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PREMIO CAVALLINI 2019: i vincitori

ottobre 27, 2019

I vincitori del Premio Cavallini 2019: Pupi Avati, Franco Cordelli, Erminia Dell’Oro, Laura Pariani

Il 25 ottobre alle 17.30 nella saletta degli incontri del convento di San Francesco a Pordenone si è svolta l’edizione 2019 del Premio Cavallini.

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Elisabetta Sgarbi e Vittorio Sgarbi hanno conferito: a Pupi Avati il premio alla carriera, a Franco Cordelli il premio per la saggistica, a Erminia Dell’Oro quello Speciale e a Laura Pariani il premio per la narrativa.

Il Premio Bruno Cavallini è stato istituito da Vittorio Sgarbi nel 1996 a Barcis in occasione di un altro importante evento letterario, il “Premio di poesia Giuseppe Malattia della Vallata”, e consegnato nel 1997 per la prima volta a Gaio Fratini.

L’iniziativa è organizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Pordenone e di Barcis e della Pro Barcis. Il premio, seppur nato a Barcis, da qualche anno è stato trasferito a Pordenone, al convento di San Francesco.

 

Le motivazioni

Premio alla carriera a Pupi Avati, per i ritratti dell’Italia e dell’umanità tutta che ha saputo darci con i suoi film, restituendoci sensazioni che nessuna nostalgia saprebbe dire, personaggi che nessun ricordo personale saprebbe ritrovare, emozioni che solo la poesia ha saputo dire.

Premio per la saggistica a Franco Cordelli, per aver sperimentato e “forzato” i confini dei generi, tra finzione e non, poesia e prosa, memorialistica e saggistica, sempre ai limiti del romanzesco, con una voce che sa indagare anche quando inventa, e sa affabulare anche quando spiega.

Premio speciale a Erminia Dell’Oro, che con la sua scrittura ha saputo raccontare la quotidianità italiana in Eritrea, restituendoci non solo un pezzo della nostra storia, non sempre nobile, ma anche tutta la bellezza di una terra la cui percezione e il cui destino sentiamo oggi troppo lontani da noi.

Premio per la narrativa a Laura Pariani, per la sua capacità di creare, con varie forme di scrittura narrativa (dalla letteratura al fumetto) e impasti linguistici sempre nuovi, storie di impegno civile che vanno oltre l’etichetta del femminismo, della militanza, del romanzo storico, e che sempre hanno la forza della contemporaneità.

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Di seguito le note biografiche dei premiati

Pupi Avati PUPI AVATI

Pupi Avati, nasce il 3 novembre 1938 a Bologna. Il suo grande amore giovanile è la musica. Durante il periodo universitario (frequenta Scienze Politiche), entra come clarinettista nella Rheno Jazz Band, con la quale suonerà in tutta Europa fino alla vittoria del Festival Europeo di Antibes. Contemporaneamente inizia ad occuparsi di spettacolo. Nel 1968 riesce a trovare un finanziamento e realizza il suo primolungometraggio Balsamus; da allora ha realizzato 50 films, alcuni programmi televisivi e una serie di spots commerciali. Ha collaborato come sceneggiatore a diverse opere cinematografiche, fra le quali Salò di Pierpaolo Pasolini. Con il fratello Antonio, titolare della Duea Film, ha permesso il debutto di molti giovani autori italiani. Membro di numerose giurie di Festival cinematografici, presidente della Fondazione Fellini ha ricevuto molteplici riconoscimenti per la regia, per la carriera, per la scrittura e per gli studi medievali. È il primo personaggio di spicco del mondo del cinema italiano che riceve dall’accademia britannica dell’arte cinematografica Bafta l’IFF UK and Ireland Award. È dottore Honoris Causa all’Università Ruggero II della Florida USA e Commendatore della Repubblica Italiana. Nel 2018 ha ricevuto il Nastro D’Argento Speciale per i suoi 50 anni di Cinema. Il suo ultimo romanzo è Il Signor Diavolo (2018).

Franco CordelliFRANCO CORDELLI

Nasce nel 1943 a Roma, città dove vive. Critico teatrale e attento osservatore del campo della poesia (nell’antologia Il pubblico della poesia, curata con Alfonso Berardinelli, 1975, nei resoconti di letture pubbliche e festival Il poeta postumo, 1978, e Proprietà perduta, 1983). Come saggista ha pubblicato Partenze eroiche (1981), La democrazia magica (1997), La religione del romanzo e Lontano dal romanzo (2002), L’ombra di Piovene (2011), e Un mondo antico e Il mondo scintillante (2019). La sua curiosità per ogni aspetto dell’universo letterario si è riassunta in una prepotente vocazione romanzesca (Procida, 1973; Le forze in campo, 1979; I puri spiriti, 1983; Pinkerton, 1986; Guerrelontane, 1990; Un inchino a terra, 1999; Il duca di Mantova, 2004; La marea umana, 2010; Una sostanza sottile, 2016(Premio Viareggio), nutrita di cultura raffinata e orientata verso il recupero della realtà e di una narrazione di tipomodernista.

Erminia Dell'OroERMINIA DELL’ORO

Erminia Dell’Oro è nata nel 1938 ad Asmara, quando l’Eritrea era ancora un possedimento italiano. Nipote di uno dei primi coloni che sbarcarono sulle coste eritree nel 1886, a vent’anni decide di trasferirsi a Milano, dove corona il sogno di lavorare come giornalista. È sempre tornata ad Asmara dove viveva la sua famiglia di origine. Ha seguito da vicino le sorti del popolo eritreo durante la lunga guerra di liberazione e sull’Eritrea ha scritto articoli e reportage. Ha pubblicato molti libri sia per adulti che per ragazzi e bambini con editori prestigiosi. Il debutto nel mondo dell’editoria avviene nel 1988 con Asmara addio, che ha vinto il Premio opera prima della Città di Roma e che sarà a breve ristampato dalla casa editrice Baldini+Castoldi. Tra i suoi romanzi, molti dei quali ambientati in Eritrea, ricordiamo L’Abbandono. Una storia eritrea (1991), Vedere ogni notte le stelle (2010), Il mare davanti. Storia di Tsegehans Weldeseslassie (2017) e Il flauto di Dio (2018). Si occupa anche di promozione della lettura e partecipa a incontri in varie regioni d’Italia nelle scuole, nelle biblioteche e nelle carceri.

Laura parianiLAURA PARIANI

Laura Pariani nata a Busto Arsizio nel 1951, cresciuta a Magnago, si è laureata in filosofia della storia alla Università Statale di Milano. Negli anni settanta disegna e scrive storie a fumetti. Esordisce come scrittrice nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d’oro (pubblicata poi da Sellerio) con cui vince il Premio Grinzane Cavour e il Premio Piero Chiara. Oltre che scrittrice è anche sceneggiatrice cinematografica. Le sue opere sono state tradotte in varie lingue. Tra i suoi ultimi romanzi: Questo viaggio chiamavamo amore (2015), Che Guevara aveva un gallo (insieme a Nicola Fantini, 2016), “Domani è un altro giorno” disse Rossella O’Hara (2017), Di ferro e d’acciaio (2018), Il Gioco di Santa Oca, pubblicato da La Nave di Teseo (2019) e finalista al Premio Campiello 2019. Per la sua opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premio Grinzane Cavour, Premio Selezione Campiello, Premio Piero Chiara, Premio Elsa Morante, Premio Mondello. Ha all’attivo una ventina di opere teatrali rappresentate in Italia e all’estero. Ha partecipato alla sceneggiatura del film di Gianni Amelio Così ridevano (Leone d’oro 1998).

 

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