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OLTRE GLI SGUARDI di Rossella Campisi

aprile 16, 2020

“Oltre gli sguardi” di Rossella Campisi (Algra)

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di Alessandro Russo

Tutte le volte che, in salotto, incomincio col leggere un nuovo libro fa capolino la mia Carola, di sette anni, che regolarmente mi domanda di che si tratta. «Questo libro –spiego a mia figlia- non è solo un romanzo ma è soprattutto un omaggio all’arte dell’insegnamento. Insegnare non è una faccenda semplicissima e la cosa davvero importante è far emergere negli allievi i loro pensieri personali senza alcuna imposizione.» Questo il messaggio basilare di Oltre gli sguardi di Rossella Campisi (Algra Ed. pp149, €14); insegnare è una passione e gli approcci didattici originali andrebbero valorizzati e premiati più spesso di quanto accada.
Orbene c’è un docente universitario un pizzico sui generis che sta per andare in pensione e che risponde al nome di Umberto Cosentini. Ama egli il sigaro e le bretelle, sogna un ateneo basato su metodi innovativi che abbattano i pregiudizi con i quali quotidianamente ci confrontiamo ed è il protagonista di questo romanzo. Dipinto in modo anticonformista e anticonvenzionale, il professor Cosentini insegna Pedagogia speciale, rompe gli schemi e va contro le regole dell’università stessa. La sua parola d’ordine? Far redigere agli studenti una tesi di laurea basata su un’esperienza personale direttamente collegata alla disabilità. È Cosentini una persona leale e incorruttibile, spiega le lezioni in modo insolito ma deve fare a sua volta i conti con una grave malattia. Gli capita talvolta che l’andatura diventi oscillante, il cuore batta all’impazzata e la vista si annebbi; va da sé che in casi come questi il professor Umberto Cosentini diventi scontroso. «Non bisogna studiare solo sui libri –ripete in aula- ma è il caso di  che si tiri fuori qualcosa che sia rimasto impresso nella mente e nel cuore di ogni giovane studente».
“Oltre gli sguardi“  è un romanzo che emoziona, ben scritto e correttamente strutturato, andare al di la delle apparenze è il mantra giornaliero di Rossella Campisi che ce ne ha fatto dono. All’autrice di questo  stimolante libro, catanese, docente di scuola primaria e mamma di tre figlie indirizzo le mie congratulazioni più sincere.
image«Sono una persona che ama tanto leggere, -così Rossella Campisi- fantasticare, raccontare. Che si commuove davanti agli occhi teneri dei bambini nei quali le piace tanto tuffarsi e che si nutre avidamente dei loro sorrisi per trarne forza ed energia.  Considero la diversità in molti modi. Può essere qualcosa che ci differenzia da un altro per l’aspetto fisico, oppure per lo stato sociale ma può anche essere uno stato d’animo che ci spinge  a sentirci differenti  dagli altri per qualcosa che stiamo vivendo in un particolare momento della nostra vita. Ma non l’ho mai attribuita a un disabile, o a un uomo di colore, o un islamico nel senso negativo della parola. Per me bisogna  considerarla più una ricchezza che non un ostacolo. I pregiudizi li considero dei giudizi spesso affrettati dettati alcune volte da luoghi comuni e altre volte invece, espressi con tanta facilità senza porsi dal punto di vista dell’altro.»

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