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CONTA SUL TUO CUORE di Andrea Maggi: incontro con l’autore

febbraio 22, 2021

“Conta sul tuo cuore” di Andrea Maggi (Giunti): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Andrea Maggi è nato a Pordenone e laureato in Lettere a Trieste, insegna in una scuola secondaria. Ha pubblicato Morte all’Acropoli (2014), vincitore del Premio Massarosa 2015; Il sigillo di Polidoro (2015), Niente tranne il nome (2017) ed è tradotto in Spagna e in America Latina. Per ragazzi ha scritto il romanzo Guerra ai prof! e, dedicato a loro, il saggio Educhiamoli alle regole. Istruzioni per crescerli responsabili e felici (2019). Durante il lockdown del 2020 è uscito il suo e-book Insegnare ai tempi del Coronavirus. Nel 2017 ha debuttato nel docu-reality di Rai Due Il Collegio nel ruolo di Professore di italiano, latino ed educazione civica, diventando in breve tempo «il professore più amato d’Italia».

Il nuovo libro di Andrea Maggi si intitola “Conta sul tuo cuore” ed è pubblicato da Giunti.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«I giovani sono senza futuro. Sono egoisti, egocentrici, superficiali, apatici, amorali. I giovani sono fragili, tristi, arroganti e del mondo non sanno un bel niente. I giovani non sanno cos’è l’amore e sono sempre più soli. Non sanno niente. Sanno comunicare solo con il telefonino. Questo è ciò che sento dire spesso», ha detto Andrea Maggi a Letteratitudine. «Tutto falso. Tutto banale. Tutto sbagliato.
Come se noi adulti avessimo sempre le idee chiare. Come se noi non avessimo mai un tentennamento, mai un momento di debolezza o di sconforto. Come se noi usassimo il telefonino sempre con misura e consapevolezza.
Seriamente.
I giovani hanno dentro un misterioso tormento che li rende inquieti e inafferrabili a se stessi e, di conseguenza, inafferrabili anche a noi adulti. Questo libro racconta proprio questo tormento attraverso la vita di alcuni ragazzi di quinta liceo classico che accettano di partecipare a una sorta di esperimento del loro professore di italiano, un ritiro in un rifugio montagna che li aiuterà a rispondere alla domanda delle domande: cosa farò da grande? Cosa sarò da grande?
I giovani convivono con uno smarrimento esistenziale che, se non viene orientato a dovere, rischia di condurli verso strade pericolose dove si perderanno inesorabilmente. La mega rissa al Pincio di qualche tempo fa ne è un esempio perfetto. Chi non riesce a trovare la propria strada finisce per commettere errori talvolta fatali. Spesso chi si propone come guida dei giovani li incensa e li lusinga; fa credere loro che possono realizzare il possibile e persino l’impossibile. Ma non c’è peggior guida di colui che conduce un gregge verso il precipizio. Il punto è che chi parla così lo fa soltanto per ottenere il consenso dei giovani o tutt’al più per coprire le proprie manchevolezze nei loro confronti. Ci sono giovani che si sono sempre sentiti dire dai genitori di essere eccezionali, geniali, infallibili, e si sono creati un’immagine falsata di se stessi. Spesso sono stati educati a coltivare quelle che non sono le loro vere aspirazioni, ma quelle dei genitori, e non c’è peggior violenza che uccidere i sogni autentici per instillare sogni di altri. Molti giovani vivono una vita infelice perché noi adulti li abbiamo illusi di dover realizzare qualcosa che non ha niente a che fare con dal loro vita, o di dover aspirare a ciò che va ben al di là delle loro reali possibilità, o che addirittura non ha niente a che fare con le loro reali potenzialità. Quello di cui hanno bisogno i giovani è trovare qualcuno che non li incensi, ma piuttosto che li aiuti nella ricerca più complicata: quella di se stessi. Qualcuno che insegni loro che non si può essere felici da soli e che la felicità passa attraverso la condivisione delle esperienze piacevoli, ma anche di quelle spiacevoli.
In questo libro racconto proprio di questa difficile ricerca: il tormento dell’esistenza e la paura di guardarsi dentro, ma anche la tenacia e la voglia di mettersi in gioco propria dei giovani; la speranza che nella tempesta del loro cuore, proprio nell’occhio del ciclone, alla fine troveranno il tesoro più prezioso di tutti.»

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Le prime pagine di “Conta sul tuo cuore” di Andrea Maggi (Giunti)

 

Io quello infinito silenzio a questa gigantesca rottura di palle vo comparando.
È un mattino di ordinaria follia in una quinta liceo di una città di modeste dimensioni del nord Italia, dove tutti conoscono tutti e nessuno è mai riuscito a farsi una bella spaghettata di cavoli suoi.
Roberto Elpidi, professore di italiano, si accomoda alla cattedra, digita login, password e sbriga in fretta le formalità del registro elettronico. Per la cronaca, la password è Alka-seltzer. Con l’A maiuscola e il trattino breve tra Alka e seltzer. Si sfrega le mani, come fa sempre prima di incominciare una lezione, e allunga i palmi verso gli studenti per chiedere la loro attenzione. Nel farlo, esibisce loro una cicatrice vistosa che corre sul palmo della sinistra, una dorsale di carne che segna trasversalmente la mano al disotto dell’anulare e del mignolo.
«Oggi vorrei parlarvi delle origini di Venezia.»
Elpidi è un insegnante molto particolare, misurato nei modi e nelle parole, gentile ed equilibrato al punto da apparire a tratti quasi algido. È uno di quelli che si fa rispettare, eppure oggi i ragazzi non sembrano avere tutta questa gran voglia di seguire la sua lezione. L’unico che smania per un po’ di silenzio è Filippo Casamassima, già pronto con penna e quaderno degli appunti. Casamassima è il ritratto del secchione tipo (olio su tela 100×70 cm). Si aggiusta gli occhiali enormi sul naso piccolo. «Zitti, che poi se interroga su ’sta roba, devo prendere bene gli appunti!»
«Cagamassima, ovvero: come essere lecchino e andarne fieri.» Andrea Berrino non le manda a dire a nessuno, men che meno a Filippo. Fin dal primo anno di liceo lo chiama amorevolmente Cagamassima. Tra i due c’è un abisso. Andrea è il figlio del dottor Berrino, il dentista più in voga della città, e di un’ex indossatrice che fa la gran signora con i soldi del marito. Alto, atletico, bei riccioli biondi e dotato di un’antipatia rara. Filippo Casamassima: asmatico, allergico al pelo di cane, al pelo di gatto, alla polvere, alle graminacee e ai frutti di mare; il padre impiegato alle poste, la madre insegnante precaria di arte. Pochi amici, anzi, nessun amico. Non si distingue per popolarità e non è esattamente un adone, penalizzato dal suo metro e sessanta per cinquanta chili scarsi di fragilità. Lo stillicidio quotidiano a cui Andrea lo sottopone rasenta la persecuzione.
Filippo guarda Andrea stizzito. «Guarda che ti ho sentito!»
Renzo, il compagno di banco di Andrea, un berretto di lana su un gay aspirante star della street dance, se la ride. «Vacci piano!»
Al contrario, Andrea rincara la dose. «Cagamassima, ma te la trovi una femmina?»
Filippo agita l’erogatore del Ventolin e se ne fa una bella spruzzata per calmare l’asma. Gli viene tutte le volte che si agita. «Lo sai, Berrino, tu avresti un sacco di ragazze che ti corrono dietro, se non fossi il liceale più stronzo della storia dell’umanità!»
Il professor Elpidi non si accorge di quanto sta accadendo e inizia la lezione. «La leggenda racconta che Venezia sarebbe stata fondata da alcuni cittadini romani in fuga da Attila intorno al 452. In realtà la sua fondazione non può essere datata prima del 535, ai tempi della guerra greco-gotica…»
Valentina Battistella, su Instagram @valestella, se ne sta fregando alla grande della guerra greco-gotica, di Venezia e di tutto il resto. È la classica cover girl: capello lungo e piastrato, bionda platino, labbra carnose e seno mozzafiato, un fisico modellato da sedute quotidiane di body building e dall’hip hop. Su TikTok fa uscire il sangue dal naso ai suoi follower. Influencer, modella, beauty vlogger, è la ragazza più bella della scuola.
«Due giorni fa mi è caduto il telefono,» spiega a Roberta, la sua compagna di banco «e ho dovuto comprarne uno nuovo. Ma per via del backup non ho potuto postare niente per ore e ho avuto un calo di follower. Se nei dati statistici vedo ancora la curva in discesa, mi viene una crisi di nervi!»
Pedro, il ragazzo seduto alle sue spalle, si allunga verso di lei. «Posta qualche mossa su TikTok con le poppe in slow motion. Vedrai come si alza subito la curva!»
Pedro, al secolo Pietro De Marco, è l’unigenito figlio dell’avvocato – e deputato – Attilio De Marco dello studio De Marco & Associati. Il padre ha cercato di crescere un figlio a sua immagine e somiglianza, ma Pedro è diventato il suo esatto opposto: è il ribelle perfetto. Capelli rasati in stile Trainspotting, magro che sembra malato, jeans strappati, magliette a maniche corte anche a gennaio per mettere in mostra i tatuaggi sulle braccia, è chiamato da tutti Pedro perché, siccome fuma un sacco di erba, dicono che sia il main sponsor dei narcos. Si dice anche che i cani antidroga abbiano le visioni mistiche, se lo fiutano in giro.
«Pedro, sei un maiale!» lo apostrofa Roberta, castana, longilinea, belle curve, anche se un po’ troppo magra, eccellente chitarrista classica e appassionata di fotografia. La luce che penetra dalle finestre è perfetta. Roberta punta il cellulare verso Valentina, le scatta una foto e gliela invia su WhatsApp. «Postala, più tardi. Sei venuta bellissima.»
Valentina dà un’occhiata alla foto di nascosto dal professore. «Davvero bella, grazie. Un po’ in controluce, ma con i filtri la aggiusto. Dimmi, alla fine l’hai comprata?»
«La macchina fotografica digitale? Certo. Quando vuoi, la proviamo.»
«Domani? Shooting al parco?»
«Perché non oggi pomeriggio?»
Il professor Elpidi prosegue imperterrito. «Lo storico Cassiodoro descrive le prime case dei veneziani come nidi di uccelli acquatici…»
«Guarda quell’oca come se la tira…» Chiara l’alternativa, salopette, stivaletti in pelle, una foresta di dreadlocks in testa, è quella dei piercing sul naso, delle serate nei centri sociali, delle manifestazioni in difesa dell’ambiente, delle conferenze sulle mutilazioni genitali femminili. Quella dei corsi di italiano per gli immigrati, dei diritti pro LGBT, della raccolta fondi per i profughi. Ed è anche quella che non sopporta Valentina.

(…)

© Giunti)

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La scheda del libro: “Conta sul tuo cuore” di Andrea Maggi (Giunti)

Conta sul tuo cuore - Andrea Maggi - copertinaPedro il ribelle, Valentina l’influencer, Marta la cinica, Andrea il ragazzo più antipatico dell’universo e ancora l’intrigante Anita, Roberta, Silvia, Casamassima, Paola, Renzo e Chiara sono studenti del quinto anno di un liceo classico in una piccola città del nord Italia. Tutto ha inizio a lezione, quando un bigliettino intercettato dal professore di Lettere Roberto Elpidi scatena un dibattito, da cui emerge che nessuno dei ragazzi sa chi è veramente, né si è mai posto il problema di interrogarsi al riguardo. C’è già chi sogna di diventare beauty vlogger, chi street dancer e chi si sente imbrigliato da un destino già scritto dai genitori. Così il prof tenterà di spiegare loro l’esortazione di Socrate, Conosci te stesso, ma in un modo del tutto originale. Organizzerà un ritiro in un rifugio di montagna, lontano dalle comodità cittadine. Lassù, isolati dal mondo e costretti a vivere fianco a fianco per un mese intero, dovranno appianare le loro divergenze senza potersi rintanare nei social. Si dedicheranno a trovare se stessi fra innamoramenti improbabili, segreti inconfessabili, tradimenti dolorosi e potranno contare solo sull’amicizia. Una storia sulla bellezza e sulla fragilità dei ragazzi, alla continua ricerca di muri da abbattere ma anche di esempi da seguire. Un mondo, il loro, messo in scena senza filtri, con le sue infinite contraddizioni raccontate senza alcun giudizio.

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