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GUIDA CURIOSA AI LUOGHI INSOLITI DI ROMA di Piero Santonastaso e Alessandra Spinelli: incontro con gli autori

dicembre 11, 2019

GUIDA CURIOSA AI LUOGHI INSOLITI DI ROMA di Piero Santonastaso e Alessandra Spinelli (Newton Compton). Abbiamo incontrato i due autori chiedendo loro di raccontarci qualcosa su questa particolarissima guida

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Autori in coppia e coppia di autori, Piero Santonastaso e Alessandra Spinelli, 120 anni in due, una vita nel giornalismo e in particolare al Messaggero dove le carriere spesso si sono intrecciate tra sport, cronache e cultura, a parte incarichi personali tra web e politica. Lui preciso e profondo con un vivido interesse per le lingue a cominciare da quella italiana, lei più curiosa ed effervescente con una vera mania per l’arte e i viaggi. Li unisce l’amore per la storia e le storie, li divide la passione per il freddo e la montagna, lui, il caldo e il mare, lei.
E’ questo il loro secondo libro per la Newton Compton. Il primo “C’era una volta Roma”, uscito nel 2017, era una sorta di viaggio sfrenato, quasi rimbalzi di base jumping, nella storia della città, sfogliata strato per strato, soglia archeologica per piano futuristico, nell’infinita sovrapposizione degli eventi della Città eterna. Questo è tutto diverso, è una vera guida della città, ma non per guardare la solita Grande bellezza, Centro storico e Vaticano, ipercelebrata, piuttosto per svelare quei luoghi che nei quattro angoli della città, letteralmente i quattro punti cardinali, sono celati da eterni cantieri o da piccole porticine scrostate. Sono viste di sguincio, di sfuggita mentre uno è imbottigliato nel traffico, che accendono però una curiosità irrefrenabile. Cosa c’è lì dietro? Dietro ci sono storie straordinarie.
Un esempio per tutti.  Nel parcheggio di piazza Euclide, dieci anni fa, venne scoperta la fonte di Anna Perenna, antica divinità romana: lì dal IV secolo avanti Cristo fino al VI secolo si compivano riti sacri, riti propiziatori per l’eterno ritorno, della primavera o anche della giovinezza. Riti benefici ma non solo. Qui vennero ritrovati manufatti legati alla magia nera, bamboline vodoo in metallo, organizzate come matrioske, tre una dentro l’altra. All’interno dell’ultima c’era una defixio, ovvero una vera maledizione. La più intrigante è quella rivolta all’arbitro Sura, tremila anni prima della costruzione dello stadio Olimpico e delle imprese di Roma e Lazio. Povero arbitro Sura, chissà cosa avrà combinato per avere una maledizione così odiosa: “Strappate l’occhio destro e sinistro dell’arbitro Sura, che è nato da una vulva maledetta”. Questa, insieme alle suppellettili e alle altre 23 defixiones, sono conservate al museo delle Terme di Diocleziano. Quello che si vede in via Guidobaldo del Monte, verso piazza Euclide, proprio ai piedi dei Parioli, da fuori è una porticina sbarrata, piuttosto squallida, dentro vi sono i resti di una Roma sconosciuta e meravigliosa.
“Il Comune di Roma si estende su un’area di 1285,31 chilometri quadrati ma è come se ben 1265 di questi non esistessero – sottolinea Piero Santonastaso – l’attenzione generale, dagli studiosi ai semplici visitatori è concentrata sul Centro. E persino chi abita chi abita vicino non ne sa nulla. E invece Roma è Roma, anche lì in un mix di storia antica e contemporanea che lascia francamente sempre un po’ storditi. Penso per esempio a Crustumerium, l’antica città latina risalente al IX secolo avanti Cristo, ora nel parco della Marcigliana, lungo la via Salaria, asserragliata dalla metropoli che avanza. Eppure Crustumeriumera una città importantissima, crocevia per Latini, Etruschi, Falisci capenati e Sabini. Crebbe in parallelo con l’Urbe dalla quale fu invasa fu poi invasa e conquistata nel 499 avanti Cristo. Oggetto di vere campagne di scavo dei tombaroli – le sue caratteristiche statuette votive si trovano nei più importanti musei del mondo ma anche in vendita sul web- ma fortunatamente anche di campagne regolari. Una decina di anni fa quella guidata dagli olandesi ritrovò una tomba particolare, la numero 232, nota come la tomba della donna velata. Su uno scheletro femminile età apparente tra i 40 e i 50 anni venne rinvenuto una sorta di diadema metallico ricadente sul petto”.
Personaggio tutto da scoprire.  Come Polly, la star del museo della Polledrara di Cecanibbio, a Castel di Guido, tra Aurelia e Boccea. Qui vi è un sorprendente sito paleontologico con migliaia di resti di animali preistorici, a cominciare dagli elefanti a zanne dritte a cui appartiene lo scheletro di Polly, Pleistocene o giù di lì.  O come Dario Pater, l’ingegnere che epoca fascista costruì le casette prefabbricate ad Acilia, tracce del villaggio ce ne sono ancora, cartone pressato e un po’ di orto da coltivare per le famiglie sfrattate dal centro. Amato da Rachele Mussolini e odiato da Claretta, la storia della sua impresa finì ai giorni nostri quando nel 2009 venne liquidata la sua società milanese. O ancora “l’uomo senza sorriso” un teschio rinvenuto nel 2006 nella necropoli di Malnome, ai piedi di Malagrotta. Il cranio unito alla mascella nella rara malformazione chiamata signazia, il sorriso bloccato a denti stretti, due incisivi mancanti. Un particolare importante: sin da bambino è stato nutrito togliendogli quei due denti, un manifesto di pietas nell’epoca in cui i deformati venivano uccisi da piccoli.
“Abbiamo particolarmente amato Livia, la moglie dell’imperatore Augusto, e la loro villa, tra via Flaminia e via Tiberina,  ora ubicata davanti al cimitero di Prima Porta – racconta Alessandra Spinelli – sia per il personaggio così controverso, accusata di ogni nefandezza politica per mettere sul trono Tiberio ma anche acclamata matrona romana dedita alla famiglia e alle coltivazioni delle erbe, sia per l’eleganza della villa stessa che conserva in situ architetture e pitture mirabili e un’atmosfera di rara bellezza. Qui venne rinvenuto il più celebre dei dipinti naturali dell’epoca romana: un giardino pieno di piante e di uccelli, un trattato di botanica, in cui si sente l’aria che respiriamo. Era nel triclinium estivo ora è a Palazzo Massimo. Ecco la villa di Livia è l’esempio più chiaro di quanto non si conosca Roma. E di quanto sia difficile scoprire i tesori più nascosti e più veri, non un cartello adeguato, poche aperture su prenotazione, poche informazioni e niente bookshop”.
Roma ha un patrimonio immenso da scoprire seguendo benemeriti storici e archeologi. Un lavoro spesso non riconosciuto lungo i fili del nuovo tessuto urbano. Ecco, questa Guida vuol seguire quei fili anche ben oltre il Grande raccordo. Perché sotto casa magari c’è una catacomba come a Pozzo San Pantaleo oppure un fantasma da scovare come a Galeria antica.

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Guida curiosa ai luoghi insoliti di Roma. Per cogliere la vera anima della Città Eterna - Piero Santonastaso,Alessandra Spinelli - copertinaLa scheda del libro: “Guida curiosa ai luoghi insoliti di Roma. Per cogliere la vera anima della Città Eterna” di Piero Santonastaso e Alessandra Spinelli (Newton Compton)

Non solo Colosseo e San Pietro. Quasi sconfinata per estensione, Roma nasconde centinaia di gioielli semisconosciuti che restano fuori dalle “rotte” abituali tanto dei turisti quanto degli stessi abitanti. In questa guida insolita Alessandra Spinelli e Piero Santonastaso ne hanno raccolti alcune decine, ordinati geograficamente: il Centro storico e i quattro punti cardinali per esplorare i segreti dell’immenso territorio comunale. Dalla Polledrara di Cecanibbio al lago rosso di Decima Malafede, dalle rovine di Antemnae dentro Villa Ada a quelle di Crustumerium nella riserva della Marcigliana, dai casali medievali del IV Municipio al Castello della Porcareccia. Ognuno di questi luoghi è pronto a svelare un’anima segreta e poco conosciuta della Città Eterna, la cui storia straordinaria non smette mai di stupire.

Luoghi sconosciuti, nascosti e bizzarri della Città Eterna 

Pronti per essere svelati
La Polledrara di Cecanibbio, il cimitero degli elefanti
Santa Tecla, la catacomba di san Paolo
Il pozzo Pantaleo al portuense
Il Monte Cugno, Ficana e i draghi
Il lago rosso di Decima Malafede
Crustumerium e la Marcigliana
Villa Gordiani e le necropoli prenestine
Le tombe sulla Flaminia: il “gladiatore”, Fadilla e gli altri
Monte Antenne e le rovine di Antemnae
Il Monte Vaticano e la valle dell’inferno
La basilica sotterranea di Porta Maggiore

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