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SCRITTURIAMO PINOCCHIO

settembre 11, 2020

“Scritturiamo Pinocchio” a cura di Alessandro Russo, AA.VV (Algra)

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È codesto libro la storia corale e garbata dell’universo pinocchiesco, col celebre burattino che vi trascina dentro l’intera combriccola dei suoi compagni di viaggio.
Non si tratta d’un tomo per bambini ma di un volumetto scritto da trentaquattro ragazzi per i loro genitori. È Scritturiamo Pinocchio (a cura di Alessandro Russo, AA.VV. pp140, €12, Algra Ed,2020) soprattutto un test letterario al limite dell’immaginazione. Al liceo Megara di Augusta, al termine di un laborioso corso di scrittura creativa, viene chiesto ai giovanissimi partecipanti di non smanettare con lo smartphone su Tik Tok o Instagram ma di calarsi all’interno d’una grande narrazione vestendo gli abiti dei protagonisti. Certamente, tra peripezie e giravolte, passi di danza, tiri di scherma e fughe dalla scuola, la scoperta di Pinocchio genera interpretazioni differenti in ogni lettore, dato che di lui si può dire tutto e il suo contrario. Già Italo Calvino affermava che ‘Le avventure di Pinocchio’ non era una fiaba ma “l’unico romanzo picaresco italiano” e così la pensano il curatore Alessandro Russo e le due prof che hanno collaborato attivamente alla realizzazione di Scritturiamo Pinocchio, Maria Adelaide Scacco e Cassandra Carriglio.

I trentaquattro ragazzi del liceo Megara di Augusta hanno carta bianca e ricevono solo brevi ragguagli sull’elaborato da realizzare. Ogni studente si trasforma in un “personaggio” cosicché anche i cosiddetti interpreti minori concepiti da Collodi hanno equo spazio. Ciascuno di loro trattiene il respiro, fa un grande esame di coscienza e infila in questo bel libro il suo vissuto. Lavorano gli aspiranti scrittori in modo indipendente, frattanto erompe un processo di antropomorfizzazione degli animali che, uno dopo l’altro, fanno capolino (civetta, falco, Medoro, Alidoro, lucciola, lumaca, gatto, volpe.)
Qualcuno entra in scena in modo plateale ma c’è pure chi somiglia a un imbonitore e campa d’elemosina, uno è dotato di bioluminescenza, poi c’è una donna con il viso bianco come la neve e i capelli turchini, un pesce più grosso d’un casamento di cinque piani e uno strano omino dalla fisionomia latte e miele. Accade cosi, che Pinocchio prenda posizione contro Geppetto e gli gridi ‘Sei un egoista. Piuttosto che fabbricare me avresti dovuto adottare un bambino”, che il pappagallo, più bravo d’una star delle pellicole di spionaggio, risolva un complicato intrigo di intelligence e che l’incontro con l’ortolano tocchi le corde dell’anima. Un lavoro a più voci diventa un’antologia, la lotta all’evasione scolastica il messaggio cruciale, insieme ai rischi dei divertimenti senza freni, dell’assuefazione alle droghe e della fuga dinnanzi alle responsabilità.
«In primo luogo, –così il curatore Alessandro Russo- gli studenti del Megara meritano tutti un grande  encomio. Scritturiamo Pinocchio è una metafora universale della storia di ogni individuo, un unico racconto di formazione che scardina i luoghi comuni intimamente collegati al romanzo di Collodi. È un libro che scalpita come d’altronde fa lo stesso Pinocchio, implorando, lamentandosi, sghignazzando e facendo i dispetti. Irrequieto, inafferrabile e vivace, bugiardo ma anche sincero, resta il personaggio della letteratura italiana più amato all’estero. Solo in apparenza è ligneo, in realtà è molto curioso: travolge, affascina e inquieta. Soprattutto Pinocchio si tuffa a gamba tesa sulla vita, come fanno i nostri ragazzi di oggi in questo mondo pieno zeppo di tranelli. Noi genitori ed educatori abbiamo l’obbligo di alzare il livello di attenzione.»

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L’evento legato a “Scritturiamo Pinocchio” (11 settembre 2020 – h. 16)

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