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IL CIELO COME UNA TENDA di Sergio Valzania

ottobre 15, 2020

“Il cielo come una tenda” di Sergio Valzania (Ed. Dehoniane) – prefazione di Andrea Monda direttore dell’Osservatore Romano

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di Helena Molinari

“Una breve galleria di quindici parole esplorate nel loro significato, un piccolo alfabeto molto limitato quanto ricco” perché “la crisi così attuale dei valori può e deve essere affrontata partendo proprio dalla crisi dei significati”.
Un libro speciale perché attinge dalla natura per quello che è e ci offre, e dalle condizioni dell’uomo. Un testo prezioso perché è carico di materia eppure anche di spiritualità, trascendenza e di riconoscenza alla vita.
Per “Tra cielo e terra” l’autore che noi di Letteratitudine ringraziamo vivamente, si è generosamente speso nel rispondere ad alcune mie domande, che ho voluto rivolgergli per meglio valorizzare e far comprendere questo suo ultimo lavoro.
A mio parere, e termino, un libro anche per genitori e figli.

– “Il cielo come una tenda” quasi a proteggere e a prendere consapevolezza del cielo o sbaglio?
“Tu stendi il cielo come una tenda” è il versetto di un Salmo (104,2), intitolato Gli splendori della creazione nella Bibbia di Gerusalemme. Come ogni frase delle scritture anche questa è soggetta a diverse interpretazioni. Dall’allegoria della protezione offerta da Dio al mondo intero a una rappresentazione poetica della creazione. Ci sono affreschi dedicati al Giudizio Universale che ritraggono negli angoli in alto gli angeli intenti a riavvolgere in un grande rotolo il cielo stellato.
Ho utilizzato le parole finali del versetto per l’emozione che mi provocano. Rinviano a notti stellate, magari passate in tenda o comunque in luoghi appartati, a basso inquinamento luminoso. Allora per un “ragazzo di città” un po’ attempato come me è più facile sentire la presenza di Dio in circostanze simili, non occorre nemmeno la mediazione delle parole.

– Dentro, parole e Parola a restituire i significati, che oggi si corre e si scorre veloci… e che perdiamo. E se i suoi lettori fossero adolescenti… a scorrimento compulsivo? Manterrebbe identiche quelle parole? Ne aggiungerebbe altre?
Questa raccolta di meditazioni sulle parole è la terza che pubblico. Sono articoli che ho scritto prima per Liberal e poi per Toscana Oggi, alcune volte riferendomi a fatti di cronaca, più spesso seguendo l’ispirazione del momento, di solito sollecitata da qualche lettura. Per Il cielo come una tenda è stato l’editore a collaborare alla scelta di quali inserire tra le disponibili.
Quanto agli adolescenti, ne ho una immensa stima. Penso che se i “grandi” dedicassero loro più tempo e attenzione si realizzerebbero incontri meravigliosi. L’importante è giocare insieme a loro fin da quando sono bambini e continuare a farlo dopo che sono cresciuti, creando un ambiente di scambio e di condivisione. Sono convinto che i giovani e i giovanissimi vadano in cerca di contributi per la comprensione e l’organizzazione della vita, che devono essere rispettosi della loro personalità. E non cadere dall’alto.
Altre parole si stanno già aggiungendo, per il prossimo libro. L’ultima che ho scritto è Mistica, termine poderoso e sfuggente. San Tommaso la definisce “cognitio Dei experimentalis”.

– Per esempio… Molto bella la Sabbia, che non è terra, eppure insieme all’acqua si fa casa.Quale è stata la sua parola più ricorrente durante i mesi a casa e quale secondo Lei questo tempo avrebbe dovuto riconsegnarci?
Grazie per l’apprezzamento di Sabbia. È una parola estiva, che ho scritto tornando dal mare, dopo averne incontrata e calpestata tantissima.
Il tempo del covid 19 è stato un tempo di meditazione e di preghiera, volontarie o involontarie che fossero, in una situazione di modesto disagio per molti e di disperazione per alcuni. Sono stato fortunato. Vivo insieme a mia moglie in una casa abbastanza grande, nella quale la convivenza lascia spazi di raccoglimento individuale. Ho avuto modo di svegliarmi ogni giorno poco prima delle sette per assistere alla messa di papa Francesco a Santa Marta in televisione, un grande regalo che il pontefice ci ha fatto. Nel pomeriggio dedicare qualche decina di minuti alle scritture ha costituito un appuntamento utile anche a segnare lo scorrere delle ore nella giornata.
Scrivere qualcosa, andare a fare la spesa, cucinare e ricomporre qualche puzzle completavano un tempo dal sapore vagamente monastico.
La parola del lock down è dunque preghiera. Come diceva Unamuno, il fondamento dell’esistenza.

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[In collaborazione con Radio Aldebaran e con la trasmissione radiofonica Book-ing curata e condotta da Helena Molinari. I testi della rubrica “Parole: tra cielo e terra” saranno riproposti nella puntata di Book-ing domenica prossima, a partire dalle h. 12, sulle frequenze del suddetto programma radiofonico]

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La scheda del libro: “Il cielo come una tenda” di Sergio Valzania (EDB)

Il cielo come una tenda - Sergio Valzania - copertina«Più che un saggio questo libro è una “raccolta”, una breve galleria di quindici parole esplorate nel loro significato, un piccolo alfabeto, un primo lessico molto limitato quanto ricco, che permette di assaporare e intuire la profonda cultura dell’autore. Il fatto è che Valzania è uno di quegli scrittori “alla Chesterton” (uno dei pochi autori citati nel saggio) o come Borges, che sarebbe capace di conversare con il lettore praticamente su tutto donandogli sempre un lieto nutrimento» (Andrea Monda).

Sommario

Prefazione (A. Monda).  Fiore.  Sudoku.  Sabbia.  Nudità.  Giardino.  Deserto.  Luce.  Silenzio.  Notte.  Macchina.  Icona.  Libro.  Pioggia.  Preghiera.  Sguardo.

Note sull’autore

Sergio Valzania, saggista e romanziere, insegna Scienza della Comunicazione nelle Università di Siena e Genova. In Rai dal 1978 al 2015, ha diretto per un decennio i programmi radiofonici. Ha pubblicato di recente il romanzo  La Bolla d’Oro (Sellerio, 2012), il saggio La pace mancata. La conferenza di Parigi e le sue conseguenze (con Franco Cardini, Mondadori, 2018) e il libro per ragazzi I venti Personaggi che hanno fatto l’Italia (Rizzoli 2019).

Andrea Monda è direttore dell’Osservatore Romano.

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Tutte le puntate di “Parole: tra cielo e terra” sono disponibili qui

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