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IL VIAGGIO DEI VIAGGI di Gianluca Barbera (intervista)

maggio 14, 2020

image“Il viaggio dei viaggi” di Gianluca Barbera (Solferino)

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di Massimo Maugeri

Gianluca Barbera è nato a Reggio Emilia nel 1965 e vive a Siena.
Lavora in ambito editoriale e ha pubblicato racconti su riviste e in antologie oltre a diversi romanzi, tra cui ricordiamo i più recenti “Magellano” (2018) e “Marco Polo” (2019), entrambi editi da Castelvecchi e vincitori di numerosi premi.

La più recente opera di Gianluca Barbera (disponibile in libreria dal 14 maggio 2020) si intitola “Il viaggio dei viaggi” ed è edita da Solferino.

Ed è un viaggio davvero particolarissimo, quello che ci consente di intraprendere questo libro. Un viaggio nel tempo e nello spazio, tra le sale di un museo. Un viaggio che vede come protagonisti un professore di storia e la sua scolaresca. Un viaggio che diventa apologo della bellezza dei racconti, delle avventure e degli infiniti percorsi che l’arte e le pagine di un buon libro possono offrire…

– Caro Gianluca, partiamo dall’inizio: come nasce “Il viaggio dei viaggi” e come si colloca all’interno della tua poetica?
Dopo “Magellano” e “Marco Polo”, “Il viaggio dei viaggi” rappresenta un punto di arrivo. Un viaggio mitico attraverso spazio, tempo, anima. Protagonista l’arte di viaggiare. Una scolaresca in visita al museo dei viaggi precipita in una grande avventura attraverso i secoli.

– In epigrafe hai inserito delle citazioni di James Bruce, Roberto Bolaño e Giorgio Caproni. Cosa puoi dirci su queste scelte?
In Bruce c’è lo sguardo avventuroso dell’esploratore. In Bolaño quello spiazzante e ironico del narratore. In Caproni la sensibilità necessaria del poeta. Le tre anime del romanzo.

– La narrazione parte da una visita a un museo. In linea generale, che tipo di stimoli culturali può offrire la visita a un museo?
Può farti sognare a occhi aperti. A me è capitato spesso. Mi perdevo nelle sale, rimanevo indietro, incantato per ore davanti a un singolo oggetto. Può risultare un luogo noioso o pieno di meraviglie: dipende solo da noi.

– L’incipit del romanzo coincide con una frase sulla quale si potrebbe imbastire un dibattito: «Fate che il presente si prenda cura del passato più di quanto il futuro è solito prendersi cura del presente.» Come la commenteresti?
Una riformulazione del carpe diem con un occhio premuroso rivolto al passato.

– Parlaci del protagonista della storia: il professor Terranova. Che tipo di persona è?
Sono io, non si è capito? Sono sempre io, in tutti i romanzi, eppure sempre diverso. Sono come Zelig. Ma in fondo chi non lo è? Se vado in Sicilia, mi viene fuori la cadenza siciliana. In Veneto, quella veneta.

– Che tipo di rapporto si instaura tra il professor Terranova e la sua scolaresca, nel corso della visita al museo?
Un rapporto gerarchico ma non troppo. Tra cadute, alzate d’ingegno, capricci, atti di ribellione, affermazioni dell’io e slanci di umanità. La realtà, insomma.

– In che modo questa visita museale si trasforma in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio?
Attraverso la magia del sogno a occhi aperti e l’ausilio di un libro dai poteri quasi magici che fa precipitare la scolaresca nella più incredibile delle esperienze. Una sorta di giro del mondo in un solo giorno.

– Cos’altro puoi rivelarci sul romanzo senza rischiare di privare il lettore del “piacere della scoperta”?
Ne approfitto per evidenziare due aspetti: l’ironia che attraversa tutto il romanzo, e l’affabulazione, vero motore di ogni mio libro. A mio giudizio, il capitolo sull’allunaggio e quello sul Grand Tour sono i più divertenti. In tutti è dispiegata al meglio delle mie possibilità l’arte del raccontare.

– In chiusura del libro hai sentito l’esigenza di condividere un elenco di testi che, in un modo o nell’altro, ti hanno fornito stimoli e ispirazione. Quanto è importante leggere, per poter scrivere?
Uno scrittore che non legge è come una automobile senza benzina. Dove va?

– Ti auguro di andare lontanto, caro Gianluca. A tutto gas, in groppa al viaggio dei viaggi…

 

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La scheda del libro: “Il viaggio dei viaggi” di Gianluca Barbera (Solferino)

imageSembrava una qualunque uscita d’istruzione scolastica. Ma quando mette piede nel museo dei viaggi il professor Terranova, insegnante di storia, capisce quasi subito che non sarà così. Perché quelle sale contengono tutte le meraviglie del mondo, e presto se ne trova risucchiato, mentre la visita si trasforma nel più grande romanzo di avventure mai raccontato.
Il prof e la sua irriverente scolaresca percorrono le sale, tra tesori esotici e antichi strumenti: cannocchiali e coltelli, turbanti e monili, carri da guerra e modellini di razzi, per tacere delle sorprese che potrà riservare, quando sarà inaugurata, la sala dei viaggi immaginari…
Ma hanno appena cominciato il loro percorso quando Terranova si accorge che il singolare catalogo dell’esposizione sembra avere il potere di trasportarlo nel cuore stesso delle storie. E scopre che –dalle esplorazioni di Darwin, Magellano e Marco Polo alle maledizioni egizie di Belzoni; dalle miniere d’oro di Yaquil alle sirene delle Galápagos; dalla sfida di Nobile e Amundsen fino a toccare la Luna – il fascino dell’ignoto e della sfida ai propri limiti travalica ogni epoca e ogni spazio.
Con questo romanzo che rende omaggio alle grandi narrazioni di viaggio e al mito di autori come Salgari e Verne, Gianluca Barbera costruisce un libro-mondo che è in se stesso un percorso di scoperta e di continuo stupore. E ci guida nel più sognato dei viaggi: quello nel tempo.

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