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50 SPUNTI DI LODE AL CREATORE di Giuseppina Ferrisi

febbraio 15, 2021

“50 spunti di lode al Creatore” di Giuseppina Ferrisi (Effatà Editrice) – Prefazione di p. Andrea Brustolon

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di Helena Molinari

Un testo quasi epistolare, eppure al contempo narrativo e lirico.
Quasi una salmodia.

Ne abbiamo parlato in intervista con i figli dell’autrice scomparsa, Maristella, Giuseppe, Chiara, Paola Fantini.

Si sottolinea come le risposte siano solo presumibilmente vicine al pensiero dell’autrice, poiché i figli hanno scoperto da poco, dopo la sua morte (13 giugno 2018), l’intensa vita spirituale della mamma, che pertanto stanno solo ora approfondendo.

– Davvero un testo sospeso tra cielo e terra, parabola e salmodia al contempo e uno sguardo che sa incantarsi, sa ricambiare della natura gli insegnamenti prima ancora dei suoi doni. A tutto questo da un nome ed un cognome per così dire… Creatore Dio. Potrebbe essere altresì un diario applicabile o perlomeno proponibile al lettore laico e fortemente virtualizzato e digitalizzato di questo tempo?
I pensieri di questo libro sono l’espressione di un’anima innamorata di Dio, che osserva la bellezza della natura, cogliendo in essa lo spettacolo straordinario della potenza e dell’amore del suo Creatore. Allo stesso modo ogni credente può sentire nella natura la manifestazione di Dio nel mondo.
Ma anche per chi non crede, o per chi cerca la fede senza averla ancora trovata, le parole del testo sono illuminanti: con la loro poesia allargano la mente, le fanno cogliere una qualche essenza nascosta, un intreccio invisibile con cui la bellezza stupisce e meraviglia. Agli uomini di oggi la contemplazione della bellezza può offrire uno spazio di silenzio, così necessario per operare un distacco dalle urgenze competitive e dal grigiore conformistico. Tale silenzio non è solitudine, ma apertura, respiro benefico, ascolto di una dimensione altra da quella terrena, a cui l’uomo naturalmente tende qualunque sia il suo credo e la sua verità.

– Il saper sentire anche la più piccola creatura palpitante e viva. Il timore di poterla calpestare. Quale “catechesi”, se c’è? 
Non è da tutti cogliere con lo stesso stupore uno spettacolo maestoso di orizzonti sconfinati o il palpitare di una foglia; la travolgente forza della natura o il cangiare di un colore; il volo dell’aquila e il battito d’ali di una farfalla. Non è da tutti mettere sullo stesso piano l’eleganza di forme imponenti con i piccoli nascondimenti. Eppure chi lo fa, come l’autrice, ci trasmette un grande insegnamento: l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo sono solo prospettive diverse con cui la forza del Creato si manifesta come dono straordinario agli occhi umani. Ogni parte è perfetta nella sua composizione, come se l’Artista sapiente non potesse smettere di donare la sua infinita fantasia. Tale fantasia è messa a disposizione dell’uomo e l’autrice comprende come proprio l’uomo, dotato di autocoscienza, debba diventare portavoce di riconoscenza e di lode al Creatore dando voce a tutte le creature viventi. Aver sottolineato il rispetto e lo stupore per i piccoli esseri nascosti contiene due messaggi principali: che la vita è sempre un miracolo e che l’umiltà permette di vedere, al di là dell’apparenza, i veri valori della vita.

– Moglie, madre, Giuseppina e la ricerca necessaria dei luoghi del silenzio e il pudore di noi donne in quella sua domanda: “È mancanza di carità questa ricerca della lontananza dagli uomini?”
Giuseppina ha sentito per tutta la vita due urgenze: occuparsi del prossimo e riservare del tempo per Dio. A tratti si affacciava in lei un dubbio, che il ritiro nella contemplazione potesse portarla a trascurare gli altri, ma era solo un attimo. In realtà le due cose sono assolutamente accomunate in un unico anelito che è l’Amore. Profonda è l’idea dell’autrice, che tutto l’amore viene da Dio e che noi, nel momento in cui lo riceviamo, siamo chiamati a restituirlo a Dio e a tutti coloro che ci circondano. Per questo l’autrice, grazie alla forza di volontà e all’azione divina, offriva tutti i gesti e i respiri come preghiera. Nonostante le incombenze come moglie, madre e insegnante, ogni occasione era propizia per immergersi in quello che definiva “il grande silenzio”, per poi tornare gioiosa e forte ad affrontare la quotidianità.

Ringraziamo vivamente per la generosa disponibilità i figli di Giuseppina Ferrisi e vi invitiamo alla lettura, che è testimonianza rinnovata qui a “Tra cielo e terra” di una rinnovata possibilità.

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[In collaborazione con Radio Aldebaran e con la trasmissione radiofonica Book-ing curata e condotta da Helena Molinari. I testi della rubrica “Parole: tra cielo e terra” saranno riproposti nella puntata di Book-ing domenica prossima, a partire dalle h. 12, sulle frequenze del suddetto programma radiofonico]

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Una foglia secca, la pioggia battente, un filo d’erba, il vento impetuoso, un’opera d’arte, una persona malata… tutto, se guardato con gli occhi dello spirito, può rivelarci un significato più nascosto, profondo e rimandare al Creatore dell’universo. Le pagine di questo libretto, scritte da una donna speciale, un’anima assetata di Dio, ci aiutano a capire che tutto è dono e che siamo, in ogni momento della nostra vita, immensamente amati.

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Tutte le puntate di “Parole: tra cielo e terra” sono disponibili qui

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