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Pensieri e parole ai tempi del coronavirus # 17 (di Adelaide Scacco)

marzo 24, 2020

Dal mondo dei libri, pensieri e parole ai tempi del Covid-19

 * * *

Sulla natura dell’incalcolabile

di Maria Adelaide Scacco

Ma se dovessimo spiegare
In pochissime parole
Il complesso meccanismo
Che governa l’armonia del nostro amore
Basterebbe solamente dire
Senza starci troppo a ragionare
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
Che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa

Eccolo Gabbani. Mi preparo per la mia lezione di didattica a distanza, una forma di smart working pare trattasi. Contemporaneamente Gabbani, per caso, fa irruzione nello screen del mio computer col suo ultimo video. Esilarante! Gioioso, giocoso, amabile la sua espressione canzonatoria mentre parla d’amore. Fino a pochi giorni fa lo ascoltavo in macchina, passava spesso alla radio. D’altronde si era concluso da poco il festival di Sanremo, e adesso ci toccava sentirle tutte le neonate melodie italiane belle e meno belle.
Beh sì, quando lo avevo ascoltato, in ansia per qualche motivo lo ero, anche qualche buon motivo, la paura mi coglieva, la conoscevo, a volte anche assai giustificata dai fatti, dalle circostanze.
Ma pochi giorni fa era comunque altra storia. Tutto diverso rispetto alla paura di oggi, all’ansia di oggi. Qualche giorno fa intendo prima del decreto, intendo avanti covid, intendo prima di trattenermi dalla voglia di esprimermi in un abbraccio, intendo prima di sapere che un virus di nome corona per il bulbo frangiato di cui si foggia, ci stravolge le vite e miete vittime…e qui mi fermo. Perché sarebbe troppo doloroso descrivere quante, di quale età, con quale modalità, di che nazionalità, di che sesso, di che religione. Globale è la parola d’ordine.
L'immagine può contenere: una o più persone, cielo, cappello, spazio all'aperto, acqua, natura e primo pianoMa il fatto assume un aspetto interessante osservando il comportamento dell’umanità intenta ad esprimersi, a sentenziare, e a pontificare sugli avvenimenti. Dapprima diventiamo tutti guru della medicina. Hanno di che divertirsi i medici leggendo i post di cui sono intasati i social, se non fosse che ai medici, credo, mancherà il tempo per la lettura. Ma tornando ai guru ne abbiamo di vario tipo: gli essoterici che ci consigliano di bere bevande calde perché il virus non resiste a certe temperature, gli esoterici che sostengono che il virus si accanisce con chi assume antinfiammatori. Poi arrivano in picchiata i guru dell’igiene, come lavare le mani, dove riporre le scarpe, in sostanza, il diktat pare essere “consumate gel disinfettante e sarete quasi al sicuro”.
Non mancano i guru del buon umore, di aiuto senz’altro, come negarlo; i guru della speranza, dopo il bollettino della protezione civile, esorcizziamo con # andrà tutto bene. Ma ne siete sicuri? E anche se andrà tutto bene non è andato parecchio male fino ad ora? I guru della nostalgia: paesaggi italiani di inesprimibile bellezza, che scorrono con l’inno di Mameli come leit motiv. Irresistibile questo. Questo sì mi turba, mi fa venire il classico nodo alla gola, mi porta ad un desiderio irrefrenabile di percorrerla in lungo e in largo questa Italia, spesso misconosciuta.
Ma più di tutto lasciano l’impronta i guru del “si sapeva”, del “dovrebbe farsi così”, del “se si fosse fatto questo”, del “si deve agire con la tecnologia, in Cina lo hanno fatto”, “la natura si ribella a tanto inquinamento”. Ecco qui rimango attonita. Pensavo avessimo superato abbondantemente la certezza che tutto è calcolabile, è prevedibile, è verificabile, pensavo che Ilya Prigogine con la sua dottrina dell’indeterminismo ci avesse veramente convinti. Credo ci sia un momento in cui l’umanità deve arrendersi al non prevedile, non calcolabile, non riconducibile a precise cause, in fin dei conti quante volte persino la matematica fa i conti con l’incalcolabile.
Navigare a vista!

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L’introduzione di Massimo Maugeri è disponibile qui

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