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MUSIC IN A BOX? – Simona Lo Iacono intervista Corrado Neri

marzo 10, 2021

Corrado Neri e il suo progetto: “Music in a box?”: intervista a cura di Simona Lo Iacono

Un concerto-documentario verrà trasmesso il 14 marzo 2021 alle ore 18 sulle pagine social di Corrado Neri e su quelle del noto conduttore televisivo Salvo La Rosa

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di Simona Lo Iacono

La pandemia ha arrestato il flusso della normalità, ha scombussolato impegni, vite, progetti. Eppure, questa convivenza forzata con la precarietà, con la sofferenza, con la perdita, ha anche messo in evidenza una capacità inventiva senza pari, e ci ha fatto capire che la vera sopravvivenza non deriva dalla mera resistenza ma dalla creatività.
L’uomo ha sempre superato le prove non con la forza della attesa, inerte e passiva, ma con le idee.
E’ a questa capacità di rivedere il vissuto, di trasformarlo, di adattarlo, che si devono alcune trovate veramente geniali nel campo dell’arte, del teatro e della musica. Ed è a questa mai stanca progettualità in ogni campo – scientifico, didattico, spirituale – che dobbiamo la nostra vita.
Di questa lezione si fanno portatori soprattutto i giovani, che uniscono alla tipica irruenza dell’età, anche l’entusiasmo della scoperta.
Ecco perchè ho avuto il piacere di intervistare Corrado Neri, pianista e musicista giovanissimo ma già aperto ad esperienze internazionali, che alla pandemia ha risposto con un nuovo progetto: MUSIC IN A BOX.

– Carissimo Corrado, la musica è più che la tua vocazione, è piuttosto il tuo modo di stare al mondo, una voce che attraversa la realtà per abitarla.
Parlaci di te, cosa ti ha portato fin qui, quali studi.

Il mio percorso musicale parte quando ero bambino. Ho iniziato lo studio del pianoforte all’età di quattro anni, l’ho sempre portato avanti privatamene fin quando a 17 anni ho iniziato il conservatorio a Catania. Venendo da una famiglia di origini umili, ho sempre cercato di lavorare attraverso questa meravigliosa arte per poter mantenermi gli studi. Le serate nei matrimoni, nei piccoli teatri e nei piccoli pub, le ritengo la mia più grande ricchezza, e sono sempre stato contento di poterci ritornare ad esibirmi: carissima Simona, oggi più che mai, il mio più grande desidero e poter ritornare a suonare davanti ad un pubblico in presenza, ancor meglio se un gruppo di persone di poche anime. Ho sempre adorato cercare il dialogo tra il palco e l’uditorio.
Conseguita la laurea di primo livello in Pianoforte mi sono trasferito a Milano per frequentare il corso di specializzazione al conservatorio Giuseppe Verdi, conseguito nel 2018. Attualmente frequento il corso di musicologia presso l’università statale di Milano – in remoto.

– Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da viaggi, esperienze all’estero, confronti internazionali. Esperienze che ti hanno dato gioia, ma che hanno ulteriormente contribuito alla tua crescita artistica, e che il COVID ha certamente ferito, costringendoti a una immobilità che tu sei riuscito comunque a riempire di arte. Raccontaci in che modo sei riuscito a superare le barriere che il COVID ha inflitto a noi tutti.
Le barriere che questo piccolo bacillo ci ha inflitto sono enormi, insormontabili, frustranti per noi artisti, figli del pubblico. La prima fase del Lockdown imposto tra marzo e Aprile l’ho vissuta come un brutto incubo. Mi svegliavo la mattina sperando che fosse solo un sogno brutto: progetti, programmi, viaggi, tutto cancellato. Quando ho iniziato a somatizzare la sofferenza ho deciso di recuperare nella maniera più profonda possibile: mettermi su un piano filologico e partire dalla rottura che ci ha portati a questo profonda e malata scissione tra UOMO e NATURA. Perché questa pandemia è il più grande simbolo della netta separazione tra noi e il Creato. E quindi ho cercato di farlo iniziando una serie infinita di passeggiate e di viaggi in natura, zaino in spalla. Tra Giugno e Agosto ho percorso circa mille chilometri alle pendici del vulcano più alto e attivo d’Europa: mamma Etna. Ritornato poi ad una condizione di falsa semi-normalità a Novembre mi sono concentrato sulla realizzazione di un progetto che racchiudesse pensieri e note nate in questo periodo.

– E veniamo al tuo ultimo progetto, un’occasione nata proprio dalla pandemia. Che cosa è “Music in a box”? E….può la musica sopravvivere in una scatola?
Mi è stato chiesto più e più volte durante questi mesi di organizzare concerti in streaming: tante volte ho accettato ma tante altre ho declinato sospinto da una sensazione di nausea. Ho lottato fino alla fine in maniera inconscia aspettando che qualcosa cambiasse e che ci fosse un’apertura che, più o meno, ci facesse ritornare ad esibirci. Realizzato che la situazione non sarebbe cambiata un granché da lì a poco, ho deciso di denunciare questa condizione alla quale noi artisti siamo rilegati attraverso l’atto della musica stessa. Ed è così che ho deciso di chiamare questo mio concerto: MUSIC IN A BOX? Può la musica sopravvivere in una scatola? Abbiamo preso un Teatro vuoto (Il bellissimo Teatro Garibaldi di Avola, gentilmente concessoci dall’Amministrazione Cannata) e l’abbiamo riempito di contenuti fino all’ingordigia. Quello che sarebbe dovuto essere un semplice concerto in streaming è divenuto anche luogo di dibattito delle condizioni in cui versa oggi la fruizione musicale e su quale sia il reale valore della musica dal vivo che, poi, in un certo senso, è sempre stata legata, in un equilibrio ben definito, alla musica “inscatolata”. Concerti e dischi sono riusciti a camminare a braccetto per decine e decine di anni e in un certo senso è difficile pensare a un concerto senza disco o a un disco senza concerto.
Il montato finale del concerto-documentario verrà trasmesso il 14 Marzo 2021 alle ore 18 sulle mie pagine social Corrado Neri e su quelle del noto conduttore televisivo Salvo La Rosa. Oltre alla collaborazione di quest’ultimo grande professionista, il progetto si è arricchito della presenza del grande Maestro Alfio Antico, musicista e poeta sopraffine, della poetessa e musicologa Lina Maria Ugolini, del giornalista e penna storica del Corriere Della Sera Mario Luzzatto Fegiz e di altri straordinari artisti: Il giovane tenore Dave Monaco, il violinista Maxim Distefano e la cantante Federica Contarino.
La Regia è di Renzo Giuffrida mentre l’audio è stato registrato, mixato da Lorenzo Bardarè e masterizzato da Vincenzo Cavalli.
Ho colto l’occasione per fare una selezione dei pezzi suonati nel concerto e dare vita al mio primo Album da solista, dal titolo omonimo MUSIC IN A BOX?
Il Progetto è stato patrocinato dalla Regione Sicilia – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo e dal Comune di Avola nella persona del Sindaco Luca Cannata.

Grazie, carissimo Corrado, buon vento!

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