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PANTAGRUEL. (1) La filosofia del cibo e del vino

novembre 27, 2020

È appena uscito il volume 1 di Pantagruel, “rivista di Letteratura non letteraria, di mondi narrati”, edita da La nave di Teseo a cura di Elisabetta Sgarbi e Massimo Donà, con il titolo “La filosofia del cibo e del vino”.

Il numero zero era stato dedicato al pane.

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Presentiamo Pantagruel (1) La filosofia del cibo e del vino” pubblicando l’intervento introduttivo del Direttore della rivista, Elisabetta Sgarbi, e il sommario dell’intero volume

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Un viaggio nel mondo del cibo e del vino come non se ne vedono spesso; un viaggio forse anche azzardato, fatto di inedite commistioni. Fatto cioè di racconti, riflessioni, ricordi, proclami e prese di posizione, fatto di liriche suggestioni e specifiche competenze. Un modo di “pensare” il cibo e il vino che questo secondo numero di Pantagruel ha voluto provocatoriamente proporre combinando il semplice e il complesso, l’ingenuo e l’ironico, l’ardita speculazione con la prudente descrizione. Combinando altresì le parole alle immagini di una fotografa che, del mondo del cibo e del vino, sa mostrarci quel che esso, forse, non sa di essere; ma più intensamente lo agita dall’interno. Un volume che attrarrà e incuriosirà tutti gli operatori del settore agroalimentare; un settore che mai come oggi mostra di voler crescere… e non solo “economicamente”, e tutti i numerosi appassionati della buona cucina e del buon vino, in altre parole, del buon vivere. Il volume è arricchito anche da contributi extra che travalicano il tema principale senza tradire lo spirito di approfondimento e indagine della rivista.

A cura di Massimo Donà e Elisabetta Sgarbi.

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L’intervento introduttivo del Direttore di Pantagruel, Elisabetta Sgarbi

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Le frizioni fanno scintille

di Elisabetta Sgarbi

Elisabetta Sgarbi | LetteratitudineNewsAvrebbe dovuto essere l’esordio di Pantagruel, fastoso e rabelesiano, se non avessi incontrato sulla mia strada, nel frattempo, Matera e il tema del pane a cui, lo scorso settembre, Pantagruel ha dedicato il proprio numero zero.
Partito prima, dunque, il progetto di “Pantagruel ‒ Filosofia del cibo e del vino” arriva in libreria dopo, con un tempo più lungo di gestazione, necessariamente più ricco del numero zero, che, tuttavia, mostrava la freschezza e l’aura che spettano agli inizi.
Ci sembrò naturale, alla nascita di questa nuova rivista di letteratura che porta il nome del personaggio di Rabelais, dedicare il primo numero a una riflessione sul cibo.
E una riflessione che portasse il peso e la sfida di un ossimoro, forse di una contraddizione.
La filosofia è una esperienza sostanzialmente solitaria, in cui il pensiero è solo con se stesso, si sfida e sfida le conoscenze acquisite. L’esperienza culinaria è, al contrario, per sua essenza, corale, comunitaria: intorno a una tavola nasce la Chiesa, e intorno alla tavola si riunisce la famiglia. Eppure è difficile scansare l’idea che il filosofo sia solo con se stesso e con ciò che pensa, e che la tavola imbandita sia destinata a una comunità, come traspare in una canzone della tradizione romagnola, interpretata benissimo dalla grande Roberta Cappelletti, Tavola grande.
Una filosofia del cibo, insomma, sembra più una provocazione: o per indurre la filosofia a dismettere le sue sacre vesti, o per togliere alla tavola il suo clima di festa e di gioia; come portare sulle spiagge assolate della Romagna un filosofo mitteleuropeo, avvolto nel suo tabarro.
Eppure, a volte, le frizioni fanno scintille, accendono luci. Valerio Zurlini, in fondo, ne La prima notte di quiete, porta un filosofeggiante, esistenzialista, “zurliniano” Alain Delon, avvolto da un cappotto color cammello, sul molo di Rimini, gli fa raccontare, attraverso la Preghiera alla Vergine del Paradiso di Dante, La Madonna del Parto di Piero della Francesca a una bellissima ragazza, ex prostituta.
E, in fondo, anche la filosofia può essere investita da una metafora culinaria: se è vero che ciascun filosofo è solo, nessun filosofo può fare a meno di dialogare con altri filosofi, di ogni epoca, come fossero in una conversazione continua, ideali e perenni commensali.
E, infine, per giustificare in via definitiva, semmai ce ne fosse bisogno, questo accostamento tra filosofia e cibo, non sarebbe sufficiente la stessa opera di Rabelais, Gargantua e Pantagruel, una inesauribile fonte di pensiero, che proprio nel prologo avverte:
“Bisogna aprire il libro e pensare attentamente ciò che vi è raccontato. Allora voi conoscerete che la droga che vi è racchiusa ha un valore ben diverso di quello che la scatola prometteva: cioè che la materia che vi è trattata non è così leggera come il titolo pretendeva.”
Così, ho accolto la proposta dell’amico Massimo Donà, che sempre si è mosso tra queste contraddizioni, negli spazi aperti tra le discipline e i mondi, facendone tesoro. E, da parte mia, ho cercato di dare il mio contributo. Buona lettura.

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Pantagruel (1) La filosofia del cibo e del vino” è stato realizzato con i contributi di:

Giordano Domenico Agrusta, Marilisa Allegrini, Sergio Antolini, Enrico Arduin, Davide Assael, Martina Barbero, Camilla Baresani, Claudio Bartocci, Pierluigi Basso Fossali, Andrea Berton, Tommaso Braccini, Marco Bruni, Leonardo Caffo, Cettina Caliò, Antonio Capaldo, Alberto Capatti, Giulia Carnelli, Monica Centanni, Giuseppe Cesaro, Felice Cimatti, Piero Coda, Emanuela Conversano, Marina Cvetic, Gabriele Dadati, Leonardo Dal Pont, Anna Luigia De Simone, Oscar Farinetti, Luciano Ferraro, Ernesto Forcellino, Carlotta Francia, Angela Frenda, Lamberto Frescobaldi, Piero Gabrieli, Tommaso Galli, Romano Gasparotti, Alfredo Gatto, Giulio Giorello, Dario Giugliano, Sergio Givone, Antonio Gnoli, Giulio Goria, Giampaolo Gravina, Davide Grossi, Ernst Knam, Amedeo La Mattina, Eugenio Lio, Eliana Liotta, Mirco Mariani, Giacomo Marramao, Giulio Maspero, Flavia Mastrella, Aldo Masullo, Alessandro Minelli, Umberto Montano, Giancarlo Moretti Polegato, Gianni Moriani, Andrea Moro, Lelio Francesco Morricone, Letizia Muratori, Arianna Occhipinti, Pacifico, Yahya Pallavicini, Andrea Paternoster, Nicola Perullo, Giacomo Petrarca, Alberto Pezzotta, Alessio Planeta, Gabriele Principato, Antonio Rezza, Francesca Rigotti, David Riondino, Franco Riva, Maurizio Rossi, Sandro Sangiorgi, Tiziano Scarpa, Massimo Semenzato, Augusto Enrico Semprini, Vittorio Sgarbi, Carlos Solito, Piero Stefani, Andrea Tagliapietra, Edoardo Tardioli, Raffaella Toffolo, Vincenzo Trione, Francesco Valagussa, Anna Vanzan, Luigi Viola, Rosanna Virgili, Italo Zannier.

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Il sommario di “Pantagruel (1) La filosofia del cibo e del vino”

11 Elisabetta Sgarbi Le frizioni fanno scintille
13 Massimo Donà Intro
15 Raffaella Toffolo Dialogando “in soggettiva”

CONCETTI
21 Davide Assael Nutrizione
33 Pierluigi Basso Fossali Appropriazione
43 Marco Bruni Diet-Etica
51 Leonardo Caffo Radici
57 Alberto Capatti Tempi
67 Monica Centanni Tradizione
81 Leonardo Dal Pont Sost-edibilità
93 Massimo Donà Gusto
113 Piero Gabrieli Intermittenze
129 Romano Gasparotti Assaporare
137 Giulio Giorello Ebbrezza
139 Antonio Gnoli Filosofia e gastronomia
169 Giulio Goria Forma
179 Amedeo La Mattina Festa a Sagana
183 Giulio Maspero Relazione
197 Umberto Montano Rivoluzione
205 Nicola Perullo Aptico
213 Giacomo Petrarca Arnia
225 Francesca Rigotti Liscio e striato
237 Augusto Enrico Semprini Gusto sobrio
251 Piero Stefani Mangiare
261 Andrea Tagliapietra Convivialità
279 Anna Vanzan Halal

CIBO ‒ CIBI
289 Giordano Domenico Agrusta Oche
299 Sergio Antolini Creso
305 Martina Barbero Kimchi
309 Claudio Bartocci Caffè e matematica
315 Andrea Berton Brodo
319 Tommaso Braccini Bottarga
327 Giulia Carnelli Tartufo
333 Gabriele Dadati Carbonara
337 Oscar Farinetti Pane
347 Angela Frenda Formaggio
351 Tommaso Galli Lievito madre
355 Dario Giugliano Cibo
373 Sergio Givone Riso
377 Ernst Knam Cioccolato
381 Eliana Liotta Fragole
385 Gianni Moriani Caffeina
407 Andrea Paternoster Miele
415 Alberto Pezzotta Food porn
423 Gabriele Principato Granita messinese
427 Maurizio Rossi Ricette bestiali
435 Tiziano Scarpa Crusca
441 Francesco Valagussa Finger food
449 Luigi Viola Pane

SIMPOSIO
469 Piero Coda Cena (l’ultima)
477 Aldo Masullo Simposio
485 Yahya Pallavicini Tavola imbandita
503 Vincenzo Trione Ultima cena

VINO ‒ VINI
527 Marilisa Allegrini Corvina
531 Antonio Capaldo Aglianico
537 Emanuela Conversano E(t)nografie
545 Marina Cvetic Montepulciano d’Abruzzo
551 Luciano Ferraro Vite
559 Carlotta Francia Nebbiolo
565 Lamberto Frescobaldi Diversità Toscana
567 Alfredo Gatto Ebbrezza medievale
579 Giampaolo Gravina Degustare
587 Giacomo Marramao Spiritus
591 Giancarlo Moretti Polegato Glera
595 Arianna Occhipinti Empatia agricola
599 Alessio Planeta Nero d’Avola
603 David Riondino Vino
607 Sandro Sangiorgi Superiorità naturale
613 Vittorio Sgarbi La legge contro la vita
621 Edoardo Tardioli Fiasco

FAME SETE E DIGIUNO
647 Enrico Arduin Arte e digiuno
653 Ernesto Forcellino Digiuno
679 Letizia Muratori Natura morta
683 Franco Riva Fame
697 Rosanna Virgili Sete e fame

METABOLISMI
707 Cettina Caliò Liquore
719 Giuseppe Cesaro Pistone e cilindro
723 Felice Cimatti Lingua
731 Anna Luigia De Simone Palato
747 Davide Grossi Pancia
763 Alessandro Minelli Parassito
767 Andrea Moro Ad Rosas
773 Lelio Francesco Morricone
Ambiente Obesogeno
783 Massimo Semenzato Laguna
789 Italo Zannier Fotografia

EXTRA
797 Eugenio Lio
Bagliori del tramonto della Terra isolata.
Una riflessione su Emanuele Severino
813 Carlos Solito Fiato e campanacci
839 Antonio Rezza
Cirrosi mia fatti capanna
849 Flavia Mastrella
Dall’aperitivo all’apericena
873 Pacifico dialoga con Mirco Mariani
Conversazione tra Parigi e Ensini

917 Biografie

 

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