Home > Articoli e varie > RIAPERTURA DELLE LIBRERIE: tra confusione e difformità di vedute

RIAPERTURA DELLE LIBRERIE: tra confusione e difformità di vedute

aprile 14, 2020

Il DPCM del 10 aprile ha previsto la riapertura delle libreria a partire da oggi, 14 aprile. La situazione sull’intero territorio nazionale è, però, tutt’altro che omogenea

Come aveva anticipiato nella sua conferenza stampa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il nuovo Dpcm, a partire dal 14 aprile, ha previsto – tra le altre cose – l’apertura delle cartolerie e delle librerie.
Tuttavia si registra una sostanziale difformità dell’applicazione di questa “possibilità di apertura”. Su decisione dei Governatori di alcune Regioni, infatti, le librerie rimarranno chiuse in Lombardia, Piemonte, Campania, in parte dell’Emilia-Romagna (Piacenza, Rimini e Medicina, paese in provincia di Bologna) e in Sardegna. In Trentino sarà possibile aprire le cartolerie all’interno dei negozi alimentari). La Regione Veneto ha acconsentito alla apertura solo per due giorni alla settimana (con esclusione di festivi e prefestivi) con l’applicazione della distanza di sicurezza di almeno due metri (vietando comunque la riapertura all’interno dei centri commerciali). La Regione Lazio ha deciso di posticipare l’apertua al 20 aprile. In Toscana sarà necessaria la pulizia degli impianti di areazione e la “distanza sociale” dovrà essere di almeno 1,8 metri.

Sul fronte “librerie di catena” (Feltrinelli aprirà in maniera progressiva), a parte Libraccio, non si riaprirà subito.

In un video pubblicato oggi su Facebook il Presidente dell’Associazione Librai Italiani, Paolo Ambrosini, ha dichiarato quanto segue: “Le librerie italiane ripartono grazie al decreto del governo. Non sarà così in tutto il territorio nazionale perché in alcune regioni i governatori hanno disposto diversamente. In queste ore le libraie e i librai italiani hanno lavorato con grande determinazione per consentire a voi tutti accessi sicuri e garantiti nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie richieste dalla legislazione nazionale e dalle ordinanze regionali. Un lavoro che è un grande impegno a tutela di tutti i cittadini di tutto il paese. A quanti tra i nostri colleghi hanno deciso di non aprire, timorosi di perdere i contributi pubblici, dico che questi contributi non solo sono confermati ma che stiamo lavorando per aumentarli per rafforzarli perché le nostre imprese hanno necessità di maggiore sostegno pubblico. Come presidente dell’associazione Ali Confcommercio sono veramente onorato che il nostro Governo abbia chiesto alle librerie di essere parte di quel progetto di rilancio del paese assieme a voi tutti. Costruire una nuova grammatica che sarà quella che ci permetterà di convivere con il virus e di far sì che i nostri paesi, le nostre piazze, i nostri quartieri, le nostre città possano riaprirsi lentamente e trovare una nuova modalità di vita. Come associazione noi da sempre cerchiamo di lavorare per costruire, non per distruggere. Il nostro obiettivo è far sì che le librerie siano aperte.”

Ieri, all’Ansa, Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura ha affermato: “L’ordinanza non equipara le librerie alle farmacie: se uno vuole apre, altrimenti no. Come finanziare la filiera dei libri è un problema, ma di altra natura. Nel momento in cui, finalmente dopo varie pressioni, appelli e petizioni, c’è la riapertura, perché trovare delle difficoltà? Per organizzarsi, si usi l’immaginazione. Il libraio, per natura, è un creativo, se non lo è meglio che cambi mestiere”.

Un paio di giorni prima, il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi, ha dichiarato che “Riaprire le librerie è un primo passo perché il mondo del libro possa tornare alla normalità e uscire dalla gravissima crisi nella quale tutti ci troviamo. Per questo, sono indispensabili gli aiuti di emergenza che insieme, editori e librai, abbiamo chiesto e che confidiamo siano immediatamente messi in campo con il prossimo provvedimento di sostegno all’economia. Naturalmente spetta alle singole librerie l’ultima parola sulla riapertura dei loro esercizi, a tutela della salute dei clienti e dei librai, valore primario per noi tutti”.

Inoltre, sul sito di Minima et Moralia è stata pubblicata una lettera aperta (sottoscritta da 154 librai), frutto del lavoro collettivo di discussione e confronto sviluppato all’interno del gruppo LED – Librai Editori Distribuzione in rete, dove vengono espressi dubbi e perplessità. La lettera chiude con la seguente frase: “In mancanza di garanzie sulle richieste qui avanzate molti di noi si riservano di non riaprire comunque l’attività nemmeno dopo l’entrata in vigore del decreto, finché non sarà possibile esercitare il nostro lavoro nelle condizioni e con le tutele adeguate”.

Segnaliamo, infine, questa interessante riflessione di Nicola Lagioia pubblicata su Internazionale, evidenziando la domanda (riportata all’interno del testo): “Se non è una crisi epocale l’occasione per bruciare le tappe e innovarsi, cosa può esserlo?”

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: