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LA COSA di Gianluca Garrapa

agosto 4, 2020

“La cosa” di Gianluca Garrapa (Ensemble)

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La ricerca umana. La cosa, di Gianluca Garrapa

di Carlo di Francescantonio

Ogni lavoro di Gianluca Garrapa viene naturale intenderlo più come un’esperienza umana che una semplice scrittura, e proprio per questo motivo ho affrontato ancora la lettura lasciando spalancate le porte dell’emotività. La cosa, raccolta di racconti pubblicata da Ensemble, inizia da subito mettendo il lettore di fronte all’ignoto, quasi l’Autore desiderasse con potenza trascinarlo dentro un buco nero, ma non per smarrirlo bensì per illuminarlo. Già dall’incipit del racconto omonimo: «A me ha fatto un effetto strano» disse il primo, e diede un altro sorso alla birra. L’altro, le unghie sporche di fumo, navigando in internet, annuì senza prestargli troppa attenzione. «Un senso di angoscia o di smarrimento» continuò il primo, fissando le intermittenze delle luci natalizie, poi si voltò al barista indiano: «Si può cambiare brano?», veniamo messi di fronte ad una quotidianità turbata da un qualcosa di indecifrabile. E ci si accorge di avere a che fare con una materia oscura, che ogni essere umano nasconde dentro la mente. Parallelamente, scorre pigra, la distrazione quotidiana della quale si necessita per andare avanti nella vita. E da questo incipit, si prosegue con una discesa vertiginosa all’interno del proprio Io, che Garrapa, vuoi per i suoi studi e il suo lavoro di counselor creativo, vuoi per la natura sensibile con la quale è portato ad analizzare la realtà, riesce a fotografare un Presente fatto di macerie umane e che spinge uomini e donne in una assurda competizione contro se stessi. È un libro sorprendente, La cosa, dove al suo interno vi è l’atto definitivo di coma del nostro eterno, allucinato, Presente. Del limbo dentro al quale sopravviviamo tra bellezza capovolta, incomunicabilità (paradossale, se pensiamo di essere nell’epoca digitale dove la comunicazione è alla portata di tutti), solitudini alla deriva, amori che tardano a partire, analisti a tenere in piedi nervi logorati. Di Garrapa, mi sento di dire senza imbarazzo che sia l’Autore degno successore di Joyce. Proprio perché i suoi libri, come quelli dello scrittore irlandese, sono dialogo con l’inconscio, faro acceso realtà contemporanea dall’autore, un work in progress che, lucidamente, va a comporre un unico lungo libro. C’è anche un’epica, in Garrapa, che lo rende già classico. Quindi, La cosa, altro non è che un nuovo segmento di questa ricerca umana. L’intento sembra quello di proseguire con un lavoro per l’uomo, una cartina geografica delle fragilità di questo mondo, perché le pagine di Garrapa sono uno specchio dove tutti noi possiamo riflettere e riconoscerci nelle umane debolezze senza che queste siano necessariamente un difetto. E sono anche un prezioso aiuto, queste pagine, perché l’Autore sembra dirci: non siete soli! Nessuno lo è!, e questo lo sta già facendo dal prezioso esordio di Un ronzio devastante e altre cose blu, proseguito poi dalla raccolta di poesie, Di fantasmi e stasi. Transizioni, a arrivato al romanzo Il 23 agosto. Un piattello di segreti. Atipica trilogia, nella sua forma, ma coerente con il discorso portato avanti dall’Autore. Si tratta di letture perfette, quando si legge una “cosa” di Garrapa, letture che “perseguitano”, attaccandosi a due mani al pensiero, che seguono il lettore in ogni momento della sua giornata, lo fanno in silenzio, ma senza troppo nascondere la presenza, e poi gli si parano davanti nel momento più inaspettato, come a ricordare una via da seguire che altro non è se non il ragionare sulle proprio scelte. I diciannove racconti che compongono La cosa, sono perfettamente definiti da Paolo Zardi, che nella quarta di copertina riporta: Garrapa guarda al mondo con l’occhio lucido e curioso di un filosofo, e poi ce lo racconta con voce di poeta. Migliore sintesi non sarebbe stata possibile, per un Autore che è destinato a illuminare il nostro Tempo, restando nel Tempo.

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Gianluca Garrapa è nato nel 1975 in provincia di Lecce, è laureato in Lettere Moderne all’Università di Pisa; ha conseguito il Diploma di Master universitario di II livello in Psicopedagogia delle Disabilità; ha partecipato al corso Ambienti Virtuali e Arte Digitale, svoltosi presso la Scuola Superiore Sant’Anna (9 marzo – 24 maggio 2004) coordinato dal prof. Massimo Bergamasco; ha conseguito la qualifica di Redattore Editoriale; è esperto in mediazione artistica; diplomato in Counseling all’Ascolto a Orientamento Psicoanalitico c\o il Centro di Ascolto a Orientamento Psicoanalitico. Ama la bicicletta, da poco si è riscritto in palestra. Crede all’esistenza degli extraterresti. Ha lavorato presso Il Delfino di Cascina con bambini e ragazzi; come operatore all’ascolto presso la casa-famiglia “casa di Magdala”; attualmente conduce laboratori di scrittura desiderante e counseling creativo presso l’Asl e presso l’ Istituto di Istruzione Superiore ‘Il Pontormo’ di Empoli. È conduttore radiofonico presso l’emittente Punto Radio Cascina; è scrittore, poeta, ha partecipato al Laboratorio comico di Zelig presso EniCral Livorno come descrittore cromatico ha esposto per SoWeArt! Libera rassegna di Arti Visive a cura di ELISIRart c\o Galleria Rilievi, Roma (8 luglio 2010 – 8 settembre 2010) e d’Altro&d’Amore – Mostra Fotografia – Pittura. c/o l’ass.ne Imago di Pisa. Performance e situazioni: Voceluceburattini, (reading di poesia e videoinstallazione, giugno 1998, Arsenale Cult, Pisa); Lettura di Maschere, (reading di poesia e videoinstallazione, luglio 1998, Pontedera); Gli Assenti, tre atti sul concetto d’assenza, (installazione video-poetica e performance, dicembre 1998, Teatro del Tè, Pisa); performance musicale e videoproiezioni di opere digitali, (29 gennaio 2003, Centro Culturale IMAGO, Pisa); Spettacolo teatrale l’Abbandono (dicembre 2005, Lucca, regia di Bernardo Cirillo); Reading e videoproiezione nell’ambito dell’iniziativa Okkasioni del Centro Arte Moderna con l’artista Massimo Pasca, (gennaio 2006). Collabora per vari siti letterari con recensioni, poesie e racconti.

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