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SEBASTIANO ADDAMO. IL PENSIERO, IL SILENZIO, LA PAROLA di Maria Valeria Sanfilippo

novembre 12, 2019

“Sebastiano Addamo. Il pensiero, il silenzio, la parola” di Maria Valeria Sanfilippo (Aracne). Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione di Sarah Zappulla Muscarà

Il libro sarà presentato sabato 23 novembre, alle 17.30, alla Pinacoteca N. Sciavarrello (già chiesa S. Michele Minore, piazza Manganelli). Sarà presente l’autrice. Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca. Coordina Sarah Zappulla Muscarà. Letture a cura di Salvo Valentino e Pietro Cucuzza della Compagnia dei Giovani.

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Stralcio dalla prefazione di Sarah Zappulla Muscarà

Sorretto da salda cultura filosofica e letteraria, lucida, cartesiana razionalità, Sebastiano Addamo, d’impervia e contratta malinconia, ripercorre, con occhi invasi di smagato, irredimibile risentimento, il viaggio della conoscenza del reale e del simbolico.
Si dipana nei meandri della geografia dell’«oscuro» l’itinerario gnoseologico tracciato dall’autore secondo cui l’uomo è «origine e nulla» e la contemporaneità «il luogo per ogni anacronismo». In un’epoca lacerata dal nicciano grido «Dio è morto», compito dello scrittore non è «tranquillizzare» bensì «inquietare», scuotere dal torpore di metafisiche certezze, ma soprattutto, «contaminandosi con la laidezza quotidiana, fraternamente coinvolta nella rissa giornaliera degli uomini», rivelare «l’oscurità che è nell’uomo, nei suoi gesti, nel suo tessuto emozionale» e restituire infine «la vigile inquietitudine per una realtà altra».
Moderno aruspice dello scacco storico del nostro tempo, l’autore, innestandosi in un’illustre tradizione siciliana di realismo, se ne discosta in virtù di un’aggressiva dilatazione espressionista che forza il dato reale caricandolo di significati che sfiorano il simbolo.
È la Sicilia a nutrire l’immaginario di Sebastiano Addamo. La sua Catania non è tuttavia quella «città sdraiata a terra, peggio: coricata a terra!», la cui aria «molle e pastosa» dà l’impressione di «camminare in mezzo al miele» di Vitaliano Brancati, né quella aperta sul mare, «luccicante sotto il sole a picco», su cui volano «gabbiani roteanti», «calma e accogliente» di Ercole Patti. Ma non appare, d’altra parte, la luce della Sicilia ai suoi scrittori soltanto in apparenza dispiegata solarità, costantemente insidiata com’è dalla tenebra? Essa stessa lutto? La luce e il lutto intitola Gesualdo Bufalino una raccolta di articoli che ci restituiscono le due facce contrastanti, ossimoriche dell’isola.
La multiforme attività letteraria di Sebastiano Addamo, che spazia dal giornalismo alla saggistica, dalla narrativa alla poesia, è ora percorsa da Maria Valeria Sanfilippo (autrice, fra l’altro, dei volumi La fortuna scenica di Luigi Capuana, Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene e la curatela Il giardino di Armida) con rigore e perizia, alla luce di un accurato lavoro di ricerca degno di lode.

(Riproduzione riservata)

© (Aracne edizioni)

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Sabato 23 novembre, alle 17.30, alla Pinacoteca N. Sciavarrello (già chiesa S. Michele Minore, piazza Manganelli), promossa dalla Biblioteca della Città Metropolitana di Catania in collaborazione con l’Università etnea e l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, avrà luogo la presentazione del volume “Sebastiano Addamo. Il pensiero, il silenzio, la parola” (ed. Aracne) di Maria Valeria Sanfilippo. Saluti introduttivi del Sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese. Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca. Coordina Sarah Zappulla Muscarà. Letture a cura di Salvo Valentino e Pietro Cucuzza della Compagnia dei Giovani.
Edito per i tipi di Aracne, con una sapiente prefazione a firma Sarah Zappulla Muscarà e in copertina un poetico ritratto di Sebastiano Addamo, il volume s’impone come una monografia su di un autore di nicchia, «scrittore per pochi», per ammissione dello stesso Addamo «scrittore di grande insuccesso». Eppure questo autore, che ha spaziato dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica al giornalismo, ha pubblicato con prestigiose case editrici e collaborato con riviste internazionali.
Tradotto in Francia, Bulgaria e nella Germania dell’Est, è definito da Pasolini «il nuovo Goncarov», da Sciascia «il fratello diverso» per la singolarità della sua scrittura e ritenuto da Calvino «il più fedele dei suoi critici». La sua produzione, vasta ed eterogenea, affronta temi scottanti di grande attualità: l’incomunicabilità, la diversità, la solitudine, la vecchiaia, la malattia, la denuncia del conformismo, per citarne soltanto alcuni. Scabra, incisiva, graffiante la scrittura.
Dopo La fortuna scenica di Luigi Capuana (ed. Sciascia), Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene (ed. Aracne) e Il giardino di Armida (ed. Thule), Maria Valeria Sanfilippo (nella foto accanto) torna quindi in libreria con Sebastiano Addamo. Il pensiero, il silenzio, la parola (ed. Aracne), che traccia l’itinerario esistenziale e artistico di Addamo, contribuendo ad arricchire la bibliografia critica, alla luce altresì di documenti che illuminano i rapporti intercorsi tra l’autore e intellettuali di spicco tra i quali Vittorini, Calvino, Pasolini, Siciliano, Crovi, Gallo, Sereni, Pagnanelli, Porta ed editori come Einaudi, Mondadori, Garzanti, Scheiwiller, Sciascia, Sellerio.

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La scheda del libro (dalla quarta di copertina)

Sebastiano Addamo, autore di nicchia, «scrittore per pochi», per sua stessa ammissione «scrittore di grande insuccesso». Eppure questo autore, che ha spaziato dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica al giornalismo, ha pubblicato con prestigiose case editrici e collaborato con riviste internazionali.
Tradotto in Francia, Bulgaria e nella Germania dell’Est, è definito da Pasolini «il nuovo Goncarov», da Sciascia «il fratello diverso» per la singolarità della sua scrittura e ritenuto da Calvino «il più fedele dei suoi critici». La sua produzione, vasta ed eterogenea, affronta temi scottanti di grande attualità: l’incomunicabilità, la diversità, la solitudine, la vecchiaia, la malattia, la denuncia del conformismo, per citarne soltanto alcuni. Scabra, incisiva, graffiante la scrittura.
Il volume traccia l’itinerario esistenziale e artistico di Addamo, contribuendo ad arricchire la bibliografia critica, alla luce altresì di documenti che illuminano i rapporti intercorsi tra l’autore e intellettuali di spicco tra i quali Vittorini, Calvino, Pasolini, Siciliano, Crovi, Gallo, Sereni, Pagnanelli, Porta ed editori come Einaudi, Mondadori, Garzanti, Scheiwiller, Sciascia, Sellerio.

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