – studio certosino, ricerca attenta e cura dei dettagli. Ne parli nella postfazione. Quanto è importante, nella tua scrittura, partire da un’attività di ricerca e documentazione trasversale (collegata anche all’attività di indagine in cui è impegnata la tua Micol)?
Mi fa piacere che tu abbia rilevato questo aspetto, perché ci tengo molto. Il momento documentativo è fondamentale, così come contano, poi, i successivi controlli che faccio eseguire da “esperti”. Ne ho uno per ogni settore: in questo caso, 4 rappresentanti delle forze dell’ordine per i passaggi procedurali, un’anestesista bravissima per la parte medica, un medico legale per quella autoptica, una geologa per le revisioni sui cristalli, una latinista per le parti in latino, oltre a tutti i correttori che mi danno una mano. Ma vale sempre quello che ribadisco ogni volta nelle note finali: qualora si riscontrasse qualche errore, me ne prendo personalmente la responsabilità!

– Facciamo un gioco. Hai la possibilità di entrare nella storia di “Musica sull’abisso” e di incontrare Micol. In quale punto del romanzo ti piacerebbe incontrarla? E per dirle cosa?

C’è un momento in cui, al lavoro, sembra crollarle tutto addosso. Il suo capo, Vice Questore, un dongiovanni che l’ha sempre trattata con rispetto riconoscendo il suo valore, si è accaparrato un suo merito e ha preso le difese del suo antagonista, Iacobacci, ammettendo che l’ha fatto solo perché questi è raccomandato. Micol è affranta. Di colpo una realtà maschilista, densa di favoritismi e clientelismi, le è stata sbattuta in faccia da colui che avrebbe dovuto in qualche modo salvaguardarla. Ecco, io vorrei entrare nella storia in questo momento e abbracciarla. Dirle che lei va bene così, non si deve abbattere, deve continuare a lottare per un mondo più giusto (al di là dei generi) e deve essere orgogliosa di non piacere a certe categorie di persone.

– Questo romanzo ha beneficiato di ottimi riscontri da parte della critica. Da cosa dipende il successo di un romanzo, secondo te?
Il successo di critica dipende da diversi fattori: come lavora l’ufficio stampa (nel mio caso, l’ufficio stampa di HarperCollins è straordinario), quanto piace il romanzo, quanto sei conosciuto come autore. Per un esordiente, ad esempio, generalmente è più difficile ricevere attenzione dai media rispetto a uno scrittore affermato (a meno che non si tratti di un caso editoriale e allora l’esordiente diventa cool). Per quanto riguarda il successo delle vendite, il discorso cambia. È molto importante l’impegno dell’editore nella promozione, che investa, che lo proponga in libreria e conquisti spazi: non ci si può solo basare sulla grinta e sulla buona volontà dell’autore. Ma questo investimento costa e l’editore non può applicarlo a ogni uscita. Certo, sarebbe auspicabile una distribuzione più capillare delle risorse, perché uno scrittore può spendersi anche in mille presentazioni, ma se non è spinto in libreria o in circuiti come gruppi di lettura (ce ne vogliono parecchi, però, e il passaparola deve funzionare bene), è come se andasse da Lecce a Milano a piedi: può correre quanto vuole, ma non sarà mai come quel collega che, sostenuto dall’editore a tutto tondo, si farà comodamente il viaggio in Ferrari.<

– Il tuo bellissimo magazine, Libroguerriero, si accinge a festeggiare una ricorrenza che oltrepassa il decennio. Ti andrebbe di parlarcene e di tracciarne la storia?


Molto volentieri.Libroguerriero parte nel novembre 2008 su Splinder senza scopo di lucro. L’idea di base è che la letteratura vada condivisa e inserita in un sistema ampio che abbracci le diverse manifestazioni e i differenti generi, come il cinema, il fumetto e le altre arti. Il primo anno ho proceduto da sola, un po’ alla volta si sono uniti altri appassionati di libri e adesso siamo una bella squadra. Particolare attenzione viene data, oltre agli autori celebri, a quelli emergenti. Credo inoltre che siamo il blog con più recensioni dedicate alle donne, anche quelle sconosciute. Abbiamo poi diverse sezioni che trattano il tema del femminile: una sul femminicidio, una sulla svalutazione sul lavoro (“Chi dice donne dice danno, voce del verbo dare”), per questo la festa di quest’anno si intitolerà Libroguerriero W, dove W sta per women. Si svolgerà il 30 novembre alla Ubik Irnerio di Bologna, alle 18. La formula sarà simile a quella degli altri anni: una sorta di simposio dove si berrà e si mangerà in itinere, alternando i momenti di disquisizione letteraria a quelli di celebrazione. Ad esempio, verranno premiati gli autori più guerrieri del 2019 e verranno ascoltati i rappresentanti delle istituzioni (Unibo, Facoltà di Italianistica e l’Istituzione Biblioteche di Bologna), ma verranno anche presentati all’Università e alle Biblioteche tutti gli autori presenti. Siete tutti invitati!

– Grazie, cara Marilù! E in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti. Di seguito proponiamo il booktrailer del romanzo…

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La scheda del libro
Dopo il successo delle Spose sepolte, primo caso dell’ispettore Micol Medici, Marilù Oliva ci presenta thriller inquietante e attuale, una storia di sopraffazione e ferocia, che racconta quanto ciò che siamo oggi è il frutto di quello che abbiamo – o non abbiamo – ricevuto.

Musica sull'abisso - Marilù Oliva - copertinaL’ultima volta che Gwendolina Nanni, giovane imprenditrice bolognese, è stata vista viva era mattina molto presto e come al solito stava correndo lungo gli argini del Bacchiglione prima di andare in ufficio. Il suo corpo è stato ritrovato molti giorni dopo in un’ansa del fiume, ormai irriconoscibile. Il suo caso viene chiuso come suicidio dalla polizia di Padova. I suoi familiari non ci stanno e si rivolgono alla Sezione Omicidi di Bologna, dove è stata da poco trasferita l’ispettore Micol Medici. Le ricerche vertono attorno agli ex-studenti di un liceo storico di Bologna, il Cicerone, dove si diploma la migliore gioventù della città. Ma c’è una classe del passato che ha avuto un destino infausto: uno dopo l’altro, anno dopo anno, stanno morendo gli adulti che quindici anni prima sono stati compagni di classe. Tutti in circostanze sospette e tutti lo stesso giorno, il 21 febbraio. Cosa lega questi delitti? E com’è possibile che una canzone, scritta in latino e cantata da alcuni di loro, abbia preveduto con anni di anticipo in che modo sarebbero morti alcuni di loro? Micol, con la sua abilità speciale, cerca di scoprire la verità, muovendosi sullo sfondo di una città dove ogni torre e ogni portico sembrano nascondere qualcosa.

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Marilù Oliva, nata a Bologna, insegna Lettere alle Superiori. Autrice di due trilogie noir, ha vinto il Premio dei Lettori Scerbanenco con Questo libro non esiste (2016). Si occupa da sempre di questioni di genere. Ha curato le antologie Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio e Il mestiere più antico del mondo? entrambe patrocinate da Telefono Rosa. È caporedattrice di Libroguerriero.it e cura un blog su Huffington Post.

Nel 2018 ha pubblicato, per HarperCollins Italia, il romanzo “Le spose sepolte”, dove nasce il personaggio letterario di Micol Medici (giovane ispettrice).

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