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LA TRASPARENZA DEL CAMALEONTE di Anita Pulvirenti (intervista)

marzo 23, 2020

“La trasparenza del camaleonte” di Anita Pulvirenti (DeA Planeta)

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di Alessandro Russo

Buongiorno.
Ha fatto centro Anita Pulvirenti con il suo primo romanzo La trasparenza del camaleonte, DeA Planeta Ed. (pp224, €15). Sposata e madre di due figli, laureata e con in tasca un master in Economia e Gestione del settore culturale, da diversi anni Anita Pulvirenti promuove cultura attraverso il blog letterario Chili di libri. Lontana dai finti buonismi, ruvida ma trascinante è la storia che ci racconta; rigorosa, scorrevole e mai piatta è la sua penna. La protagonista de La trasparenza del camaleonte è Carminia, una donna speciale che porta grandi occhiali da sole e non sopporta chiacchiere e convenevoli. Carminia ha la sindrome di Asperger ma non lo sa; è piena di ossessioni ed è molto bella ma qualcuno dice che è brutta al punto che chi la bacia diventa addirittura di pietra. Il pomeriggio in cui incontro Anita Puilvirenti, all’interno d’uno stimolante salotto letterario catanese, mi colpiscono il suo garbo e la sua luminosità.

«Siamo tutti Asperger? – si chiede lei serafica- Naturalmente no. Ma se leggendo il mio romanzo ti assalgono i dubbi può essere una buona idea approfondire. Se questo può farti stare meglio. Quella di Carminia chiaramente è una storia romanzata, un personaggio volutamente esagerato per rendere più visibile i tratti neurodiversi. Difficilmente si potrà incontrare qualcuno che racchiude in sé tutte le caratteristiche di questa donna, ma ogni dettaglio è stato concepito per creare un mondo a misura di Carminia, volutamente amplificato come gli stimoli sensoriali che lei è costretta a subire nella quotidianità per far sì che chiunque, mettendosi nei suoi panni, comprenda e sia sensibilizzato. È già un bene che si parli il più possibile di questo argomento, perché nessuno avverta più il bisogno di mimetizzarsi.»

«Cosa significa secondo te guardare qualcuno negli occhi?»
«So che è un gesto semplice per molti quando si interagisce, ma io lo interpreto come un segnale di intimità difficile da mettere in pratica con chiunque. Anche per Carminia rappresenta uno sforzo enorme, forse perché sente di mettersi a nudo attraverso lo sguardo come se l’altro potesse, leggendole l’anima, far crollare l’impalcatura di finzione che in tanti anni è riuscita a costruirsi. Poi in realtà è forse proprio quello che desidera: essere compresa e interpretata.»

«Quanto tempo hai impiegato per la stesura del romanzo?»
«La stesura del romanzo ha richiesto poche settimane, il lavoro di documentazione fatto a monte invece è stato molto impegnativo. Potrei dire che mi ha impegnato alcuni mesi, senza contare l’editing con la casa editrice fino a pochi giorni prima di mandarlo in stampa. Ogni fase è stata importante, fondamentale per costruire il mondo di Carminia e collocarla al suo interno, farla muovere fra i luoghi e i personaggi e ancora sarebbe perfettibile

«Essere trasparenti: arte o disagio?»
«La trasparenza nasce come una strategia per la sopravvivenza sociale ma finisce per imprigionare il camaleonte, che non è più libero di mostrare il suo vero colore.
Soprattutto per le donne, diagnosticate e non, è una tattica che si rivela pericolosa perché demolisce la personalità e l’autostima, bisogna stare attenti, accettarsi, anche quando si vorrebbe essere diversi. E chiedere aiuto, sempre.»

«La lettura e la scrittura hanno un ruolo salvifico nel tuo libro. Ce ne vuoi parlare?»
«Carminia si rifugia in un libro in particolare, perché vuole credere che sua madre l’abbia amata come la donna nel romanzo che ama leggere. I libri confortano, talvolta salvano, anche scriverli perché aiuta a tirar fuori cose che non avremmo altrimenti il coraggio di dire. È terapeutico, la letteratura ci insegna. Tanti i protagonisti problematici, nessuno però si sognerebbe di valutarli per la loro patologia, hanno un ruolo puramente letterario ma il lettore è al contempo libero di interpretarlo secondo la sua visione del mondo. Anche per questo i libri che abbiamo amato da ragazzi ci sembrano incomprensibili da adulti e viceversa.»

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La trasparenza del camaleonte - Anita Pulvirenti - copertinaLa scheda del libro: “La trasparenza del camaleonte” di Anita Pulvirenti (DeA Planeta)

Nasconderti tra la folla non può impedirti di scoprire chi sei.

«Circolano molte leggende sul camaleonte. La più famosa di tutte è che cambi colore per mimetizzarsi. Non è del tutto corretto: il camaleonte, infatti, cambia colore soprattutto per amore».

Carminia non riesce a guardare nessuno negli occhi. Vorrebbe che non le rivolgessero mai la parola, nemmeno per augurarle buongiorno. Il minimo ritardo la infastidisce, un quadro storto la infastidisce. Ha un menu fisso per ciascun giorno della settimana, un ordine preciso per vestirsi ogni mattina, un modo corretto con cui la carta igienica deve scorrere sul portarotolo, e diciotto copie del suo libro preferito in soggiorno, su uno scaffale. Rifugge qualsiasi rumore o semplice contatto umano. La verità è che le persone sono d’intralcio alla sua esistenza. Carminia ha la trasparenza del camaleonte, la stessa capacità di adattarsi alle situazioni in cui si trova e, in quelle, sparire. Eppure soffre per tutto ciò che non le riesce, la disturba, non le viene naturale: ha la sindrome di Asperger, ma ancora non lo sa. È solo quando finalmente le viene diagnosticata, e la madre sembra riemergere da un’infanzia ormai lontanissima, che il suo mondo di ordine e routine comincia a vacillare. Insieme a Rebecca, una bambina impertinente e linguacciuta, Carminia si troverà allora a dover fare i conti con se stessa, con il suo modo di abitare il mondo e con ciò che significa, alla fin fine, normalità.

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