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PREMIO VITTORINI 2020: vince Marta Barone

settembre 7, 2020

Marta Barone, con il suo romanzo “Città sommersa” (Bompiani), vince l’edizione 2020 del Premio Vittorini.

Sabato 12 settembre alle ore 19,30 la premiazione della scrittrice torinese nella Sala Ipostila del Castello Maniace di Siracusa

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[Invitiamo i lettori a gustarsi l’Autoracconto d’Autore, dedicato a “Città sommersa” che Marta Barone ha scritto per Letteratitudine]

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“Questa storia ha due inizi: almeno due, perché, come tutto quello che ha a che fare con la vita è sempre difficile stabile cosa cominci e quando […]”.
(Marta Barone)

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È dunque Marta Barone ad aggiudicarsi il Premio Elio Vittorini 2020, con il romanzo d’esordio “Città sommersa” edito da Bompiani già candidato al Premio Strega 2020.

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Una trama avvincente, su un padre quasi sconosciuto ed un passato da indagare, su uno scenario terroristico e la Torino degli anni settanta.

Sabato 12 settembre alle ore 19,30 la premiazione della scrittrice torinese nella Sala Ipostila del Castello Maniace.

imageIl Premio Arnaldo Lombardi all’editoria indipendente va alla casa editrice: Le Farfalle. Con sede a Valverde, un piccolo paese alle pendici dell’Etna con a capo il suo storico fondatore e titolare, il poeta Angelo Scandurra.
Venerdì 11 settembre la cerimonia di consegna del premio alla casa editrice indipendente nel Salone Paolo Borsellino di Palazzo Vermexio.

Un riconoscimento speciale fuori concorso andrà, infine, alla casa editrice Sampognaro&Pupi, per il progetto “Serafiche Frequenze”, un libro di racconti brevi scritti da diversi autori, il cui ricavato servirà per dotare di un defibrillatore un istituto scolastico di Siracusa.

Per chi volesse partecipare è necessaria la PRENOTAZIONE. Basterà compilare lo specifico FORM pubblicato esclusivamente sul sito: https://www.nuovopremiovittorini.it, raggiungibile dalla stessa homepage, specificando a quale cerimonia si vuole prendere parte.

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Approfondimento: PREMIO LETTERARIO NAZIONALE ELIO VITTORINI 2020 MARTA BARONE CON “CITTA’ SOMMERSA” (BOMPIANI)

Avrei voluto che questa storia me la raccontasse lui. Avrei voluto avere il tempo di sentirla. Ma in un certo senso sono consapevole che il libro esiste perché non c’è più l’uomo.

Un padre quasi sconosciuto, il suo passato da indagare. Il terrorismo e la Torino degli anni settanta. La voce e i fatti di un memoir danno vita a un romanzo d’esordio di eccezionale compiutezza letteraria.

Il ragazzo corre nella notte d’inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell’infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell’unica figlia – non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un’epoca complicata e contraddittoria. Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina. Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

MARTA BARONE è nata e vive a Torino. Traduttrice e consulente editoriale, ha pubblicato tre libri per ragazzi.

Una volta qualcuno, qualcuno che pure gli aveva voluto bene, mi ha detto, con sincera compassione: ‘Non dev’essere stato facile averlo come padre.’. No, non lo era. Non lo è stato fino all’ultimo istante. Non è stato facile, dopo, sentirmi ripetere da un ventaglio di sconosciuti che padre meraviglioso dovesse essere stato. Mi sembrava di conoscerlo. Lo conoscevo fin nei suoi anfratti più foschi, brutali, dozzinali. Pensavo di averlo capito tutt’intero. Ma adesso dovevo prendere atto che non lo conoscevo bene come credevo – che forse non lo conoscevo affatto.

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Il Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini, nato nel 1996 e regolarmente assegnato sino al 2012 (gli ultimi vincitori sono stati proclamati nel 2013) riprende il proprio cammino nel 2020 con una formula rinnovata. Il Premio vuol onorare la memoria dello scrittore siracusano.
La commissione giudicatrice, valutate le diverse opere candidate dalle case editrici (per l’edizione 2020 si tratta di volumi editi tra aprile 2019 e marzo 2020), sceglie a proprio insindacabile giudizio, un solo vincitore (dal 1996 al 2012 i vincitori erano tre e tra questi una giuria di cento lettori sparsi in tutta Italia proclamava il vincitore del Superpremio Vittorini). E’ possibile anche la premiazione di più autori ex aequo.

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