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FORSE NON TUTTI SANNO CHE CARAVAGGIO di Annalisa Stancanelli: incontro con l’autrice

novembre 8, 2020

“Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero” di Annalisa Stancanelli (Newton Compton): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Annalisa Stancanelli è giornalista pubblicista. Ha insegnato per sedici anni e dal 2013 è Dirigente Scolastico. Collabora con il giornale «La Sicilia». Nel 2006 ha vinto la Borsa di studio del Centro Internazionale di Studi sul Barocco e da allora continua a studiare il mondo di Caravaggio e il suo viaggio a Siracusa.
E proprio a Caravaggio è dedicato questo nuovo libro di Annalisa Stancanelli pubblicato da Newton Compton, intitolato: “Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero“.
Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Durante la scrittura del romanzo “Il vendicatore oscuro. Caravaggio”, che ho pubblicato nel 2017 con Mondadori, realizzai che la conoscenza di alcuni periodi della vita del pittore da parte del vasto pubblico di appassionati d’arte e di ammiratori dell’artista lombardo era frammentaria», ha detto Annalisa Stancanelli a Letteratitudine. «In effetti anche io avevo trovato diverse lacune che riguardavano il periodo che raccoglieva l’ultimo tempo di Caravaggio, dal 1606 alla morte, e in particolare i periodi trascorsi nell’isola di Malta, a Napoli e in Sicilia.
imageCon “Il vendicatore oscuro” avevo partecipato a molti eventi in tutta Italia notando lo straordinario interesse verso la vita di questo geniale pittore da parte di tante persone diverse, non solo appassionati d’arte.  La vita di Caravaggio, in effetti, è romanzesca; ci sono diversi periodi misteriosi, dei veri e propri buchi neri (1592-1596 ad esempio), rapporti con Papi e Cardinali ma anche relazioni con cortigiane e personaggi discutibili, partecipazione a risse, aggressioni e un omicidio.  Il pittore potrebbe aver addirittura partecipato a una guerra, secondo alcune ipotesi, viaggiato a Venezia e Firenze, partecipato a uno scontro fra i Cavalieri di Malta e i pirati. E poi le vicende enigmatiche di molte opere ricordate dalle fonti e oggi irrintracciabili. Ma con Caravaggio è sempre una sorpresa, come racconto nel saggio; negli ultimi quindici anni sono saltati fuori ben tre dipinti e per uno di questi si è data l’attribuzione certa, per gli altri due sono in corso studi approfonditi.  Un quadro è stato trovato in un refettorio di religiosi, pensate!, un altro in una soffitta. Quindi oltre agli enigmi legati alla biografia di Caravaggio andavo scovando altre storie affascinanti legate alle opere perdute. Così in questi anni ho continuato a documentarmi fino a raccogliere parecchio materiale non diffuso al pubblico di lettori ma più che altro rimasto all’interno del settore specialistico, fra gli storici dell’arte e i critici. Nel 2019 ho coordinato l’evento dedicato a Caravaggio al Festival Giallo Pistoia dove ho conosciuto anche Milo Manara, che aveva pubblicato una graphic novel su Caravaggio, e ho constatato lo straordinario interesse di un vasto pubblico verso la vita e i misteri della biografia del pittore. Stavo lavorando a un nuovo romanzo su Caravaggio, che trattava soprattutto dei dipinti perduti che facevano parte della collezione di Hitler, quando la Newton Compton ha sposato il mio progetto. Abbiamo deciso di offrire ai lettori una narrazione di ampio respiro di tutto quanto è stato pubblicato, anche in lingua inglese, sull’artista che tutti noi chiamiamo Caravaggio ma che, pensate, in realtà è nato a Milano. Il libro è stato suddiviso prevalentemente in parti legate alla cronologia degli spostamenti del pittore ed è stato molto approfondito il periodo dell’infanzia a Caravaggio, quando il pittore restò orfano di padre a causa di una gravissima epidemia di peste, con un  focus su una storia davvero affascinante legata alla Marchesa di Caravaggio, Costanza Sforza Colonna, che sarà per tutta l’esistenza dell’artista un angelo custode molto speciale (e nel libro ipotizziamo anche una ragione sentimentale per questo legame particolare) e l’ultimo tempo, con dei capitoli dedicati a Napoli, a Malta, dove Caravaggio divenne Cavaliere dell’Ordine, Siracusa e Messina. Al centro del libro, però, c’è una vera e propria chicca. Anzi ce ne sono due. Un capitolo dedicato a Caravaggio e la musica, con il racconto delle interpretazioni più suggestive e affascinanti dei quadri del ciclo musicale come, ad esempio, “Il concerto di giovani” e “Il suonatore di liuto” e la sezione “Caravaggio e i poeti”. Durante le mie ricerche ho reperito un ‘antologia di epigrammi latini scritti da un frate teatino nella seconda metà del 1600. Il religioso raccontava i quadri e le sculture più belle presenti nelle collezioni e nelle Chiese più importanti di Roma tra i quali alcuni dipinti perduti di Caravaggio e altri quadri sconosciuti per un totale di 17 componimenti, tutti dedicati all’artista lombardo. La professoressa Brunella Bruno mi ha guidato nella traduzione e li abbiamo inseriti per intero nelle due lingue. Si tratta davvero di una sezione molto interessante che consiglio agli amanti della poesia. All’interno del saggio, poi, vengono menzionate anche altre liriche dedicate ai quadri di Caravaggio e allo stesso pittore, fra le quali una di Giovan Battista Marino. Il libro, dunque, è caratterizzato da una scrittura scorrevole e da una narrazione ariosa e piacevole ma tiene conto di studi recenti anche in lingua inglese, soprattutto sul periodo misterioso che Caravaggio trascorse a Malta, dove fu investito dall’Ordine Cavaliere di obbedienza».

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Un brano estratto da “Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero” di Annalisa Stancanelli (Newton Compton)

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Nell’estate del 1608 il passo più importante del suo soggiorno maltese per il pittore lombardo stava per essere compiuto.
Caravaggio stava per diventare Cavaliere! Chi l’avrebbe mai detto?
Ma come avveniva la misteriosa cerimonia di investitura? E soprattutto… Caravaggio come avrebbe risposto a chi lo interrogava sulla sua castità?

Caravaggio fu un “raccomandato”: Per lui alcuni vincoli dell’investitura furono infranti. L’anno di fermo a La Valletta, i sei mesi su una galea da imbarcato e anche le domande di rito fatte durante la ce-rimonia tra le quali «se avesse fatto omicidio», «se avesse contratto debiti», «se non avesse fatto voto in altra religione», «se non avesse contratto matrimonio». Domande a cui il pittore avrà risposto in modo poco sincero.
Come fu investito Cavaliere?
Immaginiamo il pittore durante la notte che precede la cerimonia, in preghiera in una stanza collocata al primo piano del Palazzo del Gran Maestro.
Doveva pregare e confessarsi.
Poi arrivò finalmente l’alba di un giorno fatidico, quello dell’investitura a Cavaliere. È il 14 luglio 1608, è passato un anno da quando il pittore è sbarcato nell’isola di Malta.
Caravaggio giunse nella chiesa dei cavalieri all’ora prefissata, vestito di un lungo abito (nero con la croce bianca ottagonale, la Croce di Malta) e d’un mantello “a becco”, propriamente l’abbigliamento previsto dall’Ordine, e si inginocchiò davanti all’altare tenendo in una mano un torchio acceso e nell’altra presentando una spada nuda per farla benedire.
Dietro Caravaggio inginocchiato, in fila ai due lati, vi erano i membri più importanti dell’Ordine i padrini, e gli altri “futuri Cavalieri”. Il sacerdote benedì la spada e gli pose la mano sulla spalla destra recitando la formula di rito. Riposta la spada nel fodero, ricordò al neofita che i santi avevano conqui-stato i regni più con la loro fede che con la spada. Dopo ciò il sacerdote dava un bacio al Cavaliere il quale, dopo aver sentito la messa, ed essersi accostato alla sacra mensa tenendo un torchio di cera bianca acceso, a cui attaccava d’ordinario uno scudo d’oro, faceva la professione rispondendo a tutte le interrogazioni del sacerdote.
Wignacourt durante la cerimonia appella Caravaggio (Michel Angelo nato a Carraca borgo della Lombardia, dirà) come “magnifico” e conferma di voler soddisfare il desiderio di questo pittore di en-trare tra i Cavalieri di San Giovanni; aggiunge che

il nostro ordine possa alfine gloriarsi di questo discepolo e cittadino adottivo con orgoglio non minore di quello con il quale l’isola di Coo (anch’essa nella nostra giurisdizione) esalta il suo “Apelle”; e se volessimo metterlo a confronto con più recenti artisti della nostra epoca, non saremmo poi invidiosi dell’eccellenza artistica di qualsiasi altro uomo illustrissimo di nome e pennello di altrettanto valore.

Finalmente Michelangelo Merisi da Caravaggio è Cavaliere dell’ordine di San Giovanni. Dopo la cerimonia diventa fra’ Michelangelo e lo vuole dire a tutti, anche ai posteri.
Di questa tappa fatidica della sua vita Caravaggio ci regala una testimonianza ancora oggi visibile. Nel capolavoro della Decollazione di San Giovanni Battista lascia una celebre segnatura nel sangue che fuoriesce dalla gola del Battista; il nome «Michel Ang» è preceduto da una «f», e questa è sicuramente l’abbreviazione di «fra», ossia del titolo «frater» con cui il nome dei cavalieri gerosoli-mitani incominciava solitamente. Il fatto prova che il quadro non fu consegnato, e forse ultimato, prima del 14 luglio 1608, quando Caravaggio acquistò il diritto di chiamarsi ufficialmente «fra Michelangelo», e, trascorso il prescritto anno di noviziato, che sarà stato conteggiato a partire dalla data d’arrivo del pittore a Malta (12-13 luglio 1607), si preparava la cerimonia d’inaugurazione del quadro, che sa-rebbe dovuta avvenire il 29 agosto, festa canonica di san Giovanni decollato.
Probabilmente l’inaugurazione si fece, ma in assenza del suo autore, il quale due giorni prima, il 27 agosto, e nove giorni dopo la rissa scoppiata la notte del 18 in casa dell’organista della chiesa conven-tuale di san Giovanni, fra Prospero Coppini, era stato arrestato, insieme con fra Giovanni Pietro da Ponte ritenuto responsabile principale della zuffa, e rinchiuso nel forte Sant’Angelo.

(Riproduzione riservata)

© Newton Compton

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La scheda del libro: “Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero” di Annalisa Stancanelli (Newton Compton)

Un viaggio sulle tracce del genio di Caravaggio: da Roma a Napoli, da Malta alla Sicilia.

Caravaggio affascina, commuove, esalta, attrae da secoli con opere meravigliose e avventure mozzafiato. Seguendo le tappe della sua esistenza ci si addentra in una vita da romanzo. Dalla nascita a Milano agli esordi romani; dalla vita a Palazzo Madama alle notti brave nel quartiere delle prostitute; dall’omicidio di Ranuccio Tomassoni al soggiorno a Napoli; fino alla misteriosa morte, nel luglio del 1610. Ma è dietro le vicende maggiormente note che si nascondono gli episodi più interessanti: Caravaggio scoperchiò tetti, prese a sassate una porta, scrisse versi infamanti contro un rivale, offese continuamente i “birri” del quartiere dove viveva. Trascorse molte notti in carcere e altrettante nelle dimore immensamente ricche di cardinali e nobili. Era capace di dipingere quadri immensi, pieni di religiosità e tormento, e poi di andare all’osteria con cortigiane e compagni di bravate e di lanciare un piatto di carciofi in faccia a un cameriere. Sono solo alcune delle storie che alimentano la leggenda dell’artista maledetto. Caravaggio è tutto questo: è genio e vita dissipata, è profondità di pensiero e cultura, ma anche impeto e testardaggine. Un viaggio sulle tracce del genio di Caravaggio: da Roma a Napoli, da Malta alla Sicilia. Forse non tutti sanno che… …nei primi anni a Roma Caravaggio era povero e rischiò di morire …Caravaggio visse nel palazzo del senato e divenne il pictor praestantissimus …Caravaggio uccise un uomo …Caravaggio visse a Napoli …Caravaggio divenne cavaliere di Malta …Caravaggio fuggì in Sicilia …Caravaggio si rifugiò di nuovo a Napoli e fu sfregiato …la morte di Caravaggio è un mistero.

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