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PREMIO CHIARA 2020: vince Maria Attanasio con “Lo splendore del niente e altre storie”

ottobre 19, 2020

Maria Attanasio vince l’edizione 2020 del Premio Chiara con il volume “Lo splendore del niente e altre storie” (Sellerio).

Maria Attanasio vince il XXXII Premio Chiara

[La recensione di Letteratitudine è disponibile qui]

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Lo spoglio delle schede inviate dai 150 giurati popolari italiani e ticinesi (che hanno ricevuto e letto le opere), condotto in diretta dal notaio durante la Manifestazione Finale di domenica 18 ottobre alle Ville Ponti Varese (prossimamente le foto), ha visto prevalere Maria Attanasio e Lo splendore del niente e altre storie, edito da Sellerio. Maria Attanasio si aggiudica, quindi, l’edizione 2020 del Premio Chiara.

Come stabilito a inizio anno, la vincitrice sarà di diritto presidente della giuria dell’edizione dell’anno successivo del Premio Chiara Giovani.

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La Terna finalista

Tra le raccolte pervenute alla segreteria del Premio, la Giuria letteraria, presieduta da Romano Oldrini Presidente Ass. Amici di Piero Chiara e composta da Vittorio Colombo responsabile de La Provincia di Lecco, Luca Crovi scrittore, Robertino Ghiringhelli direttore dipartimento storia moderna e contemporanea Università Cattolica Milano, Paolo Grosso giornalista La Prealpina, Luigi Mascheroni caporedattore Cultura Il Giornale, Marta Morazzoni scrittrice, Mauro Novelli docente letteratura italiana contemporanea Università Statale Milano, Ermanno Paccagnini direttore dipartimento italianistica Università Cattolica Milano, Luca Saltini scrittore, Stefano Vassere direttore Biblioteca Cantonale Lugano e Andrea Vitali scrittore aveva selezionato i finalisti:

Maria Attanasio, “Lo splendore del niente e altre storie”, Sellerio

Ermanno Cavazzoni, “Storie vere e verissime”, La nave di Teseo

Valerio Magrelli, “Sopruso: istruzioni per l’uso”, Einaudi

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La scheda del libro vincitore

Copertina   Ritratto
Maria Attanasio, Lo splendore del niente e altre storie, Sellerio

“Si nasce per caso in un luogo, che può diventare scelta, destino. E destino di scrittura è stata per me Caltagirone, l’immaginaria Calacte della maggior parte di questi racconti. Storie soprattutto di donne – ribelli non rassegnate – di cui spesso resta solo un gesto, un dettaglio, impigliato in vecchi libri o nelle scritture di cronisti locali: frammenti dell’immemore genealogia delle madri, che arrivano a me, si insediano in me, fino a quando non restituisco loro parola e identità. Ricostruendo, tra immaginario storico e tracce documentali, il pensare e l’operare delle protagoniste dei racconti, la mia vita si è fusa con la loro in una sorta di autobiografia, traslata nel tempo dell’esclusione dal linguaggio che ha caratterizzato l’identità di genere; dove però è possibile ritrovare sorprendenti storie di coraggio e di resistenza alla discriminazione e all’ingiustizia”. Storie di donne ribelli, di coraggio e di resistenza. Figure ai margini della storia che diventano protagoniste grazie a una scrittura poetica efficace e unica.

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Maria Attanasio, Caltagirone, 1943, collabora a riviste e giornali. Ha scritto poesie (Interni, 1979; Nero barocco nero, 1985; Eros e mente, 1996; Amnesia del movimento delle nuvole, 2003) e saggi. Con Sellerio ha pubblicato Correva l’anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile (1994), Piccole cronache di un secolo (1997, con Domenico Amoroso), Di Concetta e le sue donne (1999) Il falsario di Caltagirone (2007), Il condominio di Via della Notte (2013), La ragazza di Marsiglia (2018) e Lo splendore del niente e altre storie (2020).

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