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ROSAMUND di Rebecca West (un estratto)

settembre 17, 2019

Pubblichiamo un estratto del romanzo ROSAMUND di Rebecca West (Fazi editore – Traduzione di Francesca Frigerio)

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Avevamo girato l’angolo della strada nella quale abitavamo e proseguivamo tra le case scure, dando calci alle foglie di castagno che erano cadute a formare uno strato spesso durante il giorno. «Guarda come sembrano brillanti e fredde le stelle», disse Mary, «anche se è solo autunno. È strano, ma se dovessimo rientrare in casa mentre una di noi due è al pianoforte, la musica avrebbe qualcosa di triste come quella dei suonatori di strada. Qualsiasi cosa il compositore volesse dire, qualsiasi cosa noi proviamo mentre la eseguiamo, suonerebbe comunque triste. Pensi che il significato finale della musica sia la tristezza? Ma, certo, tu non conosci la risposta più di quanto la conosca io». La porta si chiuse con un rumore che risuonò forte nella casa addormentata. C’erano molte lettere sul tavolino dell’ingresso, ma a noi le lettere non piacevano. Nessuna delle persone che amavamo ci scriveva lettere se solo poteva farne a meno. Sapevamo che Kate aveva lasciato del latte in un bollitore elettrico insieme ad alcuni tramezzini e quindi decidemmo di fermarci un po’ in soggiorno, semplicemente per rendere meno cupo il momento di andare a dormire.
Non appena si accese la luce, gridammo per la sorpresa e contemporaneamente ci zittimmo l’un l’altra. Rosamund giaceva addormentata sul divano.
«Dici che dobbiamo svegliarla?», sussurrai.
«No, no», disse Mary.
Era sdraiata proprio come Richard Quin quel giorno di tanti anni prima, quando si era addormentato mentre Cordelia usciva dalla sua stanza in soffitta per parlare con Nancy e poi era tornata indietro per continuare a fargli la predica riguardo al suo ingresso all’Università di Oxford. Era come se Rosamund si fosse congedata dal mondo della veglia senza avere tempo di sistemarsi. Una buona metà dei lunghi capelli dorati era ancora puntata con gli spilloni, l’altra metà invece fluiva libera in riccioli che sembravano trucioli sparpagliati sulle strisce color vino e argento del divano di seta e l’abito verde scuro era tutto spiegazzato intorno al corpo alto e splendido. Il viso aveva un’espressione tranquilla, come quello di Richard, e trasmetteva la stessa sensazione, come se fosse impegnata a correre per vincere una gara in qualche mondo parallelo governato da leggi differenti, dov’è possibile vincere una corsa senza muoversi di un passo. Non ci era sembrato corretto stare a osservare Richard Quin che dormiva e non ci sembrava corretto nemmeno ora nei confronti di Rosamund. Poteva succedere che dalle sue labbra socchiuse sfuggisse una parola che ci avrebbe portate così lontane dal nostro mondo che non avremmo più saputo come comportarci. Era strano che loro fossero così vicini a noi e insieme così saldamente ancorati in qualche pianeta distante.

(Riproduzione riservata)

© Fazi editore

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La scheda del libro: “Rosamund” di Rebecca West (Fazi editore – Traduzione di Francesca Frigerio)

Rosamund. La famiglia Aubrey - Rebecca West - copertinaMentre lo scintillio degli anni Venti cede il posto alla Grande Depressione, Mary e Rose sono ormai due pianiste famose. Girano l’America soggiornando negli alberghi più esclusivi e vengono accolte come star alle feste d’élite, dove lo champagne scorre a fiumi e gli invitati sono ricchi, affascinanti e privilegiati. Di pari passo al lusso e al successo, si trovano però ad affrontare una società crudele e la volgarità di chi si finge amante della musica senza realmente comprenderla. Ma soprattutto le due gemelle non riescono a colmare il divario tra presente e passato e a intessere nuove relazioni; prostrate dal dolore per la scomparsa della cara madre e dell’adorato fratello, subiranno anche l’allontanamento dell’unica persona che sarebbe in grado di dare valore alle loro esistenze: l’affascinante cugina Rosamund, che ha inspiegabilmente sposato un uomo avido e volgare, la quale abbandona il suo lavoro per viaggiare all’estero con lui.
In questo faticoso percorso di maturazione emotiva e artistica, le due donne si aggrapperanno sempre di più l’una all’altra e troveranno rifugio e ristoro nell’affettuosa e pacata umanità degli avventori del Dog and Duck – il pub sul Tamigi –, che ai loro occhi paiono trasformarsi quasi in figure mitologiche. Eppure, mentre il loro senso di inadeguatezza nei confronti della realtà continua a crescere, e Mary si ritira sempre di più a vita privata, c’è una sorpresa che attende Rose: la più deliziosa delle scoperte, l’amore, con tutta la potenza di una sensualità ancora da esplorare.
Da una delle più raffinate maestre di stile del Novecento inglese, il terzo e ultimo capitolo della trilogia della famiglia Aubrey che ha scalato le classifiche conquistando i lettori con la grazia e la vividezza della sua prosa.

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Rebecca West è nata Cicely Isabel Fairfield a Londra, prese il suo pseudonimo dall’omonimo personaggio di Ibsen, un’eroina ribelle. Nel corso della sua lunga vita travagliata e romanzesca è stata scrittrice, giornalista, critica letteraria, grande viaggiatrice, femminista ante litteram e politicamente impegnata. La trilogia degli Aubrey è ispirata alla sua storia familiare. Fazi Editore ha pubblicato i primi due capitoli: La famiglia Aubrey (2018) e Nel cuore della notte (2019).

 

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