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LA CORONA DEL POTERE di Matteo Strukul: intervista all’autore

ottobre 5, 2020

“La corona del potere” di Matteo Strukul (Newton Compton): intervista all’autore

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Esce oggi, 5 ottobre, il nuovo romanzo storico di Matteo Strukul (foto in basso – © Marco Bergamaschi), autore della saga bestseller “I Medici”, tradotto in 24 Paesi e vincitore del Premio Bancarella. Una nuova avvincente storia intitolata “La corona del potere” (Newton Compton)

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di Massimo Maugeri

Matteo Strukul torna in libreria con un nuovo romanzo dedicato alla “saga delle sette dinastie”, da cui trasuda – come nei precedenti libri – la sua passione per lo studio e la ricerca storica e il suo talento di narratore. Una storia complessa, avvincente, con svariati personaggi e filoni narrativi.
Ho avuto il piacere di discuterne con l’autore…

– Matteo, cosa puoi dirci sulla genesi di questo tuo nuovo romanzo “La corona del potere”, secondo volume de “La saga delle sette dinastie”? E che ruolo occupa nell’ambito generale della saga?
Dopo il grande successo de Le Sette Dinastie, abbiamo deciso con Newton Compton che la saga meritava un secondo capitolo. Lo scopo di questo affresco letterario è quello di raccontare in modo avventuroso e verosimile l’Italia del Rinascimento attraverso la storia di sette grandi dinastie, con tutti gli intrecci, gli intrighi, i tradimenti, le battaglie del caso. Attraverso le vicende di Sforza, Condulmer, Estensi, Medici, Colonna, Borgia e Aragonesi costruisco una trama fitta di eventi che svela la nostra storia, quella di città con tradizioni e culture diverse. È un percorso antropologico, in un certo senso, scoprire le meraviglie di Milano, Venezia, Ferrara, Firenze, Roma e Napoli, celebrarne le diversità e comprenderne le peculiarità. Significa familiarizzare con l’idea che l’Italia è unica perché è unione di molte culture diverse. È la storia a dircelo. A volte la chiave di comprensione del futuro sta nel nostro passato. La corona del potere, in particolare, sposta almeno in parte l’attenzione su Roma e i Borgia. Se nel primo volume Milano e Venezia erano protagoniste assolute, qui personaggi come Alessandro VI, Lucrezia e Cesare Borgia sono a dir poco centrali. Ma c’è posto anche per Caterina Sforza, la tigre di Forlì, o per Antonio Condulmer, Gran Maestro delle Spie della Serenissima. Per non parlare dei cugini Prospero e Fabrizio Colonna, condottieri o Consalvo di Cordova, viceré di Napoli.

– Cosa puoi dirci sull’attività di ricerca e studio propedeutica alla scrittura di questo volume, in particolare?
Posso dire che, come sempre, si è trattato di uno studio vasto e complesso. Non a caso riporto una parte delle fonti consultate nella nota d’autore. Ci sono poi i viaggi, funzionali allo studio dei monumenti e dei luoghi, la ricerca d’archivio, il lavoro di “anticatura” dello stile letterario, la ricostruzione di scenografie e costumi, moda e duelli, i colloqui con i maestri di spada rinascimentale e quelli con accademici e critici di storia dell’arte. È un lavoro non sempre semplice ma estremamente gratificante. E poi c’è la scrittura, costruita giorno per giorno, scegliendo le parole, studiando Manzoni, Dumas, Radcliffe, Eco, Balzac, Vassalli, Schiller, Laclos, Bellonci, Hardy, Austen, Bronte, Milton, Nievo che sono fra i miei eroi ed eroine personali.

– Oltre al tuo impegno nell’attività di studio e ricerca di cui abbiamo detto sopra, quali sono state le principali difficoltà che hai dovuto fronteggiare nella scrittura di “La corona del potere”?
La difficoltà è gestire quindici protagonisti e quaranta personaggi in scena, tacendo le comparse che sono tantissime. Avere qualcosa come dodici linee narrative contemporaneamente mi ha prostrato in termini di scrittura. Anche perché tutto deve tornare, alla fine.

– Come epigrafi del libro hai scelto due citazioni di Jacob Burckhardt (da “La civiltà del Rinascimento in Italia”) e di Maria Bellonci (da “Rinascimento privato”). Come commenteresti queste scelte?
Be’, Burckhardt è stato il punto di partenza per questa grande saga in due parti che ormai consta di oltre mille pagine. È stato Raffaello Avanzini a suggerirmi di cominciare da lì. Aveva ragione. In un certo senso, La civiltà di Rinascimento rappresenta un astrolabio ideale per comprendere appieno il secolo d’oro italiano… dalla Battaglia di Maclodio (1427) al Sacco di Roma (1527). Maria Bellonci ha scritto un capolavoro come Rinascimento privato... non credo serva aggiungere altro.

– Quali sono le caratteristiche del contesto storico in cui è ambientato “La corona del potere”?
Direi che si tratta di un’Italia fortemente divisa, in cui una serie di ducati, repubbliche, signorie, viceregni provano, con fatica, a far fronte alla discesa di Carlo VIII in Italia. Il re francese intende conquistare la penisola con l’appoggio di Ludovico il Moro, usurpatore del ducato di Milano. In un primo momento Ferrara e Firenze lo lasceranno passare fra l’indifferenza di Venezia e l’impotenza di Roma. Carlo riconquisterà Napoli alla casa d’Angiò ma poi, nel giro di pochi mesi, complice l’azione di Consalvo di Cordova e dei cugini Colonna che riprenderanno Napoli, l’Italia ritroverà un’unione per merito di Venezia e per la paura del diffondersi di un’epidemia di Mal Francese, la sifilide. Sarà la battaglia di Fornovo a consacrare la vittoria italiana. Nel frattempo il lettore assisterà alle alleanze fra Borgia e Sforza prima, fra Borgia e Aragonesi e infine fra Borgia, Francia ed Estensi mentre gli altri “stati” andranno assumendo ruoli sempre più ostili al papato. È un quadro complesso e affascinante, popolato da personaggi memorabili. Credo che lettrici e lettori si appassioneranno a questa incredibile vicenda.

– In parte ne abbiamo già fatto cenno, ma ti chiederei di fornirci qualche notizia in più: quali personaggi troveranno, i lettori, tra le pagine di questo romanzo?
Come dicevo Lucrezia Borgia, Alessandro VI, Caterina Sforza, Sancia d’Aragona, Cesare Borgia, Ludovico il Moro, Leonardo da Vinci, Antonio Condulmer, Lo Scorpione, Beatrice d’Este, Isabella d’Aragona, Alessandro Benedetti, Consalvo di Cordova, Prospero Colonna, davvero c’è un cast pazzesco.

– Hai scritto e pubblicato diversi romanzi storici che hanno beneficiato di grande successo, anche a livello internazionale. In linea generale (anche a beneficio degli scrittori esordienti)… quali sono, a tuo avviso, i maggiori rischi e le migliori opportunità che può offrire il cimentarsi con la scrittura di un romanzo storico?
È una scrittura molto difficile e complessa per tutto quello che ho scritto nelle risposte precedenti, non a caso gli autori di romanzi storici sono da sempre una minoranza. C’è tantissimo studio alla base, le trame vanno gestite in coerenza con i fatti realmente accaduti, i personaggi realmente esistiti devono essere rispettati perlomeno nel loro spirito, va curata la verosimiglianza, la ricostruzione del tempo, l’ambientazione, va compresa la forma mentis dell’epoca e i codici etici del rinascimento o del medioevo, completamente diversi da quelli di adesso. D’altra parte la bellezza, l’arte e la storia dell’Italia sono invidiate, studiate, visitate da tutto il mondo. Per questa ragione “portare” all’estero le storie dei Medici, di Michelangelo, di Sforza, Borgia e Colonna, raccontare in modo credibile la Venezia del Quattrocento o la Milano di Leonardo da Vinci è devastante. Gli editori e i lettori stranieri apprezzano moltissimo il valore letterario e sociale di una scrittura di questo tipo e la premiano. Ne sono orgoglioso. Come Veneto e come Italiano. Mentre tanti autori nostrani scrivono storie di criminalità organizzata, io sento profonda la necessità di celebrare l’identità culturale italiana, l’arte di Michelangelo e Leonardo, il mecenatismo dei Medici, la bellezza mozzafiato di Venezia, di Palazzo Ducale e della Scuola di Anatomia dell’Università di Padova. Nei miei romanzi si trova questo e molto altro.

– In chiusura – come “chicca” a beneficio dei lettori – ci offriresti una suggestione, o una curiosità legate a questo nuovo romanzo?
Il primo teatro anatomico mobile è stato inventato da un anatomista, medico e umanista italiano: Alessandro Benedetti da Legnago. Fu lui a scoprire anche i primi e più efficaci rimedi e le misure di sicurezza più utili nel limitare l’azione del mal francese. Studiò gli effetti della malattia sui cadaveri dei soldati uccisi nel corso della battaglia di Fornovo alla quale partecipò come Medico Capo dell’Esercito Confederato Veneziano. Insegnava all’università di Padova…

– Grazie mille, Matteo. E complimenti per questa tua nuova opera…

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undefinedLa scheda del libro: “La corona del potere” di Matteo Strukul (Newton Compton)

Dall’autore della saga bestseller I Medici, un nuovo capitolo della saga delle sette dinastie.

1494. L’ombra di Carlo VIII si allunga come una maledizione sulla penisola italica. Intanto Ludovico il Moro ha da tempo usurpato il ducato di Milano. A Roma Rodrigo Borgia, eletto papa, alimenta un nepotismo sfrenato e colleziona amanti. Venezia osserva tutto grazie a una fitta rete di informatori, magistralmente orchestrata da Antonio Condulmer, Maestro delle Spie della Serenissima, mentre il re francese valica le Alpi e, complice l’alleanza con Ludovico il Moro, giunge con l’esercito alle porte di Firenze. Piero de’ Medici, figlio del Magnifico, la­scia passare l’invasore, accettandone le condizioni umilianti e venendo in seguito bandito dalla città che si offre, ormai prostrata, ai sermoni apocalittici di Girolamo Savonarola. Mentre il papa si rinchiude a Castel Sant’Angelo, Carlo marcia su Roma con l’intento di saccheggiarla, per poi mettere a ferro e fuoco Napoli e reclamare il regno nel nome della sua casata, gli Angiò. L’inesperto Ferrandino non ha alcuna possibilità di opporsi. In un’Italia sbranata dal “mal francese”, che dilaga come un’epidemia mortale, convivono lo splendore del Cenacolo di Leonardo da Vinci e l’orrore della battaglia di Fornovo; le passioni e la depravazione del papa più immorale della Storia e le prediche apocalittiche di un frate ferrarese che finirà bruciato sul rogo…

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Matteo Strukul nato a Padova nel 1973. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in 16 lingue, pubblicate in 30 Paesi e opzionate per il cinema. La saga sui Medici, che comprende Una dinastia al potere (vincitore del Premio Bancarella 2017), Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia, è in corso di pubblicazione in 12 lingue e in più di 25 Paesi. La Newton Compton ha pubblicato anche Inquisizione Michelangelo e la nuova serie che comprende Le sette dinastie e La corona del potere. Il suo sito internet è matteostrukul.com

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