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PREMIO VIAREGGIO – RÈPACI 2020: i vincitori

agosto 31, 2020

I VINCITORI DELLE TRE SEZIONI DI NARRATIVA, POESIA E SAGGISTICA DEL PREMIO VIAREGGIO – RÈPACI 2020

Sono stati premiati i vincitori delle tre sezioni (narrativa, poesia, saggistica) dell’edizione 2020 del Premio Viareggio-Rèpaci: Paolo Di Paolo per la narrativa con il romanzo, “Lontano dagli occhi” (Feltrinelli); Luciano Cecchinel per la poesia con la silloge, “Da sponda a sponda” (Arcipelago Itaca); Giulio Ferroni per la saggistica con il volume “L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della “Commedia” (La nave di Teseo). La serata finale si svolta ieri, domenica 30 agosto, a Cittadella del Carnevale

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La Giuria del Premio Letterario Viareggio-Rèpaci ha scelto i vincitori tra le terne dei vincitori del premio “Giuria-Viareggio” nonché finalisti del premio “Viareggio-Rèpaci” che avevao già provveduto a selezionare

Narrativa
Paolo Di Paolo, Lontano dagli occhi, Feltrinelli
Lorenzo Mondo, Felici di crescere, Sellerio
Romana Petri, Figlio del lupo, Mondadori

Poesia
Luciano Cecchinel, Da sponda a sponda, Arcipelago Itaca
Mariangela Gualtieri, Quando non morivo, Einaudi
Paolo Ruffilli, Le cose del mondo, Mondadori

Saggistica
Giulio Ferroni, L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della “Commedia”, La Nave di Teseo
Aldo Grasso, Storia e critica della televisione italiana, Il Saggiatore
Vincenzo Trione, L’opera interminabile. Arte e XXI sec., Einaudi

La Giuria, presieduta da Simona Costa, è composta da Maria Pia Ammirati, Marino Biondi, Luciano Canfora, Ennio Cavalli, Marcello Ciccuto, Franco Contorbia, Francesca Dini, Emma Giammattei, Sergio Givone, Giovanna Ioli, Giuseppe Leonelli, Mario Graziano Parri, Gabriele Pedullà, Federico Roncoroni, Anna Maria Torroncelli. La segretaria letteraria è Costanza Geddes da Filicaia con la collaborazione di Erika Bertelli (segreteria organizzativa).

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APPROFONDIMENTO SUI LIBRI VINCITORI

“Lontano dagli occhi” di Paolo Di Paolo (Feltrinelli)

Lontano dagli occhi - Paolo Di Paolo - copertinaTre storie diverse, la stessa città – Roma, all’inizio degli anni ottanta – e lo stesso destino: smettere di essere soltanto figli, diventare genitori. Eppure Luciana, Valentina, Cecilia non sono certe di volerlo, si sentono fragili, insofferenti. Così come sono confusi, distanti, presi dai loro sogni i padri. Si può tornare indietro, fare finta di niente, rinunciare a un evento che si impone con prepotenza assoluta? Luciana lavora in un giornale che sta per chiudere. Corre, è sempre in ritardo, l’uomo che ama è lontano, lei lo chiama l’Irlandese per via dei capelli rossi. Valentina ha diciassette anni, va alle superiori ed è convinta che da grande farà la psicologa. Appena si è accorta di essere incinta, ha smesso di parlare con Ermes, il ragazzo con cui è stata per qualche mese e che adesso fa l’indifferente, ma forse è solo una maschera. Cecilia vive fra una casa occupata e la strada, porta un caschetto rosa e tiene al guinzaglio un cane. Una sera torna da Gaetano, alla tavola calda in cui lavora: non vuole nulla da lui, se non un ultimo favore. A osservarli c’è lo sguardo partecipe di un io che li segue nel tempo cruciale della trasformazione. Un giro di pochi mesi, una primavera che diventa estate. Tra bandiere che sventolano festose, manifesti elettorali che sbiadiscono al sole e volantini che parlano di una ragazza scomparsa, le speranze italiane somigliano a inganni. Poi ecco che una nuova vita arriva e qualcosa si svela.
Lontano dagli occhi è una dichiarazione d’amore al potere della letteratura, alla sua capacità di avvicinare verità altrimenti inaccessibili. Ricostruendo con la forza immaginifica della narrazione l’incognita di una nascita, le ragioni di una lontananza, Paolo Di Paolo arriva a rovesciare la distanza dal cuore suggerita dal titolo. Una storia sul peso delle radici, su come diventiamo noi stessi.

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“Da sponda a sponda” di Luciano Cecchinel (Arcipelago Itaca)

Da sponda a sponda - Luciano Cecchinel - copertinaIn questa seconda raccolta “italoamericana” l’autore riprende il suo rapporto con gli Stati Uniti d’America, terra d’emigrazione e di permanenza di parte della famiglia materna e di nascita e adolescenza della madre Annie Maldotti.
Mentre la prima raccolta (Lungo la traccia, 2005) constava esclusivamente di testi che avevano avuto cespite di ispirazione oltreoceano, qui in ordine tripartito, dopo la sezione da quella sponda, nata nella stessa temperie, ne hanno campo altri concepiti in terra d’Italia, segnatamente nella seconda sezione da questa sponda, e di matrice ibrida nella terza, titolata appunto dalle due sponde.
Nel passaggio dalla prima raccolta alle prime due sezioni della presente, si può misurare una sempre più marcata presa di distanza da quella terra di emigrazione vissuta in un primo tempo, sulla scia dei racconti parentali e di varie consuetudini di corrispondenza con i relatives rimasti o nati al di là dell’Atlantico, anche nell’alone di una proiezione affettivo-nostalgica.
Con la terza sezione, specie di lungo talking blues, viene progressivamente a configurarsi un caustico – e comunque sofferto – ripudio di un mondo sentito sempre più lontano dalla primigenia rappresentazione, verosimilmente anche a seguito di una sua trasformazione avvertita come degenerativa.
Il tutto lungo la maturazione, a tratti forse deformante, di un “sentire italoamericano” mutuato da una intricata vicenda di emigrazione familiare e, a sanatoria, proiettato su una sponda ulteriore, ipotetica e auspicata.

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“L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della “Commedia”” di Giulio Ferroni (La nave di Teseo)

L' Italia di Dante. Viaggio nel Paese della «Commedia» - Giulio Ferroni - copertinaSeguendo la traccia della Divina Commedia, e quasi ripetendone il percorso, Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia italiane: una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. L’incontro con tanta bellezza, palese o nascosta, nelle città come in provincia, e insieme con tanti segni della violenza del passato e dei guasti del presente, è un modo per rileggere la parola di Dante in dialogo con l’attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza, storica e letteraria, che spesso fatichiamo a riconoscere anche là dove ci troviamo a vivere. Da nord a sud, dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi, si seguono con Dante i diversi volti di questo paese “dove ‘l sì suona”, “serva Italia”, “bel paese”, “giardin dell’impero”: un percorso attraverso la storia, l’arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituirci, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria.

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