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LA CUSTODIA DEL TEMPO di Cesare Falletti

settembre 15, 2020

“La custodia del tempo. Appunti di un monaco nei giorni che passano” di padre Cesare Falletti (Effatà Editrice)

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di Helena Molinari

Alla domanda del giornalista Alberto Burzio “Essere monaci oggi: cosa significa per voi?” il cistercense padre Cesare Falletti rispose generosamente, ma un passaggio in particolare mi colpì.
“Il monaco deve saper essere solo e dimenticato da tutti, pronto a condividere con tutti”.
Nel libro “La custodia del tempo” c’è tutto l’umanesimo monastico di cui si ha bisogno eppure non ci si aspetterebbe in un oggi, che sì corre veloce, ma che forse sta imparando a non stereotiparsi più come un tempo.

Il protagonista sa sorprendersi sempre della presenza di Dio e altrettanto viene sfidato dal dubbio della sua esistenza, sa vivere nella regola e nel silenzio di pietra e bosco eppure è del mondo e fortemente attraversato da esso.
Sta proprio nel farsi attraversare dalla modernità di una scelta così antica, come in fondo in tutti quanti i testi fino a qui incontrati “Tra cielo e terra”,  la formula valida per tutti gli uomini per accorgersi della vita.
I giorni che passano sono soprattutto ciò che ci lasciano dentro.

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[In collaborazione con Radio Aldebaran e con la trasmissione radiofonica Book-ing curata e condotta da Helena Molinari. I testi della rubrica “Parole: tra cielo e terra” saranno riproposti nella puntata di Book-ing domenica prossima, a partire dalle h. 12, sulle frequenze del suddetto programma radiofonico]

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La custodia del tempo. Appunti di un monaco nei giorni che passano - Cesare Falletti - copertinaLa scheda del libro: “La custodia del tempo. Appunti di un monaco nei giorni che passano” di  Cesare Falletti (Effatà Editrice)

«Sorpreso sempre dalla presenza di Dio e sfidato costantemente dal dubbio sulla sua esistenza, la sua Parola è lampada per i miei passi, come dice il Salmo 118. Con questa luce guardo la realtà che mi circonda, ripenso ai giorni passati, vado incontro ai giorni futuri. La persona umana con le sue fatiche e le sue gioie, un po’ schiacciata da un tempo moderno che toglie il respiro e anche molto stimolata da orizzonti nuovi che si aprono con una velocità sconosciuta nel passato, mi colpisce, mi commuove, mi stimola. Guardo e ascolto, e mi lascio stupire da ciò che entra in me e anche da ciò che ne esce, quasi frutto di un seme che è entrato nel profondo della mia terra». L’oggi è il tempo in cui tenere gli occhi spalancati, gli orecchi aperti e le mani tese per dare e per ricevere.

 

Tutte le puntate di “Parole: tra cielo e terra” sono disponibili qui

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