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TRA PANDEMIA E SUCCESSI: il 2020 DI ELISABETTA SGARBI

gennaio 15, 2021

Un anno di successi nonostante le difficoltà causate dalla pandemia da Covid-19 ancora in corso: il 2020 di Elisabetta Sgarbi (con uno sguardo all’inizio del nuovo anno)

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di Massimo Maugeri

Non c’è alcun dubbio sul fatto che, a causa della pandemia da SARS-CoV-2, il 2020 sia stato un anno difficile, orribile e da dimenticare (lo abbiamo più volte evidenziato nell’ambito della rubrica “Pensieri e parole ai tempi del Coronavirus“). Al di là delle problematiche connesse alla salute, tutti i settori del sistema economico sono stati duramente colpiti. Fra questi, anche quello dell’editoria. Eppure non mancano i casi di successo (che lasciano ben sperare sulla possibilità di farcela nonostante le evidenti difficoltà ancora in corso). Ne parlo con Elisabetta Sgarbi (regista, direttrice artistica de La Milanesiana e direttore generale del gruppo editoriale de La nave di Teseo), che ha trascorso un 2020 da protagonista…

– Cara Elisabetta, l’anno appena trascorso è stato terribile a causa della pandemia e delle sue conseguenze. Eppure per te, e per La nave di Teseo, è stato un anno di successi. Come commenteresti il tuo 2020?
imageAl di la’ dell’andamento della Nave di Teseo, non possiamo non dire che sia stato un anno orribile. E continua ad esserlo, perché le pandemie non rispettano di certo le chiusure contabili. Ognuno ha cercato di difendersi come poteva e La nave di Teseo ha avuto la fortuna di avere libri importanti che le hanno permesso di tenere la barra diritta. Vincere un Premio Strega con un autore che già lo aveva vinto, con una casa editrice così giovane è merito dello stato di grazia che ha accompagnato Sandro Veronesi nella scrittura del Colibrì. Woody Allen non aveva mai scritto una autobiografia ed è uscito nell’anno in cui il mondo, e il cinema in modo particolare, si è fermato. Joel Dicker ha scritto il suo romanzo di maggior successo, proprio nell’anno in cui i librai – e il suo editore – ne avevano più bisogno. Non c’è più merito di quanto ci sia fortuna.

L' enigma della camera 622 - Joël Dicker - copertinaA proposito di niente - Woody Allen - copertina– Ricapitolando: il Premio Strega e tre libri (“Il colibrì” di Sandro Veronesi, il nuovo romanzo di Joel Dicker, l’autobiografia di Woody Allen) tra i più venduti dell’anno. Due, addirittura tra i primi quattro. Inoltre “Il colibrì” ha appena vinto il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point. Andasse sempre così, ci sarebbe da “metterci la firma”. Cosa speri per l’immediato futuro?
Spero di tornare presto a lavorare in casa editrice, con tutto il gruppo della Nave. Spero che la vaccinazione corra più veloce del virus. Spero queste cose. Poi abbiamo imparato a lavorare in condizioni difficili, a dare il massimo e a resistere, quindi continueremo a farlo, a proporre libri che riteniamo importanti. Ma ogni volta è come cominciare da zero.

– A proposito di cominciare da zero. C’è anche il caso de “L’Alchimista” di Paolo Coelho, tornato in classifica dopo un paio di decenni…
Questo è stato un motivo di grande soddisfazione del nuovo anno. Pubblicai L’Alchimista di Paulo Coelho nel 1995, per una intuizione rabdomantica, credendo a una agente letteraria unica nel panorama mondiale, Monica Antunes. Monica aveva assunto una missione: tanto aveva amato quel libro che doveva venderlo in tutto il mondo. Così ha fatto, e ancora oggi è l’agente letterario di un solo autore, Paulo Coelho. L’Alchimista ha superato le 85 milioni di copie nel mondo. In Italia siamo oltre i 6 milioni. E, dal luglio 2017, da quando Paulo e Monica hanno deciso di pubblicare i libri di Coelho alla Nave di Teseo, ha venduto oltre 120.000 copie, con una media di oltre 35.000 copie vendute all’anno, dopo venticinque anni. Ma nel 2020 è accaduto quanto ho riscontrato anche in altri momenti di crisi del mercato editoriale: L’Alchimista non solo ha tenuto, ma aumentato i suoi lettori: un libro che le generazioni si passano. E, dallo scorso anno, tutti i libri di Paulo Coelho sono entrati nel catalogo della Nave di Teseo, costituendone una delle voci più importanti. E poiché il lavoro dell’editore non è mai un lavoro solitario, il merito del rientro dell’Alchimista in classifica va condiviso con la nostra rete di vendita, PDE e ovviamente con i librai. Non fare mai mancare questo libro è frutto di un lavoro quotidiano e di qualità.

– Credo che anche durante gli anni in Bompiani ti sia capitato di raggiungere risultati grandiosi nel corso di periodi difficili. È così?
Beh, nei venticinque anni alla Bompiani ho vissuto anni di grande successo, oltre a anni più difficili. Non farei paragoni.

– In generale, per il mondo dell’editoria (lo abbiamo detto), rimane comunque un periodo difficile. Come immagini il futuro dell’editoria nel mondo post-pandemico?
Il mercato del libro complessivamente, a valore, ha tenuto. Meno in termini di numero di copie. Ma questo è merito dell’entrata in vigore della legge Levi sugli sconti. In questo scenario sta accadendo uno squilibrio: l’ecommerce, Amazon in particolare, sta mangiando quote di mercato importanti alle librerie fisiche, soprattutto alle grandi catene. Non so se il sistema sia preparato a questo cambio di equilibri così drastico.

– Il 2020 ti ha vista “esordire” nel mondo della musica con i tuoi Extraliscio, che si apprestano a gareggiare nel Festival di Sanremo (nella foto, gli Extraliscio con Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio in occasione del Premio Fice a Mantova). Cosa puoi dirci da questo punto di vista?
Ho provato a fare nella musica quello che tento di fare nell’editoria. Con la mia casa editrice musicale, la Betty Wrong edizioni musicali, sono innamorata di un gruppo musicale, ho creduto nel talento straordinario di questi musicisti e di Mirco Mariani, e ho cercato di alzare il livello di attenzione su di loro. Ho proposto a Amadeus un brano che Mirco Mariani aveva scritto nel periodo di Lockdown, e che aveva cantato con Davide Toffolo, frontman dei Tre allegri ragazzi morti, e disegnatore straordinario (a novembre ha pubblicato con Oblomov, casa editrice della costellazione della Nave di Teseo, un bellissimo libro su Magnus). Ho chiesto un appuntamento a Amadeus che non conoscevo. E insomma, è andata bene.

– Presentaci il 2021 dal tuo punto di vista: propositi, progetti, nuove uscite…
Sanremo è qualcosa per me di completamente nuovo, almeno come editore musicale di un gruppo in gara. Come Nave di Teseo avremo libri molto importanti e il 2021 è cominciato bene: i lettori stanno amando “Un cazzo ebreo”, esordio molto discusso. Il 14 gennaio è uscito il nuovo libro di Luca Ricolfi, “La notte delle ninfee. Come si malgoverna una pandemia”, un atto di accusa alla gestione della pandemia, corroborato da dati molto precisi. Il 28 gennaio la autobiografia di Kamala Harris. E il 18 febbraio l’atteso libro di Bill Gates. E poi uscirà per Nexo il mio film sugli Extraliscio, sempre che i cinema si rimettano in movimento. E anche, sempre per Nexo, il mio film sui Vaccini, che stavo presentando nelle sale poco prima dell’arresto dovuto alla pandemia, lo scorso febbraio. E spero in una nuova, ricca Milanesiana. E speriamo in belle sorprese.

– Grazie mille, cara Elisabetta. E ancora complimenti per tutto. E intanto attendiamo l’imminente uscita del film “Lei mi parla ancora“, diretto da Pupi Avati e tratto dall’omonimo romanzo di tuo papà (Giuseppe Sgarbi, che proprio oggi avrebbe compiuto 100 anni), disponibile su Sky a partire dall’8 febbraio. Di seguito, una scheda del film corredata da una bella foto che hai messo a nostra disposizione…

 

Lei mi parla ancora, film diretto da Pupi Avati, racconta la storia di un grande amore, quello di Nino (Renato Pozzetto) e Caterina (Stefania Sandrelli), una coppia di anziani sposata ormai da 65 anni. Tra i due è stato amore a prima vista, ma quando Caterina viene a mancare a Nino cade il mondo addosso. Elisabetta, la figlia della coppia, prova ad aiutare il padre a superare questo momento di sconforto, dovuto alla perdita dell’unica donna che ha amato durante la sua vita, ma nulla sembra riuscire a sollevare l’uomo.
Un giorno Elisabetta ha la brillante idea di presentare a suo padre Amicangelo (Fabrizio Gifuni), editor e aspirante scrittore, incaricato di raccogliere i ricordi di Nino e farne un romanzo d’amore. Nonostante inizialmente accetti il compito del ghostwriter per esigenze economiche, Amicangelo si ritrova più volte a scontrarsi con l’anziano, in quanto i due presentano caratteri totalmente opposti. Entrambi, però, col tempo riusciranno a superare queste discordanze e a instaurare una forte amicizia, grazie alla condivisione dei ricordi personali di Nino…

 

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