Home > Recensioni > RACCONTI DI FOLLIA di Patrick McGrath (recensione)

RACCONTI DI FOLLIA di Patrick McGrath (recensione)

maggio 19, 2020

“Racconti di follia” di Patrick McGrath (La nave di Teseo – traduzione di Alberto Cristofori e Andrea Silvestri)

* * *

di Erika Di Giorgio

Da qualche settimana è uscito questo nuovo libro dello scrittore inglese Patrick McGrath. Si tratta di una raccolta di racconti di oltre 500 pagine dal titolo molto indicativo: “Racconti di follia“. In Italia il volume è pubblicato da La nave di Teseo per la traduzione di Alberto Cristofori e Andrea Silvestri. Sulla base della tesi del “chiodo schiaccia chiodo” leggere racconti (di follia) ad alta tensione emotiva potrebbe essere, paradossalmente, un toccasana per contrastare eventuali ansie e angoscie derivanti dalla pandemia da Coronavirus in corso.
Per la prima volta il maestro del thriller psicologico – autore di romanzi celebri quali “Follia”, “Spider”, “Trauma”, “La guardarobiera” (su quest’ultimo, consigliamo l’ascolto della chiacchierata radiofonica tra Patrick McGrath e Massimo Maugeri nel programma radiofonico di Letteratitudine) – raccoglie per la prima volta in un unico volume tutti i suoi racconti, tra cui ben sei inediti che riprendono temi e soggetti cari all’autore. Ritmo narrativo, suspance e brividi lungo la schiena sono davvero garantiti.
In “Racconti di follia” troverete vampiri, ossessioni mentali, delitti passionali, manie inconfessabili, strane visioni angeliche, una New York percorsa dai fantasmi del passato e della psicosi.
La raccolta è impreziosita dalla bella introduzione di Joyce Carol Oates la quale evidenzia, tra le altre cose, che “McGrath mette al servizio della sua letteratura sfrenatamente creativa, e spesso spettralmente “gotica”, un talento narrativo che guarda ai nostri grandi predecessori del diciannovesimo secolo (Poe, Mary Shelley, Algernon Blackwood, M.R. James, Robert Louis Stevenson, Bram Stoker, Joseph Sheridan Le Fanu, Charlotte Perkins Gilman e Ambrose Pierce, tra gli altri) pur essendo assolutamente contemporaneo nel suo sardonico umorismo nero”. E ancora: “I racconti in questo volume lasciano intravedere la vastità dell’immaginazione e dell’erudizione di McGrath. In quanto legittimo erede dei grandi scrittori gotici del diciannovesimo secolo, e sommo adepto del gotico letterario contemporaneo, McGrath sa cosa significhi essere tormentati da fantasmi, e come trascrivere nel modo più persuasivo gli incubi della “personalità frantumata” che risuonano in ognuno di noi”.
Il libro è suddiviso in tre sezioni. La prima, intitolata ACQUA E SANGUE contiene i racconti: “L’angelo”, “L’esploratore perduto”, “La Mano Nera del Raj”, “Victor bibulus”, “Ambrose Syme”, “La storia di Arnold Crombeck”, “La malattia del sangue”, “Lo spiedo”, “Marmilion”, “La mano di un maniaco”, “Il racconto dello stivale”, “La patata ero(t)ica”, “Acqua e sangue”. La seconda sezione contiene i RACCONTI INEDITI: “Non è una partita di cricket”, “L’odore”, “Lungo il Rift”, “L’altro psichiatra”, “Vigilanza”, “Il naufragio dell’Aurora”. La terza e ultima sezione si intitola LA CITTA’ FANTASMA, con i racconti: “Manhattan ieri e oggi”, “L’anno della forca”, “Julius”, “Ground Zero”.
Racconti di follia - Patrick McGrath - copertinaFacciamo qualche esempio chiamando in causa qualcuno dei racconti contenuti nell’antologia. In “L’esploratore perduto”, una bambina trova un’antropologa africana che muore di malaria nel giardino dietro la sua casa di Londra e riesce a mantenere segreta ai suoi genitori l’esistenza, la morte e la sepoltura di questa donna. In “La malattia del sangue” si descrivono i metodi peculiari con cui un gruppo di abitanti di un villaggio inglese affetti da una forma di anemia alleviano i sintomi della loro afflizione. In “Marmilion” un fotografo specializzato nella fotografia di scimmie trascorre alcune notti strazianti tra le rovine di una vecchia dimora della Louisiana, mentre “La mano di un maniaco”, ambientato in una discoteca dell’East Village, lascia intendere che nemmeno l’amputazione di questa mano ostacola la sua attività compulsiva. “Julius” ci porta nel periodo della Guerra Civile e narra la follia di uno studente causata dal “tradimento” del suo ricco padre d’affari. “Ground Zero” è la storia di un uomo che inizia una relazione con una prostituta che continua a vedere lo spettro del suo amante, un uomo ucciso nell’attacco al World Trade Center nel 2001.
Cesellando le parole in maniera magistrale, con eleganza, umorismo e rispetto per il lato oscuro della natura umana, mescolando il macabro, il fantastico, il raccapricciante e l’illusorio, McGrath ci introduce in una superlativa e stravagante sarabanda di di mondi che ospitano queste sue moderne storie psicologiche all’interno delle quali il pubblico dei lettori si ritroverà avvinto, soddisfatto e grato.

 * * *

Patrick McGrath è nato in Inghilterra e vive tra New York e Londra. È autore di numerosi romanzi, tra cui Follia (1998) – uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni –, Martha Peake (2001), Spider (2002, da cui è stato tratto il film di David Cronenberg), Port Mungo (2004), Trauma (2007, nuova edizione La nave di Teseo, 2019), L’estranea (2013) e La guardarobiera (La nave di Teseo, 2017). Per La nave di Teseo è uscita inoltre la raccolta Racconti di follia (2020).

* * *

© Letteratitudine – www.letteratitudine.it

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Seguici su Facebook e su Twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: