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OMAGGIO AD ARRIGO LEVI

agosto 24, 2020

È scomparso Arrigo Levi (Modena, 17 luglio 1926 – Roma, 24 agosto 2020): giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano. Gli dedichiamo questa pagina

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Approfondimenti: RaiNews, la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Ansa, Avvenire, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Il Sole24Ore

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Biografia

imageAppartenente a una famiglia della Comunità ebraica di Modena, il padre Enzo era un noto avvocato, ricordato negli annali dell’automobilismo per aver redatto l’accordo fondativo che sancì la nascita della Scuderia Ferrari. La madre, Ida Donati, discendeva da Donato Donati, mercante arrivato a Modena nel XVII secolo da Finale Emilia, che aveva introdotto il grano saraceno nel Ducato estense. Lo zio materno Pio Donati, avvocato antifascista, era deputato del Partito Socialista Italiano e a causa della sua ostilità al regime era stato costretto all’esilio in Belgio, morendovi nel 1927.
Nel 1942 Arrigo fu costretto a trasferirsi con i genitori in Argentina per sfuggire alle persecuzioni delle leggi razziali. A Buenos Aires iniziò gli studi universitari e nel 1943 intraprese la carriera giornalistica, come collaboratore de L’Italia libera, giornale del Partito d’Azione.

Dopo la guerra tornò con la famiglia a Modena, appena in tempo perché suo padre potesse partecipare, il 2 giugno 1946, al Referendum istituzionale. A Modena completò gli studi universitari, laureandosi in Filosofia, e continuò la sua carriera giornalistica presso il giornale “Unità Democratica” diretto da Guglielmo Zucconi. Trasferitosi in Israele si arruolò volontario nelle brigate del Negev e partecipò alla prima guerra arabo-israeliana, scrivendo corrispondenze dal conflitto per i quotidiani Libertà e Gazzetta di Modena (con direttore ancora Guglielmo Zucconi), nonché per la rivista socialista Critica Sociale diretta da Ugo Guido Mondolfo.

Si trasferì successivamente a Londra, dove lavorò al programma “Radio Londra” presso la BBC. Successivamente fu corrispondente del quotidiano torinese «Gazzetta del Popolo». Dal 1953 al 1959 inviò le sue corrispondenze da Roma al quotidiano «Corriere d’Informazione», edizione pomeridiana del «Corriere della Sera».

Nel 1960 si spostò a Mosca. Qui, fino al 1962, fu corrispondente del Corriere della Sera e poi, fino al 1966, corrispondente de Il Giorno. Nel 1966 passò alla Rai, dove condusse il telegiornale fino al 1968 (e fu questa un’innovazione, in quanto fino ad allora i telegiornali erano stati “letti” da speaker professionisti e non da giornalisti). Tornò alla carta stampata nel 1969, come inviato del quotidiano torinese La Stampa, incarico che ricoprì fino al 1973, quando divenne direttore dello stesso giornale e del quotidiano del pomeriggio Stampa sera. Rimase a Torino fino al 1978. Dal 1979 al 1983 collaborò con il Times, curando la rubrica di problemi internazionali. Nel 1988 divenne capo editorialista del Corriere della Sera e dal 1998 al 15 maggio 2013 fu consigliere per le relazioni esterne del Quirinale, prima con Carlo Azeglio Ciampi e poi con Giorgio Napolitano.

Oltre al telegiornale, al quale si dedicò nella metà degli anni sessanta, Levi legò il suo nome a molte trasmissioni televisive, in gran parte realizzate per la RAI. Tra queste: Tam Tam (1981), Punto sette e Punto sette, una vita. In seguito lavorò per Canale 5, guidando il programma Tivù Tivù con Angelo Campanella (dal 1987 al 1988). Lavorò di nuovo per la RAI con le trasmissioni I giorni dell’infanzia (1993), Emozioni Tv (1995) e Gli archivi del Cremlino (1997), della quale fu anche autore. Nel 1999, su Raiuno, condusse C’era una volta la Russia.

Arrigo Levi è morto a 94 anni, a Roma, nella notte del 24 agosto 2020.

(Fonte: Wikipedia)

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