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Pensieri e parole ai tempi del coronavirus # 18 (di Romana Petri)

marzo 26, 2020

Dal mondo dei libri, pensieri e parole ai tempi del Covid-19

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di Romana Petri

Alessandro Haber parla della depressione che gli provoca stare in casa, della paura di prendere il virus (come se fosse l’unico) i giornali ci dicono che la ripercussione economica sarà inimmaginabile, come un dopoguerra. Possibile? L’ultima guerra è durata 4 anni, possono mesi di virus (sempre sperando che così sia) ridurci come nel 1945? E poi, serve tutto questo allarmismo sull’economia quando ci sono ancora 600 morti al giorno, persone in cura intensiva etc.? Ormai siamo catastrofisti. Abbiamo visto e letto film e romanzi distopici da troppo tempo. I problemi economici saranno mondiali, in Italia mancherà per un bel po’ il turismo. Va bene, ma vogliamo pensarci a virus finito? No, ci devono tartassare subito e su tutti i fronti l’audience prima di tutto.
Stare chiusi in casa non fa bene a nessuno, non solo a Haber, però concentriamoci su una cosa alla volta. Risultato immagini per romana petri letteratitudineSe tutti si facessero i loro bilanci senza passarli agli altri. Se ognuno si tenesse le cosine sue per sé e non sciorinasse tutto, ma proprio tutto, come se ormai i social fossero lo specchio lustratissimo dei fatti nostri, forse ce la faremmo meglio. Manifestare preoccupazione per il momento difficile, per le morti che avvengono ogni giorno (con e non per coronavirus), è non solo normale, ma giusto. Il piagnisteo lasciamolo per le ore in cui non cuciniamo, non puliamo casa, non leggiamo e non vediamo film, perché se ognuno si tiene i suoi fa un favore a gli altri. Abbiamo da reggere un peso inaspettato, limitiamoci a quello. Faremo sacrifici economici. Va bene, ma non ripetetecelo in ogni istante. Dividiamo cartesianamente il problema. Un pezzo alla volta. Tutti in questa solitudine stiamo facendo bilanci. Mettiamoci nei panni dei giovani, quelli molto giovani che non vanno a scuola e all’università, a quella generazione fragile, non abituata ai fallimenti e che davvero rischia di cadere in una depressione dalla quale uscire fuori sarebbe pesante. Facciamolo per loro. Ansie e angosce personali le sigilliamo fino a che non passa il virus. Mi sembra sia già molto sto virus? Soprattutto il fatto che nessuno sappia spiegarci cosa sia. Viviamo già il rovello di sentire troppe versioni. Stiamo già annaspando su questo terreno scivolosissimo. Cerchiamo di tenerci in piedi.

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L’introduzione di Massimo Maugeri è disponibile qui

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