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IL TEATRO DEI SOGNI di Andrea De Carlo (un brano del libro)

settembre 24, 2020

Pubblichiamo in esclusiva un brano tratto dal nuovo romanzo di Andrea De Carlo (in libreria da oggi 24 settembre) intitolato “Il teatro dei sogni” (La nave di Teseo)

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Estratto da IL TEATRO DEI SOGNI di Andrea De Carlo – La nave di Teseo, Milano 2020

Guiscardo Guidarini sale a passo veloce dalle colonne della skené alla piattaforma del proskénion, su per i gradini del koilon: i semicerchi ripetuti di pietra grigia formano un disegno armonioso in questa mattina fredda e tersa, ora che le nebbie della pianura sono svaporate. I cani Tanganika, Timor e Gui II gli corrono di fianco e fanno a gara a chi salta più alto, con la loro elasticità sorprendente. Tanganika e Timor sono basenji di lungo pedigree, se li è ritrovati quando è tornato a vivere qui, ma Gui II è forse il risultato di un amore illegittimo, benché non si capisca come, data l’altezza del muro di recinzione intorno a tutta la proprietà. In ogni caso ha tratti quasi lupini rispetto ai genitori, e un mantello nero-grigio invece che marrone e bianco. Così non ha potuto fare a meno di dargli il suo nome, e adesso a Villa Guidarini Valgrande di Gui ce ne sono due, entrambi poco conformi alla propria linea di discendenza.
Quando è più o meno a metà salita sente un ronzio elettrico nell’aria, guarda in su e vede un trabiccolo volante con quattro eliche che frullano su altrettanti bracci, si libra sopra la conca della collina come un grosso insetto alieno. Compie giri a una trentina di metri di altezza e poi scende verso di lui, insistente.
I cani seguono i suoi movimenti con i musi puntati, le orecchie tese; Timor emette uno dei suoi lunghi ululati. Quando il drone è a forse dieci metri sopra la sua testa lui vede l’obiettivo della videocamera attaccata sotto, le lenti che riflettono la luce. Risale e sembra che se ne vada, invece fa un altro giro largo e torna a scendere, viene in qua. Lui raccoglie un sasso da terra e lo scaglia con tutta la forza che ha nel braccio: mancato di poco. Raccoglie un secondo sasso, ma intanto il drone si impenna, sfugge su nel cielo, scompare oltre la cima della collina.
Quando lui e i cani finalmente arrivano al prato pianeggiante di sopra, con il cuore accelerato dalla scarpinata e dalla rabbia per l’intrusione volante, non c’è più nessun ronzio nell’aria.
Agnese è là davanti alla villa: la sua figura solida ed elastica nel giaccone verde scuro ha un bel movimento mentre viene di corsa verso di lui. “Gui!”
“L’ho visto.” Lui la previene per sdrammatizzare, dato che gli sembra già abbastanza agitata. “Gli ho tirato un sasso, ma ci sarebbe voluta una fionda.”
“A cosa hai tirato un sasso?” Agnese è la sua migliore amica da tanti anni e una meravigliosa collaboratrice, ma ha questa tendenza a preoccuparsi. Per lui, per gli altri, per il mondo; a volte a ragione, a volte no.
“Al drone!” Lui indica il cielo, velato da qualche nuvola ma ormai sgombro da presenze meccaniche. “Girava su e giù a fare video o foto, mi si è abbassato sopra la testa come per provocarmi!”
Lei assume un’espressione ancora più allarmata, guarda inutilmente in alto. Occhi verdi attenti, profilo pieno di carattere, capelli color grano sforbiciati alla buona (da lui per reciprocare hanno preso l’abitudine di tagliarsi i capelli a vicenda). “E chi può essere stato a manovrarlo?”
“Qualcuno che voleva spiare qua dentro, chiaramente.” Guiscardo si esaspera a parlarne; pensa che dovrebbe farsi venire in mente qualche tipo di difesa antiaerea, se per caso il drone tornasse.
“Ma chi?” La preoccupazione nello sguardo di Agnese continua a crescere.
“Che ne so. Ma di cosa mi volevi parlare, se non del drone?”
Anche lui quanto ad ansia non scherza: appena l’ha vista correre gli hanno attraversato la testa immagini di guerre, terremoti, incendi catastrofici, tsunami devastanti, epidemie dilaganti.
“Di questo.” Agnese gli mostra lo schermo del cellulare, dove una biondina dall’aspetto vagamente familiare, con una scritta 2020 dorata sovraimpressa sulla testa e i lineamenti smussati da un filtro, parla di chissà cosa tra smorfie e sorrisi.
“E allora?” Lui si irrita per la futilità delle immagini, guarda i cani che lo fissano in attesa, muove un passo.
“Aspetta!” Agnese continua a mostrargli lo schermo, ma non si vede niente.
“Non si vede niente.” Lui va verso la villa, i cani riprendono a correre.
“Aspetta, Gui!” Agnese lo insegue, con il cellulare proteso.
Sullo schermo c’è una scritta a maiuscole rosa:
salvata da un archeologo-eroe con la manovra di heimlich!
“Ah.” A Guiscardo torna in mente l’episodio dell’altra mattina, nel vecchio caffè di Suverso; sullo schermo riappare la biondina con un aspetto leggermente più scompigliato di prima, il rimmel colato. E seduto di fianco a lei al tavolino c’è lui.

(Riproduzione riservata)

@ La nave di Teseo

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La scheda del libro: “Il teatro dei sogni” di Andrea De Carlo (La nave di Teseo)

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La mattina del primo gennaio Veronica Del Muciaro, inviata di un programma televisivo di grandi ascolti, sta per morire soffocata da una brioche in un caffè storico di Suverso, prospera cittadina del nord. La salva uno strano e affascinante archeologo, il marchese Guiscardo Guidarini, che le rivela di aver riportato alla luce un sito importante. L’inviata scopre di cosa si tratta e lo rende pubblico in diretta tv, scatenando una furiosa competizione tra comuni, partiti rivali, giornalisti e autorità scientifiche.
Con Il teatro dei sogni Andrea De Carlo applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti.

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imageAndrea De Carlo è nato a Milano, dove si è laureato in Storia contemporanea.
Ha vissuto negli Stati Uniti e in Australia, dedicandosi alla musica e alla fotografia.
Si è occupato di cinema, come assistente alla regia di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, e come regista del cortometraggio Le facce di Fellini e del film Treno di panna. Ha scritto con Ludovico Einaudi i balletti Time Out e Salgari. Ha registrato due CD di sue musiche, Alcuni nomi e Dentro Giro di vento. I suoi romanzi, tradotti in ventisei paesi e venduti in milioni di copie, sono: Treno di panna, Uccelli da gabbia e da voliera, Macno, Yucatan, Due di due, Tecniche di seduzione, Arcodamore, Uto, Di noi tre, Nel momento, Pura vita, I veri nomi, Giro di vento, Mare delle verità, Durante, Leielui, Villa Metaphora, Cuore primitivo, L’imperfetta meraviglia, Una di Luna e Il teatro dei sogni.

[Foto accanto: di di AURA G]

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