Home > Uncategorized > SECONDO JOSH di Lorenzo Fusoni

SECONDO JOSH di Lorenzo Fusoni

novembre 23, 2019

Pubblichiamo un estratto del romanzo “Secondo Josh” di Lorenzo Fusoni (Golem edizioni)

 * * *

«Perché non provi a leggere, papà?»
«…»
«…»
«Tutto qui? Io vengo qui, con il cuore in mano, e la sola cosa che mi
sai dire è che devo provare a leggere?»
«Non è poco in realtà, te lo assicuro.»
«Ma poi tu che ne sai? Credi che io non legga?!»
«Ho qualche dubbio.»
«Ma porca… Josh, io sono un uomo laureato. Sono stato al college. E poi non esistono soltanto i libri stampati. Io leggo quotidianamente, come qualunque persona con normali interessi e vita socia…»
«No. Tu acquisisci superficiali informazioni dai giornali, dal telefonino o dal pc, mantenendo sempre un livello di concentrazione inferiore al minuto… E poi chiedi a chi ti sta intorno un immediato conforto o
parere su ciò che hai appena letto e, a quel punto…»
«Ma lo faccio per… Fammi capire che cosa c’è di male a cercare di stimolare una conversa… e poi quando condivido su Facebook certi articoli, ci sono molte persone che mettono un mi pia… Vabbè, il punto è
un altro, Josh! Io leggo, te lo posso assicurare e io mi… Ma ti pare che debba giustificarmi con te? Ma porca…»
«Non ti arrabbiare, papà. Credo solo che tu abbia frainteso il piano sostanziale del mio discorso. E ciò dipende anche dal fatto che tu non hai idea di cosa sia l’assimilazione e la rielaborazione autonoma di un
contenuto.»
«…»
«È un’attività molto intima… spesso creativa. In un certo senso è la discriminante che ci permette di distinguere chi pensa davvero dai semplici ripetitori…»
«E naturalmente io, secondo te, rientro nella seconda categoria, dico bene?»
«Leggere è un’attività complessa, papà, che cambia il modo di percepire il mondo attorno a te, ma richiede anche tanta dedizione, tanta immaginazione e tanto sforzo critico. Non bisogna leggere passivamente. Né leggere per delegare alla scrittura l’onere di pensare al posto nostro…»
«Fermati, stai andando fuori strada! Cosa c’entra questo con quello che stavamo dicendo?»
«Parlavamo di cosa significa davvero leggere.»
«Ok. E cosa avrebbe il mio modo di leggere che non va?»
«Prova a riflettere su un concetto: libertà di scelta… Leggere significa per prima cosa essere liberi di scegliere ciò che leggi… Tu credi erroneamente di leggere, ma in realtà non scegli mai. Subisci, più o meno
distrattamente, ciò che ti viene propinato.»
«…»
«…»
«Josh, il mio problema è che ti voglio bene, tanto bene, sul serio… e forse è positivo che io non riesca a concentrarmi per più di minuto, perché quando parlo con te per un tempo maggiore, provo un irrefrenabile
desiderio di non avere più un figlio… e non è che non penso alle conseguenze: accetterei tranquillamente di finire i miei giorni in carcere… E lì dentro immagina quanto tempo avrei per leggere! Allora? Come interpreti invece questo mio modo di percepire il mondo attorno a me
«Non saprei, papà.»
«D’accordo… Fermiamoci un attimo… Ci sei?»
«Ci sono, che? Che intendi?»
«Ma porca… È un modo di dire, Josh!»
«… Ci sono, papà.»
«Ok… Io lo so che tu sei un bravo bambino, pieno di fantasia e via dicendo. So anche che non lo fai a posta a comportarti male o in modo strano, e che tutta la tua ostilità deriva da un dolore. So che hai sofferto tanto quando io e tua madre ci siamo separati, e che… e che è difficile rimbalzare come una pallina impazzita da una casa all’altra… Ma io sono qui per aiutarti. Va bene? Adesso proverò a fare un passo indietro e ad assecondare il tuo punto di vista… Dimmi, caro Josh, che cosa stai leggendo ora?»
«Ada o Ardore di Vladimir Nabokov.»
«Nabokov? Aspetta un secondo, non è quello di Lolita
«Sì.»
«Ah! Be’ allora non credo proprio che sia una lettura adatta a un bambino… Non ti vieterò di finire quel libro, ma promettimi che ti terrai alla larga da Lolita. Devi sapere che quel romanzo proprio non…»
«Ho già letto Lolita più di una volta, papà…»
«Che cosa? Ma porca… Lo hai letto?! Se lo scopre tua madre, mi ammazza… Ma quello è un libro da p…»
«Non dire quello che stai per dire, papà…»
«…»
«E che vorresti dire…»
«Ma che…»
«Papà, tu non hai mai letto quel romanzo, non hai idea di cosa parli veramente… Ti stai uniformando al giudizio superficiale di altre persone che probabilmente, come te, non lo hanno mai letto.»
«Ok, non l’ho letto! Ma non c’entra nulla. Non ho bisogno di leggere il Mein Kampf per sapere che è un libro pieno di assurdità e tesi aberranti. Quello che devi capire, Josh, è che non è possibile provare tutte le cose
che si devono evitare… Altrimenti l’uomo delle caverne non si sarebbe mai evoluto, avrebbe dovuto ricominciare sempre daccapo…»
«Evitare un libro perché lo ha detto qualcuno non è esattamente come evitare un’erba velenosa o un serpente letale.»
«E dove starebbe la differenza?»
«Mai sentito parlare di verità oggettive e soggettive? Ok, lasciamo perdere… Quello che voglio dire è che quando si legge, bisogna cogliere e accarezzare i particolari, solo dopo si può scadere in quella rassicurante
generalizzazione che ti piace tanto… Se si parte invece da una generalizzazione preconfezionata, si comincia dalla parte sbagliata e ci si allontana dal libro prima di avere la possibilità di capirlo sul serio. Tu saresti il classico tipo che inizierebbe a leggere, per esempio, Madame Bovary, con l’idea preconcetta che sia una denuncia della borghesia… E non c’è nulla di più ingiusto nei confronti dell’autore…»
«Madame chi?»
«Tu ti fermi all’apparenza consolidata, all’opinione più comune e generale, e ti accontenti di quella, perché non vuoi sforzare la tua sensibilità, la tua intelligenza… Hai paura di non essere all’altezza, e allora ti aggrappi al senso comune. Non sto parlando soltanto dei libri, fai così in ogni istante della tua vita.»
«Josh, non costringermi a dirti cose che non vorrei… Io non mi aggrappo! Il tuo papà è un uomo autonomo e libero… Chiedilo a chi vuoi! Sono una persona schietta, indipendente… e spontanea… E tutte le tue chiacchiere, invece, sembrano delle forzature… Ma come vedi, io sono abbastanza forte da accettare… sì, accettare le tue provocazioni, perché so che non stai attaccando me in quanto persona, ma la mia figura di padre. È normale… Lo fanno tutti i bambini… chi più chi meno. E tu di più… Certo, io non avrei mai voluto che tu… Cioè, che diamine, Josh, io ti avevo solo chiesto di aiutarmi… Perché cavolo devi rendere sempre tutto così complicato? Che ti ho fatto di male, io?»
«Papà, non gridare.»
«Io grido quanto mi pare e piace, Josh! Vogliamo tornare al punto?»
«Io sono qui. Perché non provi ad ascoltarmi? Mi hai chiesto di aiutarti a migliorare, e io posso svelarti la più bella scoperta che ho fatto di recente proprio su questo tema: non c’è niente che ti possa far sentire più vivo dell’istante in cui riesci a ribaltare l’apparenza delle cose.»
«Eh?»
«Non importa, papà…»
«No, no, ho capito… l’istante delle cose. Sì, d’accordo Josh, ci proverò… Per dimostrarti che ci tengo a te e che sto a sentirti, ci proverò. Anzi, lo farò adesso! Portami Lolita! Quanto è vero iddio lo leggerò tutto ora… E ricordati che lo sto facendo per te… Su, portami quel maledetto libro! Quante pagine sono?»
«Mi aspettavo proprio questa domanda, papà. Senti, forse Nabokov è un po’ troppo per… per iniziare, diciamo… Ti porto un Harry Potter.»
«Chi è, il maghetto? Va bene. Anzi, molto meglio…»

* * *

Secondo Josh - Lorenzo Fusoni - copertinaLa scheda del libro: “Secondo Josh” di Lorenzo Fusoni (Golem edizioni)

C’è una guerra in corso tra bene e male: due bambini dall’inquietante ingegno e senza limiti morali si scontrano in una lotta paradossale, psichedelica e ricca di accadimenti, incuranti di poter rovinare la vita a coloro che li circondano, ossia amichetti, genitori, criminali, poliziotti, personaggi stravaganti e irreparabilmente maniaci. Un thriller paradossale, che si dipana solo attraverso lo scorrere delle voci, in un flusso ininterrotto di dialoghi, e che vede da una parte il piccolo Josh, genio della speculazione e della manipolazione, e dall’altra Marius, giovanissimo eroe che combatte i soprusi e le ingiustizie del mondo. Intorno alla loro epica battaglia prende forma un susseguirsi incessante di situazioni assurde, pochadesche e politicamente scorrette. Un’esplosione di equivoci, svagatezze, citazioni pop, allucinazioni e smarrimenti che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina di questa farsa contemporanea, rappresentazione grottesca, ma vivida, della nostra società e dell’impossibilità di comunicazione tra diverse generazioni.

 * * *

imageLorenzo Fusoni nasce a La Spezia nel 1981. Si è laureato in giurisprudenza presso La Sapienza di Pisa. È autore e regista per il teatro, nonché consulente legale presso una banca d’affari.
La sua pièce teatrale I Resti dell’Amore ha debuttato al Teatro Nuovo di Milano nel giugno 2013 ricevendo vari riconoscimenti. È produttore, attore e regista del musical Rocky Horror Live e del musical originale Ghostbusters Live, spettacoli rappresentati con successo nei maggiori teatri italiani, e dei quali ha curato il riadattamento teatrale. Nel 2016 assieme ai musicisti Cesareo e Guido Block ha fondato una società di edizioni musicali e produzione teatrale.
Tra le opere letterarie L’Ombra del Lupo (Creativa, 2009), Piccole esistenze (Ianieri Edizioni, 2018) e il romanzo sperimentale Il libro di Josh. Pubblicato da Golem Edizioni nel 2017 narra la genesi del brillante bambino Josh, che con i suoi folli piani torna ora protagonista del sequel Secondo Josh. Nel 2018, nell’ambito della settima edizione del festival letterario Writers ha debuttato la sua pièce teatrale originale La Luna di Josh.

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: