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ADDIO AD ALBERTO ARBASINO

marzo 23, 2020

È morto lo scrittore Alberto Arbasino, uno dei protagonisti del Gruppo 63. Aveva 90 anni e si è spento serenamente dopo una lunga malattia

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Alberto Arbasino (Voghera, 22 gennaio 1930 – 23 marzo 2020) è stato uno scrittore, giornalista, poeta, critico teatrale e politico italiano.
Tra i protagonisti del Gruppo 63, la sua produzione letteraria ha spaziato dal romanzo (Fratelli d’Italia del 1963, riscritto nel 1976 e nel 1993) alla saggistica (ad esempio Un paese senza, 1980). Si considera uno scrittore espressionista, e considera Super Eliogabalo il suo libro più surrealista e anche quello più espressionista: «soprattutto per le descrizioni dei luoghi, che sono sempre onirici e deliranti».

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Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole24ore, Il Fatto Quotidiano

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Alberto Arbasino, figlio di Edoardo e Gina Manusardi, primo di tre fratelli: Mario e Massimo, mancato in giovane età. Studi al Regio Liceo-Ginnasio Grattoni di Voghera. Nel 1948 si iscrive alla facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Pavia e viene ammesso al Collegio Cairoli. Passa alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano nel 1951 attirato dalla carriera diplomatica. Nel 1955 si laurea in Giurisprudenza, relatore Roberto Ago, di cui diventerà assistente. Si fa conoscere al pubblico con alcuni scritti pubblicati su riviste importanti come L’illustrazione italiana, Officina e Paragone che nel 1955 gli pubblica uno dei suoi primi racconti, Destino d’estate. In esso si rintracciano alcuni temi ricorrenti nell’opera di Arbasino: la provincia italiana del periodo post-bellico chiusa nel suo mondo ristretto e la critica di una società pettegola e ristretta delle ville e dei salotti.

Nella primavera del 1956 passa un trimestre di studio in Francia a Sciences Po. Nel 1957 si trasferisce a Roma, sempre col professor Ago, alla Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza. Da scrittore esordiente, ha avuto come editor Italo Calvino nel 1957. I suoi primi racconti, inizialmente pubblicati su riviste, sono stati poi raccolti in Le piccole vacanze e L’Anonimo lombardo. Nell’estate 1959 passa alcune settimane a Harvard come borsista della Political Section. Nel 1960 esce a puntate su Il Mondo La bella di Lodi che l’anno successivo verrà adattato per il cinema insieme a Mario Missiroli. Nel maggio 1963 esce per Feltrinelli Fratelli d’Italia. Nel 1965 abbandona la carriera universitaria per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Nel 1967 inizia la collaborazione con Il Corriere della Sera, terminata poi con la direzione di Giovanni Spadolini.

Nell’ottobre 1969 esce Super-Eliogabalo che viene accolto dal pubblico e dalla critica in modo controverso. Nel gennaio 1976 inizia la collaborazione con il quotidiano La Repubblica. Nel corso del 1977 ha condotto su Rai 2 il programma Match. Nel 1980 riceve l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano dal sindaco Tognoli. A marzo 1985 pubblica per Garzanti Il meraviglioso, anzi. Nel 1993 viene ripubblicato e ampiamente riscritto Fratelli d’Italia, questa volta da Adelphi, iniziando così una prolifica collaborazione con la casa editrice milanese. Nel settembre 2001 Feltrinelli pubblica i versi di Rap!. Nel 2009 sono usciti due volumi antologici che riprendono l’opera con cronologia e storia editoriale ben ricostruite da Raffaele Manica ne «I Meridiani» di Mondadori. Nel 2004 gli è stato assegnato il Premio Chiara alla carriera. È solito rivedere e riscrivere le sue opere, pertanto quasi tutte sono state ripubblicate in edizioni aggiornate.

Nel 2012 è stato insignito del Premio Scanno per la Letteratura. Nel 2013 riceve il Premio Campiello alla carriera. Nel 2014 è insignito del Premio Il Vittoriale degli Italiani.

È stato deputato al Parlamento italiano come indipendente per il Partito Repubblicano Italiano fra il 1983 e il 1987.

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Romanziere sofisticato e sperimentale, con trame estremamente rarefatte, lunghe digressioni metaletterarie e letterarie in molte lingue, giornalista di costume, critico teatrale e musicale, intellettuale. Raffaele Manica, nell’introduzione al Meridiano a lui dedicato, ha scritto: “Nell’idea di romanzo di Arbasino le citazioni sostituiscono l’intreccio o l’avventura del romanzo tradizionale: sono altre avventure verso altri mondi noti o meno noti o ignoti”.

Grande estimatore di Gadda, ne ha analizzato la scrittura nei saggi Genius Loci, in I nipotini dell’ingegnere (1960), in Sessanta posizioni, in L’ingegnere e i poeti: Colloquio con C. E. Gadda e in L’ingegnere in blu, con il quale ha vinto l’anti-premio Pen Club nel 2008. Arbasino è inoltre il padre delle espressioni: “Casalinga di Voghera” e “Gita a Chiasso”.

Pregevole inoltre la sua produzione come autore di libri di viaggio.

Di lui è stato anche detto che è erede della tradizione illuministica lombarda, quella di Giuseppe Parini, per il valore civile dei suoi interventi pubblici. Gran parte della sua produzione giornalistica ha trovato spazio sulle colonne di Repubblica

(Fonte: Wikipedia e varie)

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