Home > Brani ed estratti > NEL PROFONDO di Daisy Johnson (un estratto)

NEL PROFONDO di Daisy Johnson (un estratto)

ottobre 2, 2019

Pubblichiamo un estratto del romanzo NEL PROFONDO di Daisy Johnson (Fazi editore – Traduzione di Stefano Tummolini), la più giovane scrittrice in assoluto a entrare nella shortlist del Man Booker Prize.

* * *

La casa è diversa, ora che ci sei tu. Le tazze dimenticate in giro e i periodici svuotamenti del frigo nel cuore della notte. I tuoi pensieri che s’insinuano nella mia mente tanto che mi ritrovo a perdere le giornate, a scordarmi l’ordine delle settimane. Le discussioni che cerco di evitare e che ti sgorgano dal petto, durano intere notti e finiscono con te che piangi in bagno. Le ossessioni che ti travolgono. Le giornate che passi a preparare intere vasche di curry, con le mani arancioni di curcuma; e quando poi finisci sei talmente stanca e distratta che nemmeno lo assaggi. Le giornate in cui andiamo in riva al fiume, così tu puoi pescare con le mani, standotene accovacciata ore e ore nell’acqua che scorre lenta e pigra, chinandoti per afferrare dei pesci che non riesco a vedere e che non credo ci siano. Ti lasci ossessionare, inoltre, dall’idea che tutto sia ineluttabile, senza scampo. Un senso di catastrofe imminente incombe su di te, mentre trascini la tua pellaccia in giro per casa. Lo so io, dici, come andrà a finire. E ogni volta che ti chiedo spiegazioni, sempre più arrabbiata ogni secondo che passa, mi dici solo che non c’è salvezza, che la nostra fine è segnata fin dalla nascita e che le decisioni che crediamo di prendere non sono altro che miraggi, fantasmi, con cui ci illudiamo di essere liberi di scegliere. E vorrei gridarti che sei stata tu a decidere di abbandonarmi, che nessuno ti ha obbligata, e ora non puoi nasconderti dietro le tue decisioni sbagliate chiamandole fato o determinismo o dio. Ma certe volte mi chiedo se tu non abbia ragione, e se tutte le nostre scelte non siano che i residui delle scelte che abbiamo già fatto. Come se le decisioni fossero schegge di bombe che abbiamo già fatto esplodere, compiendo le nostre azioni passate. Questo però non te lo dico. Cerco di non ascoltarti mentre parli, e ti preparo un tè, e mi addormento quando ti addormenti tu, come una madre con un neonato di cui non sa ancora bene come prendersi cura.

(Riproduzione riservata)

© Fazi editore

* * *

La scheda del libro: “Nel profondo” di Daisy Johnson (Fazi editore – Traduzione di Stefano Tummolini)

Nel profondo - Daisy Johnson - copertinaGretel lavora come lessicografa: aggiorna le voci del dizionario, ragionando quotidianamente sul linguaggio, attività che ben si addice alla sua natura riflessiva e solitaria. Ha imparato che non sempre esistono vocaboli precisi per indicare ogni cosa, almeno non nel linguaggio di tutti; ma quando era piccola, e viveva su una chiatta lungo il fiume, lei e sua madre parlavano una lingua soltanto loro, fatta di parole ed espressioni inventate, e allora anche i concetti più astratti trovavano il proprio termine di riferimento, come il Bonak, definizione di tutto quello che più ci fa paura. Adesso sono passati sedici anni, esattamente la metà della vita di Gretel, da quando sua madre l’ha abbandonata, e le parole di quel codice stanno lentamente scolorendo, perdendosi nei fondali della memoria. Ma una telefonata inattesa arriverà a riportarle a galla, insieme ai ricordi di quegli anni selvaggi passati sul canale, dello strano ragazzo che trascorse un mese con loro durante quel fatidico ultimo anno, di quella figura materna adorata e terribile con la quale è arrivato il momento di fare i conti.
I personaggi, i luoghi, la memoria, il linguaggio: ogni cosa è fluida e mutevole, come le acque torbide del canale che fanno da ambientazione a questa storia magnetica. Attraverso una scrittura dalla precisione quasi inquietante, che le è valsa una candidatura al Man Booker Prize a soli ventisette anni, Daisy Johnson si serve di riferimenti culturali che vanno dal mito classico al folklore nord-europeo e costruisce un racconto di rara suggestione, in cui risalire le correnti del passato è l’unico modo per costruire la geografia del presente. Nel profondo è un romanzo già in grado di emanare la propria mitologia.

* * *

Daisy Johnson è nata nel 1990, ha pubblicato la raccolta di racconti Fen nel 2016, grazie alla quale ha vinto l’Harper’s Bazaar Short Story Prize, l’A.M. Heath Prize e l’Edge Hill Short Story Prize. Attualmente vive a Oxford. Con Nel profondo, il suo esordio, all’età di ventisette anni è stata la più giovane scrittrice in assoluto a entrare nella shortlist del Man Booker Prize.

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

Iscriviti alla nostra mailing list cliccando qui: scrivi il tuo indirizzo email e poi clicca sul tasto “subscrive”. Riceverai informazioni a cadenza mensile sulle attività di Letteratitudine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: