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CERCANDO VIRGINIA di Elisabetta Bricca: incontro con l’autrice

giugno 22, 2020

“Cercando Virginia” di Elisabetta Bricca (Garzanti): incontro con l’autrice e brano del romanzo

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Elisabetta Bricca, romana, è laureata in Sociologia, comunicazione e mass media; è copywriter, autrice e traduttrice. Vive con il marito e le due figlie al Rifugio del Daino, un antico casolare umbro circondato da ulivi e boschi, che domina il Lago Trasimeno. Dopo “Il rifugio delle ginestre”, pubblicato nel 2017 da Garzanti, l’autrice torna con una storia avvincente, tutta al femminile, che rende omaggio a una delle più grandi, e visionarie, scrittrici del ‘900: Virginia Woolf. E lo fa intrecciando sul finire degli anni ’70 le vicende di tre donne, Emma, Elizabeth, Cecilia con la scoperta della vita e delle opere della Woolf – in particolare di quelle che ne hanno fatto un’icona del movimento femminista, Una stanza tutta per sé, Le tre ghinee, Diario di una scrittrice.
Questo nuovo romanzo di Elisabetta Bricca, dedicato alla Woolf, si intitola “Cercando Virginia” e lo pubblica Garzanti (come il precedente).

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Scrivere Cercando Virginia», ha detto Elisabetta Bricca a Letteratitudine,  «non è stato semplice.
Non è stato facile affrontare la complessità di Virginia Woolf, cercare di non banalizzarla, fare della sua figura storica il tema portante di un romanzo di narrativa.
imageMa la bellezza del suo messaggio ha fatto in modo che il rischio valesse la pena.
Ho fatto ricerca per tre anni per scrivere questo libro, ho riletto la quasi totale produzione letteraria di Woolf per trovare la chiave che mi consentisse di inserirla all’interno di una trama e che questa trama si allineasse perfettamente con il suo profilo di donna e scrittrice. Senza snaturarla, scrivendone con tutto il rispetto che merita un’icona della letteratura come lei è stata ed è ancora.
Procedendo con cura e cautela, come se camminassi sui cristalli, ho scelto tre tra tutti i suoi libri, quelli che meglio potessero compenetrarsi con la mia idea di narrazione e della storia che volevo raccontare: Una stanza tutta per sé, Le tre ghinee, Diario di una scrittrice e che mi consentissero di parlare sia di Virginia Woolf sia di emancipazione femminile in un periodo storico contemporaneo, che è quello della metà degli anni ’70.
Image from LETTERATITUDINE (di Massimo Maugeri)Di fare in modo che Emma, la mia protagonista, fosse un alter ego di Virginia, così come la signora Dalloway, colei che diventerà la sua mentore, l’alter ego letterario.
In Cercando Virginia, ho voluto che Woolf divenisse una guida, che le sue parole illuminate aprissero alla protagonista nuove prospettive, nuove sfide e che le infondessero la forza per giungere alla consapevolezza del proprio valore prima in quanto persona, e poi come donna.
Woolf è nel mio romanzo una voce che consola, un faro per tutte le protagoniste, che a lei sono legate da un’eredità spirituale. Direttamente e indirettamente. Un’eredità che difendono e per la quale lottano.
È un romanzo che ha diversi piani di lettura, che parla di tante cose: di amore per la libertà, di trasgressione, di ribellione alle convenzioni, di riscatto, di solidarietà femminile, di amore immenso per la lettura e del suo potere salvifico.
È un omaggio a Virginia Woolf, è un invito per le nuove generazioni a conoscerla, ed è un inno al coraggio di tutte le donne».

 

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Brano tratto da “Cercando Virginia” di Elisabetta Bricca (Garzanti)

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«Ti piacerebbe riprendere a leggere?» domandò. «Sì», rispose Emma. «È la cosa che mi manca di più.»
La signora inarcò un sopracciglio. «A diciotto anni si dovrebbero avere altre priorità, si dovrebbe pensare ad altro: i sogni, l’amore, gli amici.»
«Lei non capisce», Emma scosse la testa. «La lettura mi ha salvato.»
La signora annuì. «Al nostro primo incontro mi hai detto che non volevi tenere in mano un pappagallino, che non ti piacciono, che non sono liberi. La tua risposta mi ha colpito e ho avuto la sensazione che ti sentissi in gabbia.» Fece una pausa. «Ti ho osservata in questi giorni, l’ho fatto mentre sedevi fuori sull’erba davanti alla voliera, mentre lavoravi. C’è qualcosa di diverso in te, di speciale. La cura che hai nello svolgere il tuo lavoro, il modo silenzioso in cui osservi l’ambiente in cui ti muovi, l’inquietudine nel tuo sguardo che si accende di colpo quando parli di libri, l’approccio curioso e acuto quando fai delle domande mai banali mi hanno incuriosita. Non ti chiederò della tua vita, non mi riguarda, ma voglio darti una mano.»
Emma inspirò. «Forse non sono la persona che lei pensa e che si aspetta.»
La signora accennò un sorriso. «C’è una scrittrice che non amava le prigioni della mente proprio come te, e… come me.» Studiò il viso di Emma a cercare una reazione, ma la ragazza rimase in silenzio. Anche gli occhi, grandi e luminosi, erano fissi e attenti. «Ho conosciuto tante ragazze, nel corso della mia vita», riprese. «Giovani donne con sogni e ambizioni che non hanno mai potuto realizzare. Viviamo in un tempo in cui alle donne è ancora poco concesso, nonostante si siano fatti enormi passi avanti rispetto al passato. Rimane il fatto, però, che possono dirci cosa fare, non cosa pensare.»
Emma pensò che fossero parole sorprendenti, parole che sua madre non le aveva mai detto. Avvertì la tensione abbandonare il corpo, era sempre questo l’effetto che le parole le facevano. Erano la sua àncora di salvezza, il suo rifugio. Le davano la forza di sperare, di reagire anche quando tutto intorno a lei parlava di rassegnazione.
«Vorrei che cominciassimo a leggere insieme, se sei d’accordo. Una volta a settimana, in questo studio.» La signora Dalloway si adagiò contro lo schienale della sedia. Il viso in ombra, i capelli chiarissimi come la camicetta, una mano dalle unghie laccate poggiata sul bracciolo. Non c’era più traccia della donna fragile che Emma aveva intravisto poco prima. Non poté fare a meno di paragonarla alla madre, misurando la distanza che le separava: adesso i silenzi della donna che avrebbe dovuto amarla più di chiunque altro, profondi come pozzi neri, la sua ostinazione a non voler cercare le parole che avrebbero potuto creare un legame tra loro, apparivano spietati. In quella stanza, per la prima vera volta nella sua vita, Emma non si sentiva più sola.

(Riproduzione riservata)

© Garzanti

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La scheda del libro: “Cercando Virginia” di Elisabetta Bricca (Garzanti)

https://66.media.tumblr.com/b3214135f6b11c122a2b4a082e480bf1/5d2549d290fee9fe-88/s1280x1920/7c51cbabf8a3c011b97984dfd80e2c4dcfafb3fe.jpgCortona, 1976. La luce è flebile, ma a Emma, rannicchiata nel fienile, basta per immergersi nelle pagine dei libri che è costretta a leggere di nascosto. Lontano dagli occhi del padre che la vorrebbe impegnata nelle faccende domestiche. Finora è riuscita a proteggere il suo segreto. Ma quando si rende conto di non poter più continuare, preferisce andarsene e accettare un posto da cameriera offertole da una ricca aristocratica di origini inglesi che si fa chiamare “signora Dalloway”. Per Emma quel lavoro rappresenta l’occasione unica di conquistare l’indipendenza. Ciò che non si aspetta è di trovare nella signora Dalloway un mentore, oltre che un’amica fidata. Fin dai primi giorni di servizio, la donna si accorge della curiosità che accende l’animo di Emma. È per questo che decide di proporle delle ore di lettura condivisa alla scoperta di una delle prime scrittrici femministe della storia: Virginia Woolf. Così, sfogliando «Una stanza tutta per sé«, «Le tre ghinee», «Diario di una scrittrice», Emma si nutre delle parole illuminate di Virginia e inizia a coltivare il sogno di una vita in cui è lei a scegliere il proprio destino. Ma per realizzarlo deve prima combattere contro chi tenta in ogni modo di ostacolarla e tenerla lontano dai libri. Solo così potrà davvero trovare la sua personale Virginia e, in lei, la voce per esprimere ciò che sente dentro. Elisabetta Bricca ci consegna uno straordinario romanzo di formazione che è un inno al potere salvifico della letteratura. E insieme un elogio al coraggio di tutte le donne che sono disposte a sacrificare anche gli affetti e la stabilità di un’esistenza convenzionale per combattere l’ingiustizia e vedere riconosciuti e rispettati i propri diritti.

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