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IL TERZO GIORNO di Paolo Nelli: incontro con l’autore

ottobre 2, 2020

“Il terzo giorno. La prima indagine del commissario Colasette” di Paolo Nelli (La nave di Teseo): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Paolo Nelli, nato nel 1968, vive a Londra. Ha fatto diversi lavori e ora insegna Lingua e Cultura italiana al King’s College London. Ha pubblicato racconti e romanzi, tra i quali il suo primo La fabbrica di paraurti (1999), e il Trattato di economia affettiva, uscito nel 2018 per La nave di Teseo. È tra i fondatori e organizzatori del FILL, Festival of Italian Literature in London.

Il nuovo romanzo di Paolo Nelli, pubblicato da La nave di Teseo, come il precedente, si intitola: “Il terzo giorno. La prima indagine del commissario Colasette“. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene… [in basso: Paolo Nelli nella foto di Francesco Guidicini]

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«All’origine di tutto c’è stata un’immagine», ha raccontato Paolo Nelli a Letteratitudine: «il corpo di un ragazzo, ritrovato nudo sul pianerottolo di un condominio, con due ali disegnate sulla schiena e accanto un enorme crocifisso. Mi è successo mentre, dopo molti anni, ho assistito a un rito del battesimo, il giorno di pasqua, carico di un linguaggio che parla di sofferenza, sacrificio, peccato, morte. Quasi subito ho avuto il titolo, Il terzo giorno, e l’idea che qualsiasi fosse la storia che ne avrei inventato, doveva svolgersi a partire dal venerdì santo e risolversi la domenica, giorno della risurrezione. Nel romanzo, infatti, il giorno di pasqua, un cadavere scomparirà e per avere le prove di quanto successo bisogna dissotterrarlo, senza che però torni la vita. Da subito ho sentito che c’era un tema forte e un’atmosfera densa che poteva caratterizzare l’intero romanzo. L’ambientazione doveva essere un paese di provincia del nord, poi chiamato Colle Ventoso, in Lombardia, zone in cui sono cresciuto e torno regolarmente. Volevo che si sentisse quella specie di ambizione sociale di assecondare un’idea di normalità che, nelle apparenze, deve essere rispettata. Le investigazioni porteranno alla luce cose che molti degli abitanti già sanno ma di cui non si deve parlare: droga, prostituzione, strozzinaggio.
I personaggi sono venuti da lì, per ricreare un mondo, se pur di finzione, fortemente identificabile e riconoscibile. Innanzi tutto, oltre al ragazzino di cui nessuno conosce l’identità, altre due vittime: Tore, un trentenne pieno di debiti, in relazione con una prostituta. La signora Ilde, una donna molto appartata, ma con la casa piena di opere d’arte. Tre vittime mi permettevano di scandire i tempi, stretti, del romanzo e anche di aprire altre porte dentro la realtà di questo paese. A dirigere le indagini c’è Colasette, un commissario che non crede più nel proprio lavoro e cerca il coraggio di dimettersi. Bercalli, un’ispettrice empatica e arguta, entrata in polizia quasi come ribellione alla propria famiglia. In questi giorni di intensa collaborazione, i due sono costretti a conoscersi e il rapporto si fa più profondo con il progredire del romanzo. E poi Irene, una donna che nel condominio dove avvengono i fatti ci ha passato l’infanzia. Infanzia nella peggiore delle famiglie, ma protetta, quando erano bambini, dall’amicizia di Tore, che ora è in coma. Irene lavora per i servizi sociali del paese e porta avanti le proprie ricerche costringendosi, così, ad affrontare le sofferenze del suo passato.
Le prospettive sono quindi differenti, quella di Irene direttamente dall’interno, per poter variare la trama e anche per allargare le mie possibilità di descrivere il contesto sociale. Dalla metà in poi, quando si comincia a dipanare quanto c’è dietro a queste morti, il romanzo scende sempre di più verso territori noir. Anche la primavera, in questi giorni, tarda ad arrivare ed è fatta di vento e pioggia».

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Un brano estratto da “Il terzo giorno. La prima indagine del commissario Colasette” di Paolo Nelli (La nave di Teseo) – pag. 401

Si separano, per controllare nel bosco e raggiungere i due estremi della radura. Da lì, risalendo la piccola roggia, rincontrarsi. Rodighiero e Garofalo entrano nel boschetto da destra. Bercalli e Colasette da sinistra. Si muovono a zig zag. La penombra del dopo crepuscolo. Hanno le torce accese, ma non è ancora abbastanza buio per renderle necessarie. Quella tonalità compatta, che anticipa la notte, che nel bosco appiana i contrasti, rende tutto omogeneo, risucchia anche la luce delle torce. È difficile adattare la vista.
L’acqua è già entrata nelle scarpe di Colasette. Gli stivali di Bercalli resistono meglio. Fa freddo. Gli unici rumori sono i loro passi sul sottobosco bagnato. I ramoscelli contro cui van-no a sbattere. Le leggere frustate sulle giacche. Camminano a cinque, sei metri di distanza uno dall’altra.
“Non riesco a non pensare a quell’uomo che è passato di qui con un cadavere caricato in spalla,” dice Bercalli. “In piena notte.”
“Ci deve essere un modo più semplice per arrivare all’orto.”
Il bosco può inquietare a quest’ora della sera. Cambia identità. Bercalli lo sa. Lei ci è nata tra le montagne. Ci ha passato l’infanzia nei boschi.
Zigzagano ancora. Poi sono di nuovo spalla a spalla. “Potremmo separarci, anche io e lei. E ci si ritrova giù in fondo,” dice Bercalli.
“Sta scherzando?”
“L’ha detto lei che il rigagnolo delimita tutto il bosco. Non possiamo che arrivare lì.”
“Lasci perdere. Restiamo uniti.”
“Colasette,” dice Bercalli alzando un poco la voce. “Non ho bisogno di un padre.”
Colasette si ferma e le punta la torcia addosso. Bercalli è costretta a coprirsi gli occhi. “La sposti,” dice, “mi sta accecando.”
Colasette abbassa la torcia. Illumina le scarpe che hanno cambiato colore. L’orlo dei pantaloni comincia ad assorbire acqua. “Lei non ha bisogno di un padre. Ma sono io che, in questo bosco, di notte, ho bisogno di una madre. Le suona meglio?”
“Mi sta dicendo che ha paura?”
“No, ma neppure ho voglia di restare da solo.”
Riprendono a camminare, più cauti. La boscaglia è fitta, lì, non curata e comincia a digradare. Il terreno è scivoloso. Devono evitare i rami spezzati. Sulla corteccia i piedi non hanno alcuna presa. Il muschio copre la base dei ceppi marci. La poca visibilità è calata in fretta. Portando ulteriore silenzio. Solo un vento che smuove le cime degli alberi, leggero, un alito continuo, tra le foglie fresche di inizio aprile. È pioggia che non fa rumore. Sono quasi arrivati al fosso. La voce di Garofalo in lontananza.
“Colasette, Bercalli. L’abbiamo trovato.”
Arriva da destra. La roggia è gonfia per tutta l’acqua che è venuta giù in quei giorni. Il terreno è molle. Risalgono un poco. Incrociano un sentiero che fa una lunga curva. In fondo alla luce delle torce appare il ponticello di legno. Nella distanza, luccicano le due torce di Garofalo e Rodighiero. Oltre il ponte il buio si attenua nell’apertura della radura. Camminano diritti nell’erba che gli arriva oltre le caviglie. Sono fradici, ma non ci pensano. Vogliono arrivare. Si controllano per non correre. Una cinquantina di metri li separa. Cominciano a di-stinguere anche i due colleghi che quelle luci le impugnano. Li raggiungono.

(Riproduzione riservata)

© La nave di Teseo

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La scheda del libro: “Il terzo giorno. La prima indagine del commissario Colasette” di Paolo Nelli (La nave di Teseo)

Il venerdì di Pasqua un paesino lombardo, Colle Ventoso, è sconvolto dal ritrovamento di tre cadaveri. Due sono riversi sulle scale di un condominio: si tratta di Tore, un trentenne assillato dai creditori, e di un bellissimo ragazzo biondo, chiamato “l’angelo” per via di due ali disegnate sulla schiena. Il terzo corpo, quello di Ilde Ardenghi, viene scoperto nel suo appartamento pieno di raffinate opere d’arte. A investigare è il commissario di polizia Valerio Colasette, un meridionale trapiantato al nord, in difficoltà con regole e superiori e con una lettera di dimissioni pronta da dieci anni. Iniziano così due indagini parallele: da una parte Irene Iannone, fidanzatina di Tore ai tempi dell’infanzia, un’assistente sociale spinta da ragioni personali che agisce di puro intuito; dall’altra Colasette, scontroso, spesso insofferente eppure capace di entrare in sintonia con i suoi compaesani, affiancato nel caso dalla brillante ispettrice Maddalena Bercalli. Tra i due la collaborazione prende presto le forme di un’intimità inaspettata. Le indagini si incontreranno, inevitabilmente, il giorno di Pasqua, per scoprire che anche nelle case di Colle Ventoso, come nell’animo dei protagonisti, niente è mai come sembra. La prima indagine del commissario Colasette e dell’ispettrice Bercalli è un giallo letterario che gioca con le regole del genere: Paolo Nelli trasforma un mistero di condominio in una vertiginosa indagine in equilibrio tra il male e il bene.

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