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FONTAMARA di Ignazio Silone

gennaio 15, 2021

“Fontamara” di Ignazio Silone

Un classico della letteratura del Novecento

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di Helena Molinari

Iniziamo questo nuovo anno in Letteratitudine, nell’alternanza consueta tra suggestioni e dialogo con gli autori perlopiù contemporanei, con l’innesto di un classico narrativo del ‘900.
“Fontamara” di Ignazio Silone.
Un capolavoro della letteratura meridionalista.
Un romanzo corale e provocatorio.
Un romanzo solo in parte o apparentemente “ribelle”. Di fatto una storia di riscatto dell’uomo, che attinge a un nuovo livello di dignità proprio perché si sente spinto alla lotta contro la violenza e le mistificazioni.
L’acqua sopra e sotto ogni cosa assume il significato del simbolo vitale, del diritto naturale e sacro alla libertà.

“Molte donne si inginocchiarono per terra e si misero a urlare le maledizioni più terribili che venissero loro in mente con i pugni rivolti contro Il cielo”
… “Tutta l’acqua, tutta l’acqua si sono presi tutta l’acqua”…

Un romanzo d’altri tempi eppure di donne, di bambini, di vecchi, nella recita delle litanie e degli scongiuri, con la testa testardamente rivolta alla terra, che il cielo è solo dei preti, che tuttavia alla fine si ribalteranno e dopo tanto patire non si saprà che fare e ci si arrenderà a qualcosa di infinitamente più grande di loro.

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Libri di Ignazio SiloneIgnazio Silone, pseudonimo di Secondo Tranquilli, è stato scrittore, politico e uno degli intellettuali italiani più conosciuti e letti in Europa e nel mondo. Il suo romanzo più celebre è Fontamara.
Durante l’infanzia una tragedia segna la sua vita: la perdita del padre e di cinque fratelli durante il terribile terremoto che scosse la Marsica nel 1915. Rimasto orfano interrompe gli studi liceali e si dedica all’attività politica, iniziando la lotta contro la guerra e appoggiando il movimento operaio rivoluzionario.
Prende parte alle proteste contro l’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale e per questo viene processato. A Roma, finita la guerra, entra a far parte della Gioventù socialista, opponendosi al fascismo.
Nel frattempo diventa direttore del giornale romano «L’avanguardia» e redattore del giornale triestino «Il Lavoratore». Per le persecuzioni fasciste, è costretto a vivere nella clandestinità, collaborando con Gramsci.
Decide di abbandonare l’ideologia comunista perché non condivide più la politica di Stalin; per questo motivo cessa quasi tutte le sue amicizie.
Dirige poi «l’Avanti!», fonda «Europa Socialista» e tenta la fusione delle forze socialiste con l’istituzione di un nuovo partito. Ottenute solo delusioni, abbandona la politica per dedicarsi ai suoi scritti.

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[In collaborazione con Radio Aldebaran e con la trasmissione radiofonica Book-ing curata e condotta da Helena Molinari. I testi della rubrica “Parole: tra cielo e terra” saranno riproposti nella puntata di Book-ing domenica prossima, a partire dalle h. 12, sulle frequenze del suddetto programma radiofonico]

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Nei primi anni della dittatura fascista a Fontamara, “un antico e oscuro luogo di contadini poveri nella Marsica”, i “cafoni” subiscono soprusi e ingiustizie così antichi da sembrare naturali come la neve e il vento. Berardo Viola, che porta una scintilla di ribellione, subirà le torture della milizia fascista e sarà ucciso, ma assurgerà a emblema di un nuovo, seppure ancora impreciso e velleitario, livello di dignità. Opera intessuta di una precisa verità storica, Fontamara fonde la ballata popolare, la parabola evangelica e la satira politica in una partitura corale che si fa violenta denuncia di ogni ingiustizia.

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Tutte le puntate di “Parole: tra cielo e terra” sono disponibili qui

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