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LA LOGICA DELLA LAMPARA di Cristina Cassar Scalia (intervista)

novembre 25, 2019

LA LOGICA DELLA LAMPARA di Cristina Cassar Scalia (Einaudi). Romanzo finalista al Premio Scerbanenco 2019 –  intervista all’autrice

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di Eliana Camaioni

Registro narrativo sapiente in questo romanzo della Cassar Scalia, che ci ripropone una nuova intricata indagine del vicequestore Vanina Guarrasi.
Avevamo imparato a conoscerla già da “Sabbie nere”, Vanina, col suo umano bagaglio di nevrosi ed il suo acume fuori da ogni schema. Attorno a lei una serie di personaggi non meno reali, resi a tutto tondo: ritroviamo il commissario in pensione Patanè, l’ispettore Marta Bonazzoli, il vice dirigente Cesare Manenti. E poi l’uso della lingua, un registro piegato al colloquiale, con quel colorito di sicilianità più potente di mille metafore.
Sullo sfondo l’amore per la Sicilia, per quella terra antica le cui ferite segnano strade e palazzi. E infine la vicenda, la scomparsa di una giovane donna, ma soprattutto il disvelarsi di verminai la cui realtà supera l’immaginazione.
Il finale a sorpresa che ribalta gli eventi e spiazza il lettore riconferma  – se mai ce ne fosse bisogno – la Cassar Scalia autrice di talento, una Elisabeth George italiana o, meglio ancora, siciliana.

– Che oscure vicende in seno agli Atenei siano stati, in tempi più o meno recenti, oggetto di cronaca e di indagini giudiziarie, è un dato tristemente assodato. E’ stato forse uno di quei casi a ispirare questa nuova avventura di Vanina? Qual è la genesi di questa storia?

In realtà l’idea di questa storia è nata molto più semplicemente da una lampara in mezzo al mare in una sera d’estate. Proprio tra Aci Castello e Aci Trezza. Poi c’è stata l’elaborazione. Per il lato “universitario” dell’indagine di Vanina ( che è frutto esclusivamente della mia fantasia) non mi sono rifatta a nessun caso specifico, ma a tutte quelle vicende che di tanto in tanto compaiono nelle pagine di cronaca e che non è difficile immaginare.

– Il mondo universitario, quale emerge, somiglia più a quello mafioso o a quello politico? O forse tutti i luoghi di potere si assomigliano?
Le dinamiche viziate del potere sono tristemente simili in tutti gli ambienti. Quello della politica e quello dell’università hanno molte caratteristiche in comune.

– Lo spazio sempre maggiore dei personaggi comprimari è una nota che contraddistingue il tuo modo di scrivere giallo, aggiungendogli caratteristiche proprie del romanzo tout court. È forse un’eco dei tuoi primi romanzi che fa capolino in questa strada nuova, è la ‘tua’ voce che si fa sentire, e di fatto innova il genere poliziesco?
Risultati immagini per cristina cassar scalia letteratitudinenewsCerco sempre di scrivere quello che mi piacerebbe leggere. Mi piace quando in un libro i comprimari sono tratteggiati bene, perciò cerco di fare lo stesso. Ma non sono d’accordo sul fatto che sia una caratteristica del romanzo tout court prestata al giallo. Vanina non potrebbe muoversi senza la sua squadra, né senza il suo eletto collaboratore ottantatreenne Patanè. Quindi mi sembra giusto che anche loro abbiano uno spazio.

– Che Vanina adori mangiare, ormai è cosa nota ai lettori. Ma rispetto a “Sabbia nera”, adesso le tue pagine si…farciscono, letteralmente, di ricette e sapori local: una sorta di viaggio gastronomico in terra sicula, un ennesimo guizzo di creatività nel genere caro a Camilleri?
Più che altro è voglia di sfogare su di lei tutti i desideri gastronomici cui vorrei cedere io! Lo faccio fare a lei, che tanto non si crea troppi problemi. E poi: si può descrivere bene la Sicilia tralasciando un argomento tanto importante come quello del cibo?

– La creatività foriera di innovazione è quindi, possiamo dirlo, un dato che caratterizza fortemente il Cassar Scalia style. E ci viene il sospetto che sia un tuo modo di essere, che come magma vulcanico dia calore – e colore- ai tuoi personaggi. È così?
Scrivo quello che mi piace, quello che mi intriga. Invento storie il più possibile aderenti alla realtà ma farcite di tutti gli elementi che la mia fantasia mi suggerisce in quel momento.
Sperando sempre che il risultato poi sia buono!

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La scheda del libro: “La logica della lampara” di Cristina Cassar Scalia (Einaudi)

La logica della lampara - Cristina Cassar Scalia - copertinaLa pesca con la lampara ha una sua logica precisa. Si accende la luce, non si fa rumore, si sta fermi il piú possibile e nel frattempo si armano le reti. Prima o poi anche i pesci meglio nascosti vengono a galla. A quel punto non possono scapparti piú. Vanina pensò che era l’immagine perfetta per descrivere quel caso.

Sono le quattro e trenta del mattino. Dalla loro barca il dottor Manfredi Monterreale e Sante Tammaro, giornalista di un quotidiano online, intravedono sulla costa un uomo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta fra gli scogli. Poche ore dopo il vicequestore Vanina Guarrasi riceve una chiamata anonima: una voce femminile riferisce di aver assistito all’uccisione di una ragazza avvenuta quella notte in un villino sul mare. Due fatti che si scoprono legati e dànno il via a un’indagine assai piú delicata del previsto. La scontrosa Vanina, la cui vita privata si complica di giorno in giorno, dovrà muoversi con cautela fra personaggi potenti del capoluogo etneo. Ma anche grazie all’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè, con il quale fa ormai «coppia fissa», sbroglierà un intrigo che, fino all’ultimo, riserva delle sorprese.

 

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Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Sabbia nera (Einaudi 2018 e 2019), il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, ha conquistato lettori e critici. I diritti sono stati venduti all’estero e opzionati per il cinema e la tv. Sempre per Einaudi ha pubblicato La logica della lampara (2019).

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