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LA “LEGGE” SUL LIBRO (tra opinioni favorevoli e contrarie)

febbraio 7, 2020

Il 5 febbraio il Senato ha approvato il disegno di legge per la promozione e il sostegno alla lettura. Il testo integrale del disegno di legge è scaricabile cliccando qui

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Il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini ha manifestato la propria soddisfazione evidenziando che si tratta di ”un importante passo avanti” e precisando che “non è l’ultima tappa, adesso tutti insieme dobbiamo lavorare a una legge per l’editoria che sostenga complessivamente il settore del libro, sul modello della legge del cinema”.

Il riferimento è al disegno di legge per la promozione e il sostegno della lettura approvato dal Senato.

Cosa prevede la normativa in questione?

Possiamo riassumere, in estrema sintesi, evidenziando i seguenti punti:

  • Il Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura. È stato previsto l’istituzione di un Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura con un Fondo di dotazione pari a 4.350.000 euro annui a decorrere dal 2020
  • Riduzione dello sconto massimo al 5%. Si tratta di uno dei “punti chiave” del disegno di legge (sui cui sono stati espressi pareri discordanti). Il disegno prevede la riduzione dello sconto massimo praticabile sulla vendita dei libri. Per le librerie, i rivenditori online, e la grande distribuzione (ipermercati, ecc.), lo sconto ordinario massimo passa dal 15% al 5%. Rimane valida la percentuale del 15% per i libri scolastici. I punti vendita possono organizzare promozioni, una volta l’anno, con il limite di sconto del 15% mentre oggi le promozioni sono rimesse solo agli editori. Per le promozioni, gli editori hanno la possibilità di uno sconto massimo del 20%, non più del 25%.
  • La Capitale italiana del Libro. DaL 2020 il Consiglio dei ministri assegnerà annualmente a una città italiana il titolo di ‘Capitale italiana del Libro’ sulla base dei progetti presentati.
  • La carta elettronica per i nuclei disagiati. È prevista l’attribuzione di una carta elettronica di importo nominale pari a 100 euro, per i nuclei familiari svantaggiati, utilizzabile a un anno dal suo rilascio, per l’acquisto di libri, anche digitali, muniti di codice Isbn.
  • Le librerie di qualità. Il disegno di legge, tra le varie cose, ha previsto anche l’istituzione di una sorta di albo delle “librerie di qualità” (volto a promuovere le librerie che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell’offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio).
  • Aumento del credito d’imposta. Viene incrementato di 3 milioni e 250mila euro il credito di imposta di cui possono usufruire gli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati, o nel settore di vendita al dettaglio di libri di seconda mano.
  • Patti locali per la lettura. Organizzazione di interventi finalizzati ad aumentare il numero di lettori abituali nelle aree di riferimento (con l’obiettivo di favorire progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura).
  • Sostegno alle biblioteche scolastiche. È stato previto un fondo di un milione di euro per formare il personale delle scuole delle reti di istituti impegnato nella gestione delle biblioteche scolastiche. Gli uffici scolastici regionali individueranno, attraverso appositi bandi, la scuola che opera quale polo responsabile del servizio bibliotecario scolastico di ogni ordine e grado nell’ambito di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale. L’obiettivo è per l’appunto sostenere e favorire lo sviluppo della biblioteche scolastiche al fine di incentivare la lettura.

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Le opinioni discordanti

A favore…

Cristina Giussani, presidente di Sil, il Sindacato italiano librai Confesercenti ha espresso grande soddisfazione: “Oggi è una giornata storica per la cultura italiana”, ha dichiarato. “Con l’approvazione definitiva del DDL Lettura, finalmente la nostra filiera italiana del libro viene dotata di un impianto normativo che ci allinea ai migliori standard europei”. Un risultato, ha aggiunto, che vale “per il settore, dalle librerie tutte agli editori indipendenti. Anche per i lettori, che d’ora in avanti potranno contare su un mercato più equilibrato e rispettoso del pluralismo. (…) Grandi Paesi come Francia e Germania da decenni si sono dotati di una legge per regolamentare il settore, soprattutto per quanto riguarda le promozioni e gli sconti. Era ora che anche in Italia fosse introdotta una norma per riequilibrare la concorrenza e frenare l’emorragia di librerie, presidi indispensabili per garantire l’accesso alla cultura sul territorio ma in grave difficoltà: in questi anni di attesa ne sono sparite circa 1.500. Dedichiamo a loro questa vittoria”. L’opinione di Cristina Giussani riflette quella delle tante piccole librerie indipendenti sparse nel territorio nazionale che spesse volte svolgono il ruolo di presidio culturale e di animazione culturale delle aree dove operano rischiando tuttavia la chiusura per via della crisi e della concorrenza dettata da “politiche di sconti” per loro insostenibili.

Contro…

Del tutto differente l’opinione dell’AIE (Associazione Italiana Editori). Riportiamo il testo del comunicato pubblicato sul loro sito: “Con questa legge a perdere saranno i lettori”, ha commentato il Presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi. “Imponendo la riduzione degli sconti sui prezzi di vendita – ha sottolineato -, questa legge peserà sulle tasche delle famiglie e dei consumatori per 75 milioni di euro, mettendo a rischio 2mila posti di lavoro. Non è ciò che serve in un’Italia in coda alle classifiche europee per la lettura. Non è ciò che serve al mondo del libro, la prima industria culturale del paese, in un momento delicatissimo di consolidamento della crescita che ha finalmente segnato il recupero dei livelli pre-crisi. Non è ciò che serve all’Italia che vede ancora e sempre il lavoro in testa alle preoccupazioni dei propri cittadini”. “Per contrastare e compensare gli effetti di questa legge – ha proseguito – si impongono adesso, subito, misure di sostegno alla domanda, prime tra tutte il rafforzamento della 18App, la carta cultura per i diciottenni, e la detrazione fiscale per l‘acquisto dei libri. Al governo, al parlamento non chiediamo aiuti per noi ma per i lettori, i consumatori, le famiglie, i giovani. Richiediamo inoltre l’assoluta garanzia e certezza sui tempi dell’entrata in vigore delle nuove norme, essendo in gioco, con conseguenze pesanti, l’organizzazione dell’intero mercato del libro, che, come qualsiasi altro settore produttivo, richiede tempo per adeguarsi al mutare delle regole”.

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